Professori del Liceo Leopardi di Recanati in mobilitazione

Riportiamo di seguito il comunicato inviatoci dai professori del Liceo “Leopardi” di Recanati. Un importante secondo momento, che segue quanto raccontato della mobilitazione di Loreto.

Una decisione forte per protestare contro la Legge di Stabilità,che prevede l’innalzamento dell’orario di lezione da 18 a 24 ore a parità di stipendio e senza nessuna contrattazione.

Gli insegnanti del Liceo “Giacomo Leopardi” di Recanati, nel Collegio del Docenti del 7 novembre 2012, hanno approvato una delibera che blocca, di fatto, ogni attività che esuli dal normale lavoro di insegnamento in aula: gite e uscite didattiche, corsi di recupero e sostegno, adozione di nuovi libri di testo, attività di coordinamento e commissioni, nonché tutti i progetti di arricchimento dell’offerta didattica che non si svolgano all’interno delle 18 ore settimanali. Tutte le attività, insomma, che non facciano parte degli obblighi previsti dal contratto nazionale di lavoro. La decisione, inedita e grave, è stata assunta, a larghissima maggioranza, in linea con uno stato di agitazione che coinvolge moltissime altre istituzioni scolastiche in tutta Italia. Si chiede, con tali proteste, l’abrogazione di alcuni punti della cosiddetta “Legge di stabilità” che prevederebbero l’aumento da 18 a 24 ore dell’orario di lezione settimanale dei docenti: un provvedimento “sbagliato e iniquo” – dice la mozione approvata dai docenti recanatesi – “perché, in assoluto spregio al diritto e alla Costituzione, si interviene su una materia che è regolata da contratti liberamente sottoscritti fra le parti e si impongono dall’alto – a parità di salario – prestazioni di lavoro che non sono previste nel contratto collettivo attualmente in vigore”.
Nel merito, il documento sottolinea anche che “le ore di lezione frontali sono soltanto una parte dell’attività di un docente, che spende la propria professionalità anche nella preparazione delle medesime, nella predisposizione e nella correzione dei compiti in classe, nei ricevimenti delle famiglie, nella programmazione e nelle attività collegiali.” Inoltre, più ore alla settimana significherebbero più classi e più alunni, quindi l’impossibilità di rispondere adeguatamente alle necessità dei singoli studenti. Per non parlare poi dell’effetto devastante che il provvedimento avrebbe sulle vite di tanti insegnanti precari che da molti anni lavorano nella scuola e che si ritroverebbero nel giro di pochissimo tempo senza un lavoro.
I docenti del liceo di Recanati, quindi, hanno deciso di sospendere tutte le attività aggiuntive finché questa inaccettabile proposta non sarà definitivamente accantonata. Nel frattempo si impegneranno, con iniziative locali e aderendo alla mobilitazione nazionale in corso, per far conoscere quanto più possibile le motivazioni della loro protesta alla società civile e in particolare agli studenti e alle loro famiglie. Perché gli insegnanti della scuola pubblica non sono una spesa da tagliare, ma una risorsa per l’Italia, e come tali dovrebbero essere trattati dalle istituzioni e considerati dai cittadini.

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