Il Professor Dalla Casa e L’Ecologia Profonda

Questa volta per la rubrica Consumo Critico, abbiamo intervistato Guido Dalla Casa, famoso studioso di Ecologia, in particolare di Ecologia Profonda, al quale abbiamo chiesto dei pareri circa dei dubbi che ci siamo posti. Leggete e divulgate, ogni parola è fonte di ispirazione.

1) Quale connessione c’è tra sostenibilità climatica e consumo?

Il gas che viene immesso in atmosfera dalle attività umane in quantità assolutamente intollerabili e che causa in gran parte le alterazioni climatiche è l’anidride carbonica, prodotto inevitabile di tutte le combustioni. Per l’aumento vertiginoso delle emissioni di questo gas, l’energia nell’atmosfera terrestre è notevolmente aumentata (a causa dell’effetto serra): inoltre  la percentuale di CO2 continua a crescere con legge esponenziale. Dato il modo attuale di funzionamento del sistema energetico-economico, le emissioni possono diminuire soltanto con la fine della crescita economica, che è una vera patologia del Pianeta; quindi, con una forte diminuzione dei consumi.

Tre sono le fonti principali delle emissioni di CO2 di origine antropica: i consumi energetici, i trasporti, il riscaldamento degli ambienti. Le prime due vanno assolutamente diminuite, sulla terza si può fare molto con la coibentazione degli edifici e l’autoproduzione solare in loco, che ridurrebbe le emissioni di CO2 in modo drastico. Per quanto riguarda l’energia, mi sembra illuminante questa affermazione di Konrad Lorenz: “L’unico introito legittimo di energia del nostro pianeta è costituito dall’irraggiamento solare, e ogni crescita economica che consumi più energia di quella che riceviamo dal sole, irretisce l’economia mondiale in una spirale debitoria, che ci consegnerà a un creditore spietato….” Il Creditore Spietato non è un fantasma del futuro, ma si presenta ogni giorno e si porta via degli esseri senzienti.

I consumi sono una delle cause principali dei guai attuali. Infatti il processo produrre-vendere-consumare come si svolge oggi, cioè a cicli non-chiusi, in cui si preleva qualcosa di fisso (le risorse) e si scarica pure qualcosa di fisso (i rifiuti) è incompatibile con la vita della Terra, che si basa su cicli chiusi e su una situazione stazionaria, almeno per i tempi che ci interessano. L’altra causa dei mali del Pianeta è la mostruosa sovrappopolazione umana che affligge la Terra.

Inoltre, si pretende che l’economia  possa crescere all’infinito in un pianeta finito. Il fatto che la crescita economica sia durata per due secoli e si vedano solo ora le sue gravissime conseguenze significa soltanto che la sua fine è vicina, per il modo di procedere dei fenomeni esponenziali.

In sostanza, la sostenibilità climatica richiede un’immediata riduzione dei consumi.

2) Come può influire l’attuale atteggiamento delle persone nei confronti del nostro pianeta?

L’attuale atteggiamento umano, cioè quello della cultura occidentale, che ha praticamente invaso tutto il mondo, influisce pesantemente sul Pianeta ed è la causa prima dei guai, che sono sostanzialmente:

–   La spaventosa sovrappopolazione umana e la sua crescita continua;

–         La perdita della biodiversità;

–         La distruzione delle foreste e di altri ecosistemi (paludi, praterie, ecosistemi acquatici, ecc.);

–         L’alterazione dell’atmosfera terrestre;

–         L’enorme consumo di territorio in atto in tutto il mondo (passaggio da terreno naturale a territorio urbano, strade, costruzioni, impianti).

Dal punto di vista demografico, oggi abbiamo superato nel mondo i sette miliardi di umani, numero assolutamente intollerabile per l’Ecosistema terrestre. Inoltre si estinguono 20-30 specie di viventi ogni giorno, ad un ritmo diecimila volte più grande di quello naturale. Ogni anno scompaiono 100.000 kmq di foreste, ecosistemi ricchissimi di biodiversità. L’anidride carbonica nell’atmosfera terrestre aumenta di 3 ppm all’anno. Il consumo di territorio è elevatissimo e questo è un problema particolarmente grave in Italia.

Oggi l’uomo non si rende neppure conto che sta togliendo lo spazio vitale agli altri esseri senzienti e che la vita della Terra si basa sulle sue capacità omeostatiche, o capacità di autodifendersi dai cambiamenti troppo drastici. Tale capacità del Complesso si basa sulla biodiversità, cioè sul grande numero di specie ed ecosistemi in continua interazione reciproca. Spesso l’uomo non si rende neppure conto completamente che la crescita economica consiste nella sostituzione di materia inerte a sostanza vivente, nel distruggere e voler “rifare” un mondo di relazioni vitali che ha quattro miliardi di anni.

L’atteggiamento umano di maggioranza nei confronti della Natura nasce in sostanza dall’idea di base di esserne al di sopra, o al di fuori, e quindi in grado di manipolare a piacimento tutto quanto ci circonda: manca la percezione di essere un componente di una Entità molto più grande, di un Organismo che ha le sue necessità vitali.

Ma la visione ideologica che ci fa credere unici e diversi, migliori di tutti gli altri esseri viventi sul pianeta, è solo un delirio di grandezza.        

3) Come possono cambiare le abitudini e i comportamenti dell’uomo verso la natura??

Sono comportamenti dovuti a una filosofia completamente antropocentrica, che vede l’uomo come l’unico depositario di valori.

Cambiando la filosofia di base e con una vita più sobria, con meno consumi e con la fine dell’incremento indefinito dei beni materiali, il cui desiderio non è universale ma  caratteristico soprattutto di una cultura umana, anche se molto invadente, la situazione si riporterebbe entro limiti accettabili.

Per quanto detto sopra, i comportamenti “virtuosi” a questi effetti sono, ad esempio:

–         Per gli spostamenti, andare a piedi o in bicicletta. Sulle lunghe distanze, usare il treno e i mezzi pubblici.

–         Mangiare pochissima carne: ogni passaggio della catena alimentare disperde il 90% dell’energia. In Natura c’è posto per un leone ogni mille gazzelle, un’aquila ogni mille marmotte… Il viceversa è impossibile. Siamo praticamente uguali a gorilla, oranghi e scimpanzé, che sono quasi-vegetariani.

–         Ridurre drasticamente tutti i consumi, non acquistare oggetti inutili.

–         Trascorrere alcuni periodi di tempo in qualche area naturale quasi-intatta: può essere molto utile per noi stessi e per meditare su dove sta andando il mondo.

–         Parlare il più possibile di questi argomenti, diffondere le basi del nuovo paradigma e mettere in discussione tante idee considerate “evidenti” solo perché respirate fin dalla nascita (competizione, successo, desiderio continuo dei beni materiali, posizione della nostra specie come staccata dalla Natura). Parlare con grande considerazione e rispetto degli altri esseri senzienti e della sacralità della Terra, evidenziare che l’idea fissa dello sviluppo non è “propria della natura umana”, ma è nata solo in una cultura in un determinato momento della sua storia.

La Vita e la buona salute dell’Ecosistema dovranno essere il primo valore di ogni cultura umana. La varietà è essenziale per la Vita della Terra.

 

4) Che cos’è l’Ecologia Profonda?

Al di là del significato etimologico, l’ecologia è il sentimento profondo che ci dice che tutto è collegato, che non possiamo danneggiare una parte senza danneggiare il Tutto, che facciamo parte di un unico Organismo (l’Ecosistema, o la Terra) insieme a tutti gli altri esseri viventi-senzienti: il primo valore è il benessere dell’Ecosistema, da cui consegue anche quello dei componenti, e quindi il nostro.

L’ecologia profonda è un movimento filosofico e di pensiero, una visione del mondo a sfondo panteista che richiede un profondo rispetto per tutti gli esseri senzienti (e quindi anche gli ecosistemi) e per tutte le relazioni che li collegano fra loro e al mondo cosiddetto “inanimato”. Non assegna alla nostra specie un valore particolare, ma la considera completamente parte della Natura. Vede la Terra come l’Organismo cui apparteniamo.

Invece l’ecologia accettata dal pensiero corrente, chiamata ecologia di superficie, resta completamente antropocentrica e quindi non modifica il sottofondo di pensiero della cultura occidentale: richiede soltanto di diminuire il più possibile gli inquinamenti e salