Erasmus a Sevilla – Spagna [Intervista]

Sevilla (700.000 abitanti) è per grandezza la quarta città della Spagna; capoluogo della comunità autonoma dell’Andalusia, è il più importante centro artistico, culturale, economico e sociale del sud spagnolo, ricca di suoni, odori e un’ospitalità impressionante.

Abbiamo intervistato per la nostra rubrica Sara Di Rado, studentessa di Giurisprudenza, che ha trascorso il suo Erasmus nella città andalusa.

 

Ciao Sara, come mai hai scelto di andare a Sevilla?

Veramente è stata Sevilla a scegliere me! Sinceramente mi sarebbe piaciuto andare in un paese in cui  potessi parlare e imparare l’inglese; infatti, quando mi è stata comunicata la vincita della borsa, ero convinta di andare in Svezia e alla notizia di Sevilla ho un po’ storto la bocca…ma non ci fu  scelta migliore!!

Come sono stati i primi giorni da sevillana?

Essendo Erasmus Buddy ho avuto modo di entrare nell’ottica Erasmus già a Macerata, stabilendo contatti fissi e duraturi con alcuni spagnoli; quindi, quando sono arrivata, non ho vissuto la problematica dei primi giorni, perché m’hanno ospitato alcuni di quei miei amici conosciuti a Macerata e mi sono sentita a casa fin da subito, non ho avuto nessun problema. Mi hanno ospitata per due settimane a casa loro, poi dopo una ricerca tra bacheche all’università e annunci per le strade, ho trovato casa. Los sevillanos fanno di tutto per farti sentire a casa, e ci riescono!!

A livello universitario com’è organizzata?

Nel periodo in cui io ero a Sevilla, c’era un pò di confusione tra vecchio e nuovo sistema, tra il vecchio ordinamento e il famigerato Plan Bolonia. La cosa che più mi ha coinvolta è il fatto che l’università ti dà la possibilità di personalizzarti il piano di studi, rientrando comunque in un criterio ammissibile. Le lezioni sono pratiche, è stata una svolta, mi sono trovata davvero a dover scrivere atti, a fare veramente cose pratiche che in Italia, mi dispiace dirlo, non facciamo; bisogna pur dire che la preparazione accademica che abbiamo noi se la sognano, ma dal punto di vista pratico siamo molto carenti. Gli esami sono tutti scritti, alcuni docenti se sei Erasmus ti danno la possibilità si volgerli anche oralmente; fare esami scritti a giurisprudenza è veramente strano, e di conseguenza anche il modo di studiare è diverso!! Il campus universitario è a 5 minuti a piedi dal centro, ed è tutto completamente nuovo, le aule sono bellissime; la svolta clamorosa è data dal fatto che la biblioteca è aperta tutta la notte, ed è utilissimo!

Il clima?

Un caldo da morire! Praticamente l’inverno è come se non ci fosse stato, credo che la temperatura più bassa sia stata di 15°! D’estate invece è caldissimo, quasi insopportabile!

Come si vive a Sevilla?

Vivere in centro è costoso, mediamente per una singola dai 300€ in su, ma se trovi una casa vicino al campus i prezzi sono più bassi, io infatti pagavo 180 € una singola. Personalmente mi muovevo sempre in bici, fondamentale per spostarti a Sevilla; esiste, ed io l’ho fatto, un abbonamento al servizio bici messe a disposizione dal comune, economico ed efficiente. Per gli studenti, ci sono una marea di agevolazioni per il cinema, la piscina, la palestra, il teatro, ecc.. in pratica si paga quasi la metà! La vida sevillana rispetto a noi è molto per strada, all’aperto, c’è più vita sociale; ci ritrovavamo spesso nel Casa Paco, per una birra e qualche tapas, e si parlava per ore!! Ah, e grazie al mio coinquilino, sono diventata una tifosissima del Betis, mi sono persa poche partite!

Parlaci di Sevilla città…

Mi manca da morire! La città è molto bella e si divide in 2 parti :la Giralda, è la zona più antica e caratteristica dove c’è la cattedrale, la torre e il Barrio de Santa Cruz, un quartiere completamente bianco; al di la del fiume Guadalquivir si trova la zona in cui si svolge la movida Triana, la parte più cool. E poi c’è la Alameda, un’enorme piazza in pieno centro, è la parte più friqui di Sevilla ed è la parte che preferisco!

Qualche peculiarità della città andaluza..

Colpisce l’immensa disponibilità dei sevillani! Di tipico vi è la Feria de Abril, la festa patronale che dura una settimana in cui tutte le persone indossano vestiti tipici, si svolge in una parte della città all’interno di piccole case private e non, a ritmo della sevillana e in compagnia di cibo tradizionale, l’atmosfera è fantastica! Non posso non menzionare la Semana Santa in occasione della pasqua, è una cosa molto tipica, fa parte della cultura spagnola, sono letteralmente pazzi per questo avvenimento; ci sono processioni in atto per tutta la città in cui i Nazarenos (uomini vestiti di nero o bianco incappucciati, con solo due fori per permettere la vista) portano grandi croci di legno o statue di madonne ad un ritmo cadenzato, è un qualcosa di spettrale, tantissima gente ma un silenzio incredibile!

Aspetti positivi e negativi di quest’esperienza…

È stata totalmente positiva! Ciò che mi è rimasto dentro è l’atteggiamento positivo degli andalusi, il loro modo di fare e di vivere. Di negativo il fatto che a Sevilla il mio spagnolo ne ha risentito, perché impari a parlare in andaluz!

Un messaggio finale..

Sicuramente un’esperienza simile ti dà qualcosa che non puoi avere stando in Italia, umanamente ti cresce, ti apre la visuale sul mondo; quindi, in poche parole… andate in Erasmus!!!

 

ERASMUS IN IMMAGINI

Abbiamo chiesto a Sara di fare un breve videoclip che potesse riassumere la sua esperienza spagnola…..ecco il risultato!!!

Comments

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Un pensiero su “Erasmus a Sevilla – Spagna [Intervista]

  1. Ciao!
    Per godere veramente di questa esperienza consiglieresti di partire nel primo semestre (a settembre) o nel secondo (febbraio)?
    Grazie!

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