Il laboratorio della decrescita a Macerata

Il gruppo della Decrescita Felice a Macerata (oggi “Laboratorio della Decrescita“) è nato grazie all’ interesse di alcuni partecipanti del gruppo di acquisto locale (G.A.S Macerata) e di altre persone interessate che hanno iniziato a riunirsi regolarmente dal marzo 2011. Ma cos’è il movimento della Decrescita? La parola, a un primo impatto, suona in maniera strana. Innanzitutto non siamo abituati ad usarla, tantomeno a vederla accostata ossimoricamente all’ aggettivo “felice”.

Vediamo brevemente come nasce il movimento in Italia e lasciamo poi la parola ai protagonisti di questa associazione.

Il Movimento per la Decrescita Felice (MDF) è un movimento italiano nato e cresciuto informalmente nel 2000 sui temi della demitizzazione dello sviluppo fine a se stesso, e successivamente sfociato in un’associazione fondata da Maurizio Pallante, esperto di risparmio energetico. Il movimento, chiaramente ispirato alla decrescita teorizzata da Nicholas Georgescu-Roegen, fondatore della bioeconomia, ed in linea con il pensiero di Serge Latouche, parte dal presupposto che la correlazione tra crescita economica e benessere non sia necessariamente positiva, ma che esistano situazioni frequenti in cui ad un aumento del Prodotto interno lordo (PIL) si riscontra una diminuzione della qualità della vita.(Wikipedia)

Macerata accetta la sfida e si costituisce “Il Laboratorio della Decrescita” .
Allora per capire meglio quali sono i loro ideali, come vivono la decrescita nella vita di ogni giorno e quanto tengono al concetto del “Saper Fare”, abbiamo deciso di far parlare proprio loro!

Una famiglia decresciuta : Donatella Misino, con suo marito e le due splendide figlie partecipano alla vita del Laboratorio della decrescita di Macerata in maniera attiva e assidua.
Donatella, parlaci di quante cose, nel tempo, sono cambiate nella tua vita quotidiana. La vostra è una famiglia decresciuta in piena regola. Quali sono le piccole azioni che vi portano a evitare gli sprechi (ormai divenuti la norma)?

“Più che altro siamo una famiglia che ha intrapreso questo percorso e ancora tanto c’è da fare. All’inizio ci siamo chiesti come potevamo evitare gli sprechi con la limitazione del vivere in città, in una casa in affitto (no indipendenza energetica ,pannelli solari ecc. no orto per un autosufficienza alimentare).Eppure le cose che si possono fare sono tante. Per primo abbiamo eliminato la macchina a benzina e ne abbiamo presa una usata a metano, ma il grosso dello spreco in una famiglia è l’alimentazione. Abbiamo puntato sull’autoproduzione e sulla qualità dei prodotti. Siamo iscritti al Gas di Macerata (Gruppo d’ acquisto solidale ndr) e acquistiamo quindi prodotti biologici direttamente da produttori locali, la famosa filiera corta.
Io ho cominciato a fare in casa tutto quello che potevo autoprodurre: pane,pasta, pizza, rustici,torte,marmellate (ogni volta che gli amici mi portavano della frutta) .Tra le autoproduzioni non alimentari abbiamo fatto anche il sapone, con buoni risultati.
Insomma tra gas e autoproduzioni al supermercato ci vado pochissimo. Per i detersivi ne ho ridotto l’uso (det. piatti e lavatrice che sono biologici eco-sostenibili e concorrenziali a livello economico con quelli dei supermercati). Ho abolito l’uso dell’ammorbidente e per il resto uso aceto e sapone di marsiglia. E’ chiaro che questo è avvenuto nel tempo, è un percorso anche personale che va fatto gradualmente e senza stress.
Vorrei spendere due parole sull’alimentazione dei bambini partendo dalla mia esperienza personale. Oggi le mie figlie non mi chiedono quasi più merendine, patatine ecc..(che io non ho mai negato,ancora oggi se me le chiedono io le compro), preferiscono fare merenda con torte o pane e marmellata, pomodoro, miele o, come la piccola, con pane e olio.
Ho sempre cucinato, un po’ per eredità ricevuta un po’ per passione e anche perchè è “buono”, in tutti i sensi! Insomma loro hanno mangiato da subito verdure,legumi,zuppe; sono state educate al gusto semplice degli alimenti. Penso che se da piccoli si comincia con gli alimenti industriali il bambino si adegua ad un gusto artefatto e diventa quasi impossibile fargli apprezzare il sapore semplice di una verdura con l’olio o di un minestrone. Va fatta sin da piccoli un’educazione al gusto.
Per quanto riguarda gli elettrodomestici (in particolare lavatrice e forno) mi sono organizzata per utilizzarli nelle fasce orarie più economiche. Sabato e domenica, la sera dopo le 19.00 e la mattina fino alle 8.00. La bolletta è diminuita sensibilmente!
Tornando agli sprechi altre parole chiave sono state SCAMBIO e DONO. Dall’abbigliamento (soprattutto) ai computer.
RICICLO-RIUSO (scatole di cortone e cassette della frutta decorate e utilizzate come contenitori per giocattololi ecc. ecc.)
Abbiamo provato quest’estate, con molta partecipazione ed entusiasmo, a fare l’orto sul balcone con buoni risultati.
C’è stata poi l’esperienza collettiva della costruzione e uso di forni solari che per tutta l’estate ci ha deliziato con ottimi pranzetti a costo energetico zero.
La nostra vità non solo è migliorata qualitativamente ma abbiamo più tempo e più soldi per noi che in parte abbiamo investito per le cose che ci piacciono.
Abbiamo pensato di nutrire anche il nostro”spirito”,perchè la decrescita non vuol dire “privazione” ma la ricerca di una migliore qualità della vita.”

Veronica Compagnoni Floriani . Paesaggista e tenace avversaria del consumismo, appassionata di Eco-Design e prodotti naturali (è stata lei a tenere il workshop sul sapone fatto in casa), lavora anche nell’ agriturismo Floriani a conduzione familiare tra le alture di Montanello.
Quando nasce la tua passione per il verde? Guardandoti all’ interno della cornice del tuo meraviglioso agriturismo sembra quasi sia stato un imprinting naturale. Qual è un sogno che vorresti realizzare?

“La mia non può essere definita una “passione”, piuttosto direi che mi sento parte integrante della nostra casa, la Terra, e della Natura. Non è mai nata una passione, sono semplicemente nata io. Fino a poco tempo fa questa era soltanto una mia sensazione, ma l’ incontro con il Guerrilla Gardening, con la Decrescita e poi con le Transition Town mi hanno spinto verso un desiderio di divulgazione. Ho capito che la consapevolezza è la chiave di lettura della nostra presenza, per un vivere basato sul rispetto. Siamo tutti vettori, come il vento per la riproduzione delle piante. Sta a noi decidere cosa trasportare. Quindi se vogliamo parlare di sogni mi viene in mente la prima scena del film “Il pianeta verde”, un incontro, un’umanità cosciente, unita da un solo obiettivo: l’amore.”

Andrea Spurio. Lavora alla Confagricoltura di Macerata e partecipa con la compagna Alice al Laboratorio delle Decrescita fin dalla sua nascita, sempre presenti e attivi anche nei vari laboratori che si organizzano per incrementare il cosiddetto “Saper Fare”, concetto molto caro ai decresciuti; Andrea ti va di parlarci del laboratorio sulla carta che si è svolto poco tempo fa?
“I vari laboratori organizzati nei mesi scorsi sono stati ispirati alla facilità di utilizzo di un materiale come il cartone, per poter realizzare qualcosa che oltre alla spirito dell’autoproduzione, ha appagato una nuova forma di cooperazione che rispecchia alcuni principi della decrescita. Si potrebbe sintetizzare dicendo che abbiamo usato il cartone per fare insieme quello che abbiamo perso o non abbiamo mai avuto… la capacità di poter creare qualcosa con le nostre mani. Soddisfatti di aver creato forni solari, sedie, sgabelli e tavoli, è sembrato naturale il passaggio ad un approfondimento sul materiale “carta”.
Nella splendida cornice dei monti vicino Amandola, Natan Kaaren e la sua splenda famiglia, hanno ospitato il nostro gruppo all’interno del loro laboratorio “The Nightcloud Studio”. La trasformazione della materia prima, ricavata da scarti vegetali o carta riciclata è l’inizio di un processo che ci ha permesso di capire l’origine di un materiale che grazie alla chimica ed un pizzico di “magia” può dar origine a piccole opere che appagano la voglia di creare. Abbiamo creato “carta”, la stessa che ogni giorno ignoriamo e releghiamo nei cassetti delle nostre stampanti.”

