Scec, la moneta alternativa per combattere la crisi economica

Lo SCEC rappresenta lo sconto (tecnicamente detto “abbuono”) che i soci di Arcipelago SCEC (privati cittadini, professionisti, aziende) decidono di riconoscersi a vicenda in tutti i loro scambi economici (beni e servizi). Per capire meglio il funzionamento di questa iniziativa, abbiamo intervistato Andrea Gianni, socio fondatore insieme ad altre 15 persone, anni fà, del Movimento SCEC: Solidarietà che cammina. Questo interessante spunto va ad integrare degli argomenti attuali e magari a molti sconosciuti, in un periodo in cui servono idee e forse coraggio. Noi vi proponiamo il loro punto di vista, sta poi a voi farvi delle idee. Buona Lettura!

 

 –Cos’è Arcipelago Scec? Perchè è nato?

La prendo un po’ alla larga se posso. Un insieme di persone che voglia farsi Comunità deve prendere coscienza innanzi tutto del principio della responsabilità di ogni individuo, qualunque ruolo esso rivesta, qualunque sia il suo livello di cultura, coscienza,esperienza.
Solo questo potrà definirsi vera Democrazia: la partecipazione attiva di ciascuno a quanto diviene, si concretizza e continuamente si modifica nelle cose comuni e nella comunità nel suo complesso.Ci sono motivazioni che muovono le persone, da sole o in gruppo, ad un agire concreto, costruttivo e positivo. Questo è all’origine e fondamento di Arcipelago ŠCEC. Siamo una mescolanza e miscela di persone differenti per cultura e formazione, proveniamo da esperienze differenti, le quali hanno messo a disposizione degli altri l’esperienza della loro unione e partecipazione condivisa. Viene ricercato il Massimo Comune Denominatore nella partecipazione attiva e responsabile. Per far questo Arcipelago ha “iniziato” dall’economia. In economia ha “iniziato” dal mezzo di scambio. Ciò è semplicemente coerente all’assunto del principio della responsabilità di ogni individuo; l’auto-responsabilità prenderà corpo da quanto oggi maggiormente divide, classifica, categorizza; da ciò che ci rende “concorrenti” l’uno con l’altro; da quello che pretende di misurarci non per quanto siamo ma per quanto possediamo .Siamo partiti per questo lungo viaggio affrontando proprio ciò che oggi è quanto di più distante da un sentire sociale, aggregante, comunitario: la questione monetaria, che divide e abbandona. Lo abbiamo fatto partendo da noi, dai nostri spazi, da quanto possiamo e dobbiamo fare senza aspettare adesioni dall’alto, da istituzioni o rappresentanze: è necessario, innanzi tutto, re-imparare a rappresentare noi stessi. Ripartire da noi significa restituirci quel valore che l’uso del denaro ci ha tolto: non il denaro in sé, che  è  solo un oggetto, uno strumento neutro, nato per veicolare al meglio quanto sappiamo fare e dare ( merci, servizi, beni ), bensì l’uso che ne è sempre stato fatto, distorto e fuorviante. Se il denaro diviene altro, assumendo un valore, ed un conseguente potere, ciò che può e deve essere fatto da noi è sottrargli questo fasullo valore, ed illusorio potere, e restituirlo a quanto è invece degno di avere un reale valore: l’essere umano e la sua Comunità, responsabile, democratica e aggregante. Per fare ciò Arcipelago ha creato gli ŠCEC, i Buoni Locali.

 -Quando?

Nell’aprile 2008, 15 fondatori provenienti da varie parti d’Italia, si riunirono sulle pendici del Vesuvio per firmare l’atto costitutivo. La scelta della località può sembrare strana, ma una ragione c’è: gli inventori dello Scec sono 5 formidabili ragazzi napoletani, e furono loro ad organizzare la bellissima giornata che passammo tutti insieme.

Quel’è stato l’input che vi ha spinto verso questa idea e come questa si integra al momento economico-sociale odierno?

Nel mondo esistono migliaia di cosiddette “monete locali”, ma nessuna con le caratteristiche dello Scec, che in realtà non è nemmeno classificabile come moneta. Siamo partiti dall’analisi della situazione finanziaria mondiale, per giungere alla semplice conclusione che la distribuzione della ricchezza è profondamente ingiusta, ma permessa da regole assolutamente sbagliate, che col tempo e ciclicamente portano la società alla rovina. Faccio un esempio: se una banca presta 100 euro, ma dopo un anno ne rivuole indietro 105, il debitore dovrà procurarsi i 5 che gli mancano sottraendoli a qualcun altro. In ogni caso, uno dei due non sarà capace di restituire il debito e sarà costretto a chiedere un nuovo prestito, che col tempo inesorabilmente crescerà talmente tanto che non sarà più in grado di pagare nemmeno la quota interessi, e quindi non gli resterà che dichiarare fallimento. Ecco cosa succede ogni giorno a tanti imprenditori, semplicemente non trovano la liquidità necessaria a ripagare i propri debiti, e questo succede indipendentemente dalla loro abilità imprenditoriale.

 -Cos’è lo Scec e come funziona?

Lo Scec rappresenta un valore che i soci si scambiano nei loro rapporti. Sono di proprietà del portatore, distribuiti gratuitamente, senza scopo di lucro e senza interessi, e non creano quindi debito.L’artigiano, il commerciante, o il libero professionista che si associa, stabilisce liberamente che una percentuale di sconto da applicare ai propri prodotti e/ servizi verrà valorizzata da un altro socio compratore in cambio di Scec, con rapporto 1:1 con l’euro, e può rispendere i buoni incassati presso gli altri accettatori.

Esempio: se vendo prodotti per 120€ e applico ai soci uno sconto del 10%, il cliente mi pagherà 108€ e 12 Scec.Si innescherà così un circolo virtuoso che permetterà a tutti di guadagnare:

–              ogni socio vedrà aumentato il suo potere di acquisto grazie agli Scec che l’associazione distribuisce gratuitamente;

–              sarà più conveniente fare la spesa nei negozi/servizi locali perché gli importi in Euro saranno ribassati;

–              sarà ridotto l’indebitamento verso le banche perché una parte dei prezzi dei beni e servizi non sarà più in Euro ma in Scec;

–              aumenterà la coesione sociale e si rafforzeranno i rapporti tra piccoli produttori/artigiani e professionisti locali,  e gli abitanti del luogo.

Lo Scec è un mezzo cartaceo, ma anche elettronico: ogni socio, che può anche iscriversi on-line, è anche titolare di un conto in Scec. Per i soci accettatori (commercianti, produttori, artigiani, liberi professionisti, ecc), il costo annuo è simbolico, di 10 € e 10 Scec, che di fatto non bastano nemmeno per coprire le spese dell’associazione. L’iscrizione dei soci fruitori, invece, è gratuita.

-Come siete strutturati sul territorio e quante persone navigano intorno al movimento?

Sul piano nazionale “Arcipelago Scec” coordina e sostiene l’attività delle “isole regionali”, associazioni locali che operano sul territorio di riferimento, per la distribuzione dei buoni e per la valorizzazione del lavoro nelle produzioni e nelle filiere locali. Le persone attive e coinvolte in questo progetto sono ormai diverse centinaia.

-Come vi finanziate?

Inizialmente ci siamo autotassati per poter reperire i fondi necessari all’avviamento dell’attività associativa, e lo facciamo tuttora, sia in denaro, ma anche e soprattutto in termini di tempo impiegato da ognuno di noi, e spesso ritagliato e sottratto alle nostre famiglie, sacrificio che facciamo volentieri per l’alto ideale che ci spinge ogni giorno a fare e a dare sempre più e meglio. Poi ci sono anche le quote che versano i soci ordinari, che pagano annualmente 10 euro e 10 Scec.

-Credete che il vostro ideale possa essere una risorsa e una possibilità di miglioramento?

Ovviamente si! Se oggi sopperiamo, oltre alle tante attività che stiamo mettendo in piedi, al fatto che manca la liquidità necessaria allo scambio di beni e servizi, distribuendo gli Scec ai nostri associati, lo facciamo anche per diffondere una nuova e diversa cultura e consapevolezza, in modo che arriverà finalmente un giorno in cui ci sarà un numero consapevole di persone sufficiente a spingere la società intera a rivedere le norme che  regolano il mondo della finanza, non più al servizio di pochi fortunati, ma al servizio di tutti, perchè come dice Manitonquat, meglio conosciuto come Medicine Story un grande nativo indiano: “L’economia dovrebbe esistere solo per dare a ciascuno ciò di cui ha bisogno“.

Per saperne di più: http://scecservice.org/site/a4/?page_id=6521.

Comments

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3 pensieri su “Scec, la moneta alternativa per combattere la crisi economica

  1. Complimenti! Condivido tutto. Un pò di giorni fa ho conosciuto i ragazzi dell’Associazione “Masaniello” (Arcipelago Scec- Isola Campana). Ho avuto un contatto durante videoconferenza in Lucania con Paoletti. Mi sono, inoltre, da pochi giorni iscritto come socio fruitore sul sito di Arcipelago ma mi piacerebbe a breve iniziare a collaborare attivamente a questo straordinario progetto!

    1. Ciao Francesco!Grazie a te per aver commentato e apprezzato il nostro articolo sullo Scec, e se non l’hai fatto, ti invitiamo a leggere anche quello sul progetto l’Oro dei Folli. Inoltre se a te può far piacere, o se ne hai la possibilità, gradiremmo molto che tu ci raccontassi la tua nuova esperienza in quest’ambito. Facci sapere se ti è cosa gradita.
      Marco Squarcia- Via Libera MC

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