L’Angolo del Libro: “Mille splendidi soli” di KHALED HOSSEINI

L’ANGOLO DEL LIBRO: MILLE SPLENDIDI SOLI DI KHALED HOSSEINI

 

Dopo aver letto il Cacciatore di Aquiloni, non puoi pensare che finisca tutto lì, Hosseini non ti poteva lasciare, a te lettore, così. Ha cercato di fare dell’altro e forse è riuscito a fare pure meglio. Non contano in certi casi quanti libri vendi o quanto di te si parla, piuttosto conta cosa scrivi e cosa narri. In questo libro, innanzitutto sono protagoniste delle donne, delle quali lui a fasi alterne, narra le varie vicissitudini che le animano. C’è netta, almeno a mio avviso, l’idea, che spero non sia stata distorta a fini economici, di far capire qual è la condizione, il ruolo e allo stesso tempo, la forza, la tempra, l’orgoglio di queste donne; quasi un segnale dico io. Una storia che non lascia respiro, bisogna lasciarsi trasportare dagli eventi, anche se sono strazianti e dolorosi. E non ci si può non commuovere davanti alle discriminazioni, arrabbiarsi per le umiliazioni inflitte senza un perchè. E si scopre un mondo che nonostante le immagini della tv è ancora troppo sconosciuto. Poche le possibilità di una speranza. Tranne per chi crede ancora nella forza delle persone. Difficile, quasi impossibile rimuovere ideali radicati nel tempo. Ma ci si può provare.

Hosseini vuole farlo insieme a noi. In un modo splendido, anche se tristemente realistico.

 

 

 

 

Due righe sull’autore:  Figlio di un diplomatico e di un’insegnante, è nato a Kabul nel 1965, ultimo di cinque fratelli. Nel 1980, dopo l’arrivo dei russi, ha ottenuto asilo politico negli Stati Uniti, trasferendosi con la sua famiglia a San Josè, in California, dove vive tuttora con la moglie e i due figli.
Laureato in medicina all’università di San Diego, nel 2003 ha scritto il suo primo romanzo, Il cacciatore di aquiloni (Piemme, 2004), diventato un eccezionale caso editoriale e ora anche un film molto amato dal pubblico.
Il suo secondo romanzo, Mille splendidi soli(Piemme, 2007), ha ottenuto un successo altrettanto straordinario, facendo di Hosseini uno degli scrittori contemporanei più apprezzati. Anche in questo caso i diritti cinematografici sono stati acquisiti dalla Dreamworks, la casa di produzione di Steven Spielberg.
Recentemente, Khaled Hosseini è tornato in Afghanistan come inviato per l’UNHCR, l’agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati.

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