Apre CorridoMnia: un contromodello per la Provincia di Macerata

Sarà inaugurato giovedì 7 giugno il nuovo centro commerciale della Provincia di Macerata: CorridoMnia Shopping Park.

La zona industriale di  Corridonia ospita infatti da alcuni mesi il nuovo impianto di 20.000 metri quadri di terreno, nella quale si troveranno 11 strutture, tra cui un supermercato.

CorridoMnia (davvero atroce la scelta del nome) rappresenta il quarto centro commerciale nel raggio di 15 Km dopo l’Oasi e la Rancia di Tolentino e il Cityper di Piediripa (distante non più di 2 km in linea d’aria!), senza considerare la proliferazione di supermercati nei principali centri abitati, ultima in ordine di tempo la COOP a Macerata.

 L’operazione CorridoMnia  avrà un impatto sul territorio  almeno equivalente a quello  avuto sui media:

 1) da un punto di vista  economico, rappresenta  l’importante investimento  della società Alba Corridonia  di Alfio Caccamo, che  spocchiosamente afferma di  “poter dare uno schiaffo alla crisi con 300 nuove assunzioni”; allo stesso tempo, si fatica a capire la ratio di una struttura simile a quelle già esistenti, che ben poco aggiunge alle possibilità della popolazione residente e non, generando comprensibili malumori e persino una dura presa di posizione della ConfCommercio locale[1].

2) da un punto di vista ambientale, l’opera segna una presenza fortissima a ridosso della riva del fiume, in una zona della provincia già satura di strutture e prestata a lottizzazioni bipartisan da una sponda e dall’altra del Chienti; la completa riorganizzazione della viabilità, con la mega rotatoria della superstrada e il solito imbuto del ponte sul fiume, va solo ad alimentare il già diffuso malcontento dei cittadini.

3) da un punto di vista culturale, il centro commerciale rientra nella categoria dei non-luoghi: spazi non identitari, caratterizzati dalla forma aggregativa dello sciame, punti distribuiti di consumo dove individui utilizzano e scambiano prestazioni e merci.

Simbolicamente assume poi particolare rilievo la presenza all’interno del centro commerciale del McDonald; se le nostre istituzioni cedono (o forse subiscono il ricatto?) all’industria simbolo della bassa qualità, dello sfruttamento del lavoro, dell’occidentalizzazione del mondo, non tocca forse a noi rilanciare sulle forme altre di consumo, di gestione del territorio, di valorizzazione dei luoghi e degli spazi, verso una complessiva demcdonaldizzazione del mondo?

ViaLibera fa proprie le istanze delle associazioni, dei movimenti e dei cittadini che credono nell’altro mondo possibile: per questo riteniamo sia necessario un giornalismo d’inchiesta sui principali problemi del territorio maceratese.

 

[1] Vedi  http://www.cronachemaceratesi.it/2012/05/31/la-confcommercio-la-nuova-viabilita-per-il-parco-commerciale-penalizza-le-attivita-della-zona-industriale/199958/

 

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2 pensieri su “Apre CorridoMnia: un contromodello per la Provincia di Macerata

  1. Basta non andare a far la spesa in quel posto e scegliere, invece, farmer’s market, gas, cooperative e negozi locali.
    Le scelte economiche le fanno i cittadini, non le multinazionali. Basta non avere la “capronite”.

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