*Elezioni UniMC* Intervista a Obiettivo Studenti

ViaLiberaMC racconta le elezioni: perchè? Leggi qui

Oggi siamo con Simona Sanna e Francesco Annibali , cui si aggiunge Nicolò Cammoranesi, che è assente per motivate ragioni di trasporto, candidat@ alle elezioni universitarie per il Senato Accademico con la lista OBIETTIVO STUDENTI

1) Ciao ragazz@, come per le altre persone intervistate, vi chiedo di raccontarci in poche parole cos’è OBIETTIVO STUDENTI.

Obiettivo Studenti, come scritto nel volantino è una lista aperta, che nasce dall’interesse che abbiamo per vivere a pieno la nostra esperienza universitaria. La lista è un modo per approfondire le nostre passioni. Nasce dalle varie problematiche universitarie, ed è lo strumento giusto per andare più a fondo nel nostro vivere l’Università, come conferma anche la presenza di alcuni di noi negli organi. E’ importante candidarsi perché con questa attenzione siamo più spinti a entrare dentro a quello che è il nostro studio: ciò significa anche dare un contributo, fare del bene, al nostro Ateneo. E’ un’esperienza unitaria, dove lo studio viene amplificato dalla rappresentanza.

2) ViaLiberaMC propone questa rubrica di approfondimento sulle elezioni universitarie perché ritiene che l’informazione e la diffusione del sapere rappresentino un elemento fondamentale nella democratizzazione della vita civile e in special modo di quella giovanile e universitaria. Per questo, vi chiedo di motivare brevememente, in maniera chiara e veritiera, perché dovremmo votarvi. [e la risposta rappresenterà uno strumento di controllo e verifica del tuo eventuale mandato].
Più che evidenziare dei motivi precisi, già indicati nel volantino, possiamo affermare che noi garantiamo il nostro impegno nell’essere attenti alle problematiche più toccanti. Ciò che ci caratterizza è un’attenzione ai problemi dello studente, dai meno visibili (es: ci siamo occupati degli errori del Regolamento tirocinii e stages di Lettere) a quelli più evidenti (es: modifiche ai piani di studio); assicuriamo questo, in virtù della nostra presenza quotidiana nelle biblioteche e nei luoghi vissuti delle facoltà. Noi in università ci siamo, la viviamo,

3) Più chiaramente, cosa pensate di fare una volta eletti?
Per prima cosa, garantiremo uno sguardo attento al problema della didattica; come secondo punto, vogliamo salvaguardare la natura e la specificità dei vari piani di studio dei singoli corsi di laurea, accettando tuttavia la sfida dell’innovazione; in terza battuta, entriamo nello specifico delle facoltà: ci impegneremo ai Giurisprudnza a ripristinare l’utlizzo delle aule da parte degli studenti, così da permetterne l’utilizzo a chi studia e ripete; vogliamo garantire una copertura wifi in tutte le strutture dell’Università; in ultimo, per esempio ci impegnamo come componente studentesca a venire incontro ai bisogni del corso di laurea di Mediazione Linguistica, colpito da pesanti tagli alla spesa, con tutto ciò che questo comporta in termini di qualità della didattica.

4)“Le elezioni universitarie rappresentano solo un frammento della politica universitaria”: quanto condividete questa frase?
Molto poco. Siccome noi siamo sempre nelle facoltà, le elezioni sono una chiamata ad essere ancora più presenti nell’ambito della rappresentanza. Le elezioni sono parte integrante della nostra presenza universitaria e del nostro interesse.
Fare politica significa stare nelle facoltà e raccogliere quelle richieste e bisogni che poi porteremo negli organi di rappresentanza: se fare politica universitaria significa essere presenti negli spazi dell’Università, partecipare alle elezioni vuol dire valorizzare questa presenza.

5) E’ solo parzialmente noto il vostro legame con il movimento di Comunione e Liberazione, potente movimento cattolico fondato da don Luigi Giussani. In che modo vi rapportate con il movimento e perchè pensate sia utile a Comunione e Liberazione avere una realtà come la vostra dentro l’Università?
La seconda parte della domanda andrebbe rivoltata: partendo dall’esperienza di fede che noi facciamo in Comunione e Liberazione (fatto salvo che non tutti gli aderenti a Obiettivo Studenti fa parte di CL) possiamo dire che il movimento religioso è motivo per ciascuno di attenzione alla realtà ed ai suoi problemi. Un’esperienza totalizzante di fede comprende tutti gli aspetti della vita, non riducendosi all’andare a messa la domenica. L’esperienza nel movimento, quindi, uinificando gli aspetti della vita, ci porta ad occuparci della politica universitaria.

6) Ricevete finanziamenti economici da Comunione e Liberazione?
Magari!! Questa affermazione non è vera: l’associazione si autofinanzia interamente attraverso un contributo individuale e volontario degli aderenti.

7) Ha fatto scalpore il vostro assenso sull’aumento delle tasse [si rimanda al verbale del 22 luglio 2011 del Senato Accademico]….
E’ derivato non da un disinteresse verso gli studenti, bensì da una semplice visione globale della situazione dell’UniMC. Se non fossero state aumentate le tasse l’Università di Macerata si sarebbe trovata molto più in difficoltà. Ci rendiamo conto che è un sacrificio: una visione ampia della situazione ci ha imposto questa decisione. Fare bene politica universitaria significa avere questa prospettiva complessiva e articolata della realtà.

8) L’Università è stata profondamente cambiata negli ultimi anni da riforme che ne invocano la privatizzazione e la specializzazione nei contenuti, legandola al sistema produttivo e rendendola dipendente dalle esigenze delle imprese. Come vi ponete rispetto alla posizione del ministro Profumo, che ricalca questi contenuti, e come immaginate l’Università del futuro?
La privatizzazione è positiva perché permette un finanziamento all’Università che la renda autonoma e la leghi direttamente al tessuto produttivo del territorio. D’altra parte però una privatizzazione eccessiva fa perdere il carattere pubblico dell’università, che sta nel possibile accedervi di tutti. L’auspicio per l’UniMC, che ha carattere prevalentemente umanistico e contrasta con questa prospettiva, è che riesca a non essere travolta da questo genere di cambiamenti. Non vogliamo che siano privilegiate delle facoltà scientifiche rispetto a quelle umanistiche, che mantengono uno stesso valore, sebbene differenti.

 

Interviste alle altre liste:

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Azione Universitaria

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