Ok agli stage, ma solo se retribuiti e regolati

Potrebbero mancare solo pochi giorni alla (speriamo) definitiva fine degli stage illimitati e  gratuiti. E’ agli ultimi ritocchi, infatti, la bozza di “Linee guida in materia di tirocini”, in attuazione alla riforma Fornero, che potrebbe essere approvato dalla Conferenza Stato-Regioni già il prossimo 24 gennaio.

La storia legislativa non è breve: dopo anni di tirocini senza limiti temporali nè di applicazione (ne abbiamo già parlato in un articolo), è intervenuta nel 2012 la cd. riforma Fornero, che limitava a 6 mesi la durata degli stage standard (concedendo tempi più lunghi a favore di disoccupati, disabili e altre categorie svantaggiate) e li rendeva, di norma, effettuabili entro un anno dalla laurea. Un provvedimento con luci ed ombre, poichè ha sì avuto il merito di tirar fuori la pratica stage illegittimi dal dimenticatoio, ma ha anche avuto l’effetto di chiudere ulteriormente l’accesso al lavoro a tutti coloro che, a poco più di un anno dalla laurea, erano ancora privi di occupazione. Limitando durata e campo di applicazione dei tirocini, poi, si è tentato di mettere un rimedio quantitativo ad un problema che è invece qualitativo, ed ha posto dei limiti solo allo stagista, parte debole del rapporto, senza incidere in alcun modo sui datori di lavoro.

Pochi giorni fa la Corte Costituzionale, per vizi di competenza, ha dichiarato illegittimo tale aspetto della riforma, rimettendo ogni potere alle Regioni. Siamo così tornati al punto di partenza: nessuna regola e limite per gli stage, con l’alto rischio che si trasformino in contratti di lavoro estremamente garantisti degli interessi delle aziende ospitanti, dimenticando in toto la loro originaria valenza formativa. Secondo gli ultimi dati disponibili (2011, Sistema Excelsior), nonostante la drastica riduzione delle assunzioni, negli ultimi anni è cresciuto il numero di imprese che ricorre ai tirocini,  che per il 2011 si attesta a oltre 215mila, ma il numero degli stagisti che dopo l’esperienza riesce ad entrare davvero in azienda è molto basso, pari solo a uno su 10.

Il ‘purgatorio’ degli stagisti, forse, inizia a prendere una piega migliore: le Linee Guida in fase di approvazione  prevedono una durata messima degli stage extracurriculari (si escludono, dunque, quelli previsti nei piani di studio scolastici e universitari) di 12 mesi, ed una retribuzione minima di 400€. Si prevedono norme restrittive per le aziende, dato che il numero di stagisti da poter utilizzare sarà proporzionato al numero di dipendenti, potranno ospitare ogni tirocinante solo una volta e solo a patto di non aver effettuato licenziamenti, saranno soggette ad una multa variabile tra mille e 6mila euro in caso di mancata retribuzione.

Linee Guida, dunque, che stabiliscono standard minimi di riferimento, i quali diverranno effettivi dopo l’ok delle Regioni. Che, ci auguriamo diano presto e in modo unitario un pò di dignità alla più frequente forma di lavoro (impossibile chiamarla diversamente, lavoro) fra i giovani laureati.

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