Montelago, cuore celtico delle Marche

Immaginate verdi piane a perdita d’occhio, e monti lontani sotto un cielo terso d’agosto. Immaginate lo scintillio dei fuochi sacri a notte, e il levarsi di corni e melodie che cullino la mente portandola dolcemente per mano nelle lande di folletti e druidi.

Immaginate la fumareccia dei grill, il risuonare dei gridi goliardici, barili di idromele per riscaldare le ossa dall’umidità della notte e migliaia di anime in danze forsennate pronte a rispondere al richiamo di Montelago.

Montelago…Giunge alla decima edizione il festival celtico più atteso di Italia, custodito come da tradizione nella magica ambientazione dell’altopiano di Colfiorito, a Tavernelle di Serravalle di Chienti (MC), nel cuore dell’appennino umbro-marchigiano.

L’iniziativa, organizzata da Arte Nomade, raccoglie l’adesione della Regione Marche, della Provincia di Macerata, del Comune di Serravalle di Chienti, del comune di Foligno, della Comunità Montana di Camerino, e il patrocinio dell’Ambasciata di Irlanda; per quest’anno le date prescelte sono state il 3 e 4 agosto, ma l’esodo di quello che è ormai “il popolo di Montelago” è cominciato anche prima dell’apertura ufficiale del festival: quindicimila celti hanno lentamente invaso il pianoro con camper, tende, kilt e mantelli, provenendo da ogni parte d’Italia e d’Europa. ( i più temerari anche in bicicletta, in un tour de force di più di quattro ore).

Sotto un cielo meravigliosamente sgombro ed un sole rovente, il festival si è aperto alle 15 del 3 agosto con l’invito a scoprire la novità 2012, il Mortimer Pub, spazio riservato a jam session e concerti.

Gli eventi di questa edizione hanno occupato tutto il pomeriggio a seguire, e la mattina ed il pomeriggio del 4 agosto: seminari fantasy nella tenda Tolkien, giochi celtici, tornei di rugby, stage musicali, di danza, di tiro con l’arco; una splendida rievocazione di una battaglia medievale ad opera dei guerrieri dell’accampamento storico.

Al calar delle tenebre, mentre le bandiere del popolo di Montelago garriscono sull’accampamento vasto a perdita d’occhio,  si accendono i fuochi sacri, e dovunque spuntano druidi, fate, truci guerrieri in pellicce e spade. Si svela il cuore pulsante di Montelago: sul palco principale si danno la staffetta Etnoarmonia, Mortimer Mc Grave & Friends, Furor Gallico, Cisalpipers per la prima notte del festival; per la sera seguente La Corte di Lunas, RareFolk, City of Rome Pipe Band, Peatboag Faeries, New Road, Rondeau de Fauvel hanno invece estasiato fino alle prime luci dell’alba.

24 ore non stop per gli stand gastronomici e gli espositori del mercatino celtico: quest’anno anche un infopoint di Stammi Bene e Alza la testa Non il gomito, per promuovere la tutela della salute attraverso una responsabilizzazione nell’uso dell’alcol. Più di 300 gli etilometri messi gratuitamente a disposizione.

Oltre a bagni, docce, parcheggi  e  area camper, a partire da questa edizione Montelago strizza l’occhio al rispetto per la natura con l’introduzione della raccolta differenziata e Migliaia di kit distribuiti all’ingresso.

All’indomani delle due notti di festeggiamenti, al popolo celtico non resta che iniziare con una certa mestizia il controesodo e il conto alla rovescia per il prossimo anno.

Quello che si sente, mentre si passeggia fra le tende, le bancarelle, i tavoli degli stand, mentre si balla o si gusta dell’ottimo idromele, è una assoluta, briosa, magnifica vitalità, un’atmosfera di familiarità che rende il cuore leggero, e il sorriso sincero. Montelago cattura, ride e vive.

 

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