Gigliola Rosciani – artista, strenua coltivatrice e molto altro – è una veterana delle Decrescita, da anni è in prima linea per la difesa dell’ idea di sostenibilità. Ha collaborato fin da subito alla creazione del Laboratorio della Decrescita a Macerata.
Quali sono le linee guida che ti portano a vivere una vita consapevole nella Decrescita?

Rilocalizzare le attività e conseguentemente l’economia è uno dei primi passi da fare. Una situazione complessa necessita di risposte creative, articolate e comuni. Dobbiamo riapprendere a lavorare in gruppi e comunità allargate, a partire dagli stessi luoghi nei quali viviamo, per giungere a soluzioni per la produzione di beni e servizi nei settori energia,salute,educazione,economia e agricoltura.
Produco quello che non guadagno. L’autoproduzione di cibo, cosmetici, oggetti di uso quotidiano mi rifornisce di beni eco-sostenibili nella completa padronanza della filiera, dalla materia prima al bene d’uso. Quello che ottengo economicamente da collaborazioni e prestazioni lavorative esterne nei settori educativo/agricolo/artistico/culturale sono di certo di minor valore economico di quello che auto produco e scambio. Inoltre questa dimensione fattiva e pratica va a riequilibrare la mia indole/formazione altrimenti tendente a speculazioni astratte, alla ricerca del bello (se pur non decorativo) e dell’espressione.
Scambio e autoproduzione alimentare. Preparo a casa latte da legumi e cereali, formaggio vegan, estrazione del glutine dal grano (seitan), conserve, composte, succhi di verdure e frutta, torte. Raccolgo molto da prati/cespugli/alberi/boschi, e scambio eccedenze di verdura e frutta in una rete informale che si è creata tra amici e vicini. Scopro sempre più il valore di coltivare le piante, per vivere in diretta lo scambio energetico con il sistema naturale, nella programmazione e gestione di un orto giardino si attivano risorse speculative-astratte, fisiche, creative.”

Parlaci dell tuo lavoro artistico.

“Nei procedimenti d’arte m’interessano i materiali trovati, in natura o “rifiutati” dai cicli industriali. Terra argillosa, inchiostri, resine,estratti da piante,erbe, semi. Da sempre sono stata sospinta dal rigore e dalla sobrietà nel non-uso di materiali industriali, siano essi i colori pre-confezionati, colle, vernici, i metri di carta splendidamente bianca, grandi/medie/piccole tele rigidamente immacolate. Nel dar forma alle mie ricerche adotto più procedimenti sperimentali che non tecniche storicizzate, in uno speciale azzeramento interiore che prende criticamente le distanze da una cultura/civiltà lontana dalle mie specifiche esigenze artistico/espressive.
Tempo e qualità. Il tempo è anche un elemento cardine, come fattore poetico e connesso alle pratiche di formulazione e realizzazione dei miei lavori, come negli erbari fossili e nel consumo all’aria aperta delle sculture in argilla. L’arte è un’attività di pregio per me non perché può produrre soldi _ molti soldi in certi casi_ ma perché ha il potere di innescare un processo di conoscenza, di trasformazione e di comunicazione altrimenti non formulabile. Per me si rivelano in un unico insieme arte- agroecologia e alimentazione. Nell’autoproduzione sono fondanti il fattore tempo perchè se ne spende molto fra sperimentazioni e manifattura, e il fattore qualità: di ciò che ottengo conosco la “filiera” dalla produzione di materie prime agli eco-procedimenti.”

Roberto Bracci – ingegnere e padre di una numerosa prole – è un antesignano della Decrescita. Quando ancora non si parlava di forni solari, il nostro ne aveva già costruito uno di notevole efficacia, tuttora funzionante; ma Roberto è un vero e proprio appassionato dell’ invenzione e dell’ arte, nonché propulsore di numerose attività.
Parlaci un po’ di te Roberto, di come e quando hai iniziato ad interessarti alle tematiche della sostenibilità.

“Quello della Decrescita è per me un modo di agire quotidiano, delle piccole azioni che portano poi a un risultato vistoso. Usare una strategia non è facile, nel tempo ho capito che la linea guida più importante è quella di evitare lo Spreco.
Una domanda che spesso mi pongo è “Perché la gente guarda a questa attitudine come a un obbligo? Perché non lo si fa a priori? Perché lo si vede come un peso?”.
Una cosa che noto molto oggi è che si ha una gran paura del concetto di “povertà”, ovvero si ha paura di essere privi dei beni che la società giudica necessari… Io credo che un valore molto più importante e di gran lunga maggiore sia quello della dignità.
Parlo un po’ di me: ho vissuto tutti gli anni ’80 e parte dei ’90 in Messico, ho quindi “saltato” la grande ricerca al benessere europea di quegli anni, vivendo invece a contatto con gente che, pur avendo poco o niente, viveva alla grande e soprattutto era felice.
Nei miei rari viaggi in Italia notavo questo grande abisso: il benessere mi provocava malessere.
Sono tornato definitivamente nel settembre del 1996 e mi sono installato a Macerata.
L’ esperienza in Messico mi ha portato ad apprezzare le tecnologie semplici ed utili, nel vero senso del termine.
Alcuni degli accessori che ho elaborato e costruito in questi anni sono :
Una pompa a pedali (costruita con materiali di riciclo del luogo) per irrigare piccoli appezzamenti (in Messico)
Pannelli solari termici, per il riscaldamento dell’ acqua sanitaria (a bassissimo costo);
Idraulica applicata alla permacultura, mi sono costruito un piccolo orto in balcone (consigliato a chi non ama zappare);
Un sistema solare di riciclaggio della plastica e tanti altri strumenti che ora non sto qui ad elencare.
Diciamo che in Italia mi sono trovato avvantaggiato perchè in realtà non ero mai “cresciuto”, venivo da posti in cui la Crescita Economica non c’era mai stata.
Vorrei ricordare che il risultato di questo agire non è solo materiale, ma anche interiore, perchè si imparano ad apprezzare le persone – e se stessi – per quello che sono e non per quello che hanno.”
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Se volete contattare i decresciuti maceratesi:
NEWSLETTER
per iscriversi mandare una semplice email decrescitamc@googlegroups.com con scritto “iscrizione newsletter”

GRUPPO DI DISCUSSIONE (attivo)
http://groups.google.com/group/decrescitamc

Vi ricordiamo inoltre che il 12 novembre ci sarà IL TRANSITION TALK, conferenza interattiva sui temi della Transition Town, organizzato dal Laboratorio della Decrescita e da LGS Macerata, oltre alla proiezione di docu-film a tema. Gli eventi si svolgeranno tutti nella Sala Polivalente presso Via Verdi 10 a Macerata.
Per un programma più dettagliato : http://macerataintransizione.wordpress.com/

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Lucia Berdini

About Lucia Berdini

Lucia ha 23 anni, vive a Londra e al momento lavora come ragazza alla pari. Si è laurata recentemente alla triennale in lettere - musica e spettacolo a Macerata. Ha una grande passione per il teatro e le arti viventi in genere. Sta bene in mezzo agli alberi, dove riesce sempre a trovare la sua dimensione. Curiosa del mondo, partirà presto per un lungo viaggio, nella speranza di capire cosa le piace davvero fare. Ha deciso di partecipare all' esperienza di Via Libera nella speranza di riuscire, con gli altri collaboratori, a costruire una buona rete tra le associazioni di Macerata e promuovere una cultura per lo sviluppo sostenibile. Molto interessata alle attivita' che sensibilizzano per uno stile di vita piu' sostenibile, sta prendendo contatto con le varie realta' "transition" a Londra. Ultimamente ha partecipato all' Organizzazione del Tangram Festival, a Fermo. Non sa bene cosa farà da grande, ma sarà qualcosa di bello!