Il lavoro nobilita la scuola; e la scuola nobilita il lavoro.

Via Libera riporta le parole di Patrizia Belletti, cittadina maceratese nonché insegnante al Liceo “G. Leopardi” di Recanati. La signora Patrizia ha inviato una mail alla nostra redazione, facendoci ragionare su una questione, a sua detta, sottovalutata: l’alternanza scuola-lavoro. In effetti non se ne sente parlare moltissimo, per di più non si sa esattamente come, cosa, quanto e perché. Invitiamo quindi i lettori a leggere questa breve testimonianza, racconto, articolo, ripreso dall’esperienza di un liceo linguistico e di scienze umane.       

 

 

 

 

Miracoli dell’Alternanza Scuola Lavoro: l’esperienza del  liceo Leopardi di Recanati

 “ Grazie prof… perché mi hai ritenuto abbastanza grande e bravo da poter essere lanciato nel mondo del lavoro, anche solo per imparare”

“Grazie raga … perché ci avete resi orgogliosi di quello che vi abbiamo insegnato o anche solo utili per avervi indicato una strada diversa”

“Grazie colleghi tutor… perché, seppur oberati da mille impegni burocrazie e frustrazioni, ci avete dato una mano e avete accolto i nostri alunni come una risorsa, sapendo che educare vuol dire soprattutto sentirsi responsabili verso le nuove generazioni”

“ Grazie alle scuole–polo e ai dirigenti scolastici che hanno dimostrato una flessibilità adeguata alla complessità”

“ Grazie ai genitori che hanno condiviso gli obiettivi educativi del progetto rendendo concreto il patto di corresponsabilità”

 

Sono queste alcune delle mail scambiate tra gli attori di questo innovativo progetto: tre settimane di attività lavorativa per gli alunni delle classi quarte del Liceo Linguistico e delle Scienze Umane. L’apprendimento è una modifica stabile del comportamento? E’ trasmissione di valori della cultura di appartenenza? È espressione dell’umana capacità di adattarsi all’ambiente, decontestualizzando nozioni ed esperienze? Allora  il progetto di Alternanza scuola-lavoro ne rappresenta la sintesi migliore, in quanto vede coinvolte diverse agenzie educative (scuola, famiglia e mondo del lavoro), ma soprattutto perché risponde ad un bisogno pedagogico preciso: la trasmissione di competenze non altrimenti “insegnabili”.

Questa filosofia ha permesso al progetto di Alternanza scuola-lavoro, cui ha aderito il Liceo “G. Leopardi” di Recanati, di essere un salutare bagno nel mondo del lavoro per gli alunni, nonché uno strumento prezioso di autovalutazione e confronto per i docenti: una sfida educativa. L’adesione di un liceo a questo tipo di progetto, che prevede tre settimane di attività lavorativa per un totale di ben 120 ore (40 a settimana) per gli alunni delle classi quarte, è in genere più “faticosa” rispetto ad altri tipi di scuole superiori. Uno stereotipo largamente diffuso vuole che i licei forniscano una preparazione teorica, prevalente rispetto a quella pratica; tutto ciò si  dovrebbe poi miracolosamente ricomporre alla fine degli studi universitari. In effetti da anni il MIUR e la UE chiedono una maggiore sinergia tra scuola e lavoro, anche a fini di orientamento professionale e motivazione personale.

Il progetto è ambizioso per la complessità delle necessarie pratiche burocratiche (INAIL,  assicurazione, camera di commercio, formazione di alunni e docenti tutor), per la numerosita’ degli attori in campo (alunni, genitori, organismi scolastici, differenti tipologie di aziende), ma senza dubbio ne vale la pena..

Alcuni dati: tutti gli ordini di scuola, dal nido alle medie, le cooperative sociali, i centri diurni, le comunita’ per minori, i servizi sociali e le pro loco di vari comuni, aziende grandi e piccole, biblioteche, hanno accolto 77 alunni del Liceo delle Scienze Umane e Linguistico.

 

E’ il caso di dire: il  lavoro nobilita … la scuola; e la scuola nobilita …. il lavoro

Patrizia Belletti

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