Il centro storico, un bene comune

Troppo rapidamente si è detto negli ultimi mesi, in particolare con la nascita del famigerato “Governo tecnico”, che in Italia ha preso il sopravvento il monopensiero: il silenzio dei movimenti, l’assenza di importanti mobilitazioni di massa, l’inesistenza di una vera dialettica parlamentare, la silenziosa (tragica) rassegnazione con la quale si sono accettati provvedimenti durissimi hanno fatto pensare a qualcuno che il motto thatcheriano TINA (There Is No Alternative) si stesse realizzando nel nostro Paese compiutamente.

Al contrario, possiamo notare che microazioni di dimensione locale si stanno moltiplicando e sempre più mettendo in rete: i comitati in difesa dei beni comuni ambientali e paesaggistici incalzano le amministrazioni e spingono a modificare priorità e scelte politiche (come ricostruito bene nell’articolo firmato Alessandro Colella); associazioni e commercianti si organizzano dando vita a eventi e iniziative che le amministrazioni possono solo rincorrere o  sostenere (si ricordi a Macerata la Notte Verde, la Notte dell’Opera, la Notte Bianca e la prossima Notte Extra, Macerata Ospitale); una miriade di cittadine e cittadini si attiva nel miglioramento del proprio quartiere, associazioni recuperano spazi abbandonati (cfr Cantiere Sociale) e aprono tavoli di discussione.

A Macerata val la pena ricordare poi le importanti mobilitazioni contro l’inceneritore del Cosmari (ora spento) coadiuvate dall’associazione Salvambiente; quelle contro la cementificazione ad opera della SUAP Giorgini a Piediripa; nonché la partecipazione attiva al bando ANCI delle associazioni in supporto al Comune di Macerata per organizzare una Carta Servizi per gli Studenti della città.

Insomma, un’azione molecolare, difforme ma avente al centro le stesse parole d’ordine (partecipazione, cogestione, difesa del territorio e recupero degli spazi d’autonomia) sta sempre più incidendo nelle dinamiche politiche e sociali del nostro territorio.

In questo quadro, riportiamo di seguito il comunicato stampa del costituentesi Tavolo di Lavoro sul Centro Storico, composto da: CicloStile, La Grondaia, Associazione Commercianti, Associazione Nuovo Cinema Italia, LGS Macerata, Forum Paesaggio Marche, Maceratiamo.

La parola Comune fa riferimento a una condivisione di interessi, diritti, obblighi. Il centro storico ne è un nodo essenziale, fondativo: è il “bene comune” di una città.

Per questo motivo riteniamo non corretto impostare la discussione sulle prospettive del centro storico come un confronto tra opposte fazioni: residenti, alcuni commercianti, altri commercianti, cittadini utenti…

 

Pensiamo invece che sia utile pensare al nostro centro come a uno spazio democratico aperto, dal cui rilancio passa buona parte dell’avvenire della città, che deve essere sottratto ai tiramolla degli interessi di parte per diventare oggetto di una politica aperta, coraggiosa, innovativa.

Riteniamo che l’obiettivo di una sempre più ampia pedonalizzazione, accompagnata da misure indispensabili per favorire l’accessibilità, la vitalità, la residenza, debba emergere come scelta politica di fondo.

Di centri commerciali ce ne sono fin troppi nei dintorni, tutti comodamente raggiungibili in auto; Macerata, il suo centro storico, i due assi commerciali dei corsi Cavour e Cairoli, devono riuscire a essere il fulcro di una urbanità antica e al tempo stesso moderna, in cui il cittadino, non le auto, sia il protagonista.

In uno spazio democratico aperto come noi consideriamo il centro storico non vige la legge del più forte o di chi strilla di più; occorre affermare l’interesse generale dei cittadini ad avere una città più vivibile, vitale, accogliente. Da questo tutti trarranno vantaggio.

Accogliamo quindi con favore l’idea dell’Amministrazione comunale di riaprire la discussione sulla pedonalizzazione del centro, ma la invitiamo a farlo in modo alto, perché sono le scelte coraggiose quelle che segnano le identità, della politica, di una città.

 


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