Violetta, Carmen, Mimì. Percorsi al femminile dallo Sferisterio ai Musei civici di Macerata

E’ stata inaugurata lo scorso 18 luglio e sarà allestita fino al 30 settembre, a palazzo Buonaccorsi, la mostra “Violetta, Carmen, Mimì. Percorsi al femminile dallo Sferisterio ai Musei civici di Macerata“, a cura di Francesca Coltrinari. L’esposizione, legata alle protagoniste delle tre opere in cartellone al Macerata Opera Festival, punta alla valorizzazione del ricco patrimonio dei Musei civici di Macerata.

Sono esposte 96 opere fra dipinti, incisioni e testi a stampa provenienti dai Musei civici e dalla Biblioteca “Mozzi Borgetti” di Macerata, databili fra il ‘500 e il ‘900, organizzati in un percorso tematico che richiama i paradigmi femminili delle opere liriche in cartellone nella stagione 2012 del Macerata Opera Festival: La Traviata, Carmen e La Bohème. Violetta, la cortigiana ‘traviata’ ma riscattata dall’amore, Carmen, la sigaraia dalla diabolica e fatale vitalità, e Mimì, la sartina innamorata, condannata a un tragico destino, rappresentano alcuni dei ruoli trasgressivi che nei secoli hanno caratterizzato la concezione della donna. Ai ruoli ‘irregolari’ impersonati dalle tre eroine teatrali sono contrapposti i ruoli ‘regolari’ (moglie, madre, vedova, monaca), per mostrare le principali posizioni codificate per le donne fino alle soglie dell’epoca contemporanea. L’ambiente della Bohème parigina in cui si consuma la breve vita di Mimì ha suggerito di approfondire il tema delle donne artiste. La mostra si avvale anche di ambientazioni, proiezioni video multimediali, in un allestimento innovativo e di forte comunicatività.

Una raccolta di immagini celebrative di cantanti liriche esibitesi a Macerata intorno alla metà dell’800, testimonia il prestigio di cui le dive dell’Opera godevano e la solidità della tradizione maceratese nel campo del teatro musicale: fu per amore di una cantante, la soprano Francisca Solari, che nel 1921 il conte Pieralberto Conti di Civitanova finanziò la prima rappresentazione operistica nello Sferisterio. Alla mostra si affianca una sezione, aperta in occasioni speciali presso la Prefettura, dove si trovano importanti dipinti di soggetto femminile, di proprietà comunale, resi visibili per la prima volta al pubblico.

Grazie alla ricerca condotta dagli studiosi coinvolti, docenti e giovani laureati dell’Università di Macerata in collaborazione con il personale dei Musei civici, sono stati fatti importanti ritrovamenti e vere e proprie “scoperte”, tra cui la ricomposizione del nucleo storico della collezione Ciccolini, la riscoperta del pittore maceratese Gualtiero Baynes, il ricongiungimento di numerosi dipinti opera di pittrici di fine ‘800, raccolti dal collezionista maceratese Cesare Filippucci.

L’accordo fra le Istituzioni permette di legare in concreto tre luoghi simbolo della città: il cinquecentesco palazzo della Prefettura, già sede del governo centrale delle Marche pontificie, il palazzo Buonaccorsi, insigne residenza nobiliare del ‘700, espressione delle ambizioni sociali e culturali della nobiltà marchigiana, e lo Sferisterio.

L’esposizione è promossa e realizzata dal Comune di Macerata – Assessorati alla cultura e alle Pari Opportunità – dall’Associazione Arena Sferisterio e dall’Istituzione Macerata Cultura Biblioteca e Musei, con il contributo della Regione Marche, della Provincia e della Camera di Commercio di Macerata, e con il patrocinio dell’Università e della Prefettura.

Comments

comments

Un pensiero su “Violetta, Carmen, Mimì. Percorsi al femminile dallo Sferisterio ai Musei civici di Macerata

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *