Due Scomodi Documentari


Oggi vi parlerò di due documentari molto scomodi. Il primo si intitola “Una scomoda verità” appunto, diretto da Davis Guggenheim con  Al Gore e Billy West; il secondo invece si intitola “Capitalism: A Love Story” diretto dall’amato e l’odiato Michael Moore.

Una scomoda verità

Al Gore si batte da sempre per far capire alla gente che il problema del devasto ambientale è REALE! Con questo sconcertante documentario il 45º Vicepresidente degli Stati Uniti d’America, è come se ci prendesse uno per uno, ci scuotesse per cinque minuti e poi, guardandoci negli occhi pronunciasse queste parole: “Se non cambiamo ora, moriremo tutti!”
Il riscaldamento globale esiste ed è pericolosissimo! E’ una cosa chiara e trasparente, ma nessuno vuole vederla e sentirla. Abbiamo così tanta paura che risolviamo il problema dicendo: “Tanto sono tutte balle”. Se quelle persone che pronunciano queste parole credono in un dio, mi auguro che quel dio preghi per loro.
Durante tutti i 100 minuti di film vengono forniti dati su dati, in modo semplice e deciso, che non possono non suscitare interrogativi nei nostri – molt0 spesso vuoti – cervelli!
Se continuiamo a fregarcene di questo riscaldamento globale, fra 50 anni, e ripeto, fra 50 ANNI, ci troveremo a dover affrontare emergenze quali le glaciazioni o aumenti vertiginosi della temperatura.
Quindi vi imploro di vedere questo documentario perché vi renderete conto come stanno realmente le cose, e se dopo averlo visto non farete nulla, o peggio ancora se non lo vedrete affatto, sappiate che avrete contribuito alla morte del Mondo.

Che senso potrebbe mai avere amare il vostro ragazzo, la vostra famiglia, i vostri amici, e non amare e non prendervi cura della vostra Casa – intesa come Mondo – dove tutti noi viviamo e senza la quale moriremo?
Se io dico ad una mia amica che le voglio bene, ma quella stessa mattina per farmi la barba ho lasciato scorrere l’acqua a getto forte, oppure se inquino fregandomene di tutto, secondo me, non le voglio bene veramente.
Anzi, voglio male sia a me, che a lei, che a tutte le altre creature del Mondo, e al Mondo stesso.
Ma alla Terra non frega niente del riscaldamento globale o dell’inquinamento, perché Lei ha sempre la soluzione a tutto: tutti i ghiacciai del mondo si sciolgono? Bene, per prima cosa l’acqua si alza, poi noi moriremo tutti ma la vita continuerà ad evolversi come ha sempre fatto, senza guardare in faccia a nessuno. La Vita, nel senso più generale, vincerà sempre, saremo noi a morire, ma la Vita vivrà!
Cambiare è ancora possibile. Ci sono molte semplici azioni che farebbero guarire il mondo nel giro di pochi decenni.
Se si può distruggere il mondo nel giro di 50 anni, lo si può anche salvare!
In conclusione, iniziate oggi stesso iniziate a fare delle semplici azioni quotidiane, che magari vi sembreranno ridicole ed insignificanti, ma avrete fatto molto di più di quello che credete. Basta solo incominciare!

Capitalism: A Love Story

Se conoscete Moore, sapete già che cosa aspettarvi. Ma per chi non lo conosce, vi avverto di tenervi forte. Lui non si preoccupa molto, dice le cose come stanno, pure e cristalline, e proprio per questo è temuto da tutti i BIG in America.
Il film inizia con un presentatore che avverte gli spettatori che ciò che stanno per vedere può essere pericoloso per i deboli di cuore: è proprio vero. Faccio ancora fatica a credere a tutte quelle informazioni che questo magnifico documentario mi ha dato. Non riesco a capire come la razza di cui faccio parte, riesca a spingersi tanto oltre. La copertina riassume in modo eccezionale il succo del discorso di Moore: chi comanda sventola la bandiera nazionale ma, dietro alle spalle, nasconde sacchi pieni di denaro.
Secondo Moore capitalismo non è sinonimo di democrazia. Il capitalismo deve essere eliminato e non alleggerito; deve essere preso e spazzato via; deve essere cancellato dalle nostre teste. Il capitalismo è il diavolo.
Esso fa perdere il lavoro, fa perdere le case, fa generare odio e violenza, e fa morire le persone. Con che coraggio si può parlare bene del capitalismo di fronte alla televisione nazionale? Non ne ho idea.

Capitalism: A Love Story rappresenta un’altra coltellata inferta da Moore al sistema che ci governa, e di cui siamo schiavi. Poche persone hanno cercato di fare qualcosa di buono e giusto per il prossimo, ma tutte sono state uccise.

Il capitalismo che critica Moore non è quello del consumismo, bensì quello che straccia i nostri diritti fondamentali, e noi, stiamo a guardare con la faccia da ebeti.
Ciò che rende ancora di più un capolavoro questo documentario, è il finale, dove vediamo… anzi no, non ve lo dico, così magari vi viene voglia di vederlo.

Forse in alcune parti del testo ho usato parole “forti”, ma quando vedo queste cose non riesco a dire altro: sono stato sincero e questo è quello che penso.

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