Messieurs e Madames, le court-métrage

La cultura del cortometraggio in Italia è assai diffusa. Durante tutto l’anno la nostra Penisola è piena di eventi e manifestazioni che celebrano questo tipo di racconto cinematografico. Il nome cortometraggio – più comunemente chiamato “corto” -, deriva proprio dalla sua lunghezza, infatti, all’epoca, quando esisteva solo la pellicola, rispetto ai film se ne usava un metraggio minore e da qui il nome cortometraggio (pensate che un film richiede in media svariate migliaia di metri). In tutto il mondo un cortometraggio non deve superare i 30 minuti, ma per la normativa Italiana è considerato “corto” anche un film con durata 75 minuti. Eh?!?!? Avete capito proprio bene! Come sempre, coloro che hanno il potere, dimostrano di essere dei cretini di prima qualità. Ma vi rendete conto che cosa comporta questa scelta? Una troupe composta da minimo 30 persone – non considerando gli attori – dopo aver lavorato per settimane e settimane dietro ad un film che arriva ad avere un minutaggio di 75 minuti (un ora e un quarto per farvi capire bene!), si ritrova a competere nella categoria dei cortometraggi, insieme a film che possono durare anche 8 minuti! Questo non è possibile! 75 minuti sono una infinità di tempo!

Comunque, per ritornare a noi, pensare, scrivere e dirigere un cortometraggio non è facile e per prima cosa bisogna sapere bene che si vuole dire e soprattutto il perché lo si vuole raccontare. Narrare una storia rispettando il limite massimo dei 30 minuti rappresenta una vera e propria sfida, soprattutto perché non tutte le storie sono fatte per questo stile cinematografico.

Oggi vi mostrerò alcuni cortometraggi che hanno partecipato ad un festival unico nel suo genere, il “48 Hours Film Project” che si svolge in diverse città del mondo (http://www.48hourfilm.com/roma/). In linea di massima funziona così: ad ogni troupe che partecipa gli verrà assegnato un genere cinematografico, un personaggio, delle parole chiavi da utilizzare nel dialogo e del materiale di scena che deve essere utilizzato durante il film.

Pensare, scrivere, girare e montare un corto nell’arco di 48 ore! Un vero e proprio tour de force! Ovviamente, per quanto mi riguarda, ci sono dei pro e dei contro perché in così poco tempo è veramente difficile creare qualcosa che sia almeno “guardabile” ma, se ci si riesce, si dimostra che la troupe ha lavorato bene e che l’immaginazione e l’improvvisazione non mancano! Ci sono delle eccezioni che ti sorprendono e voglio mostrarvele… Buona Visione!

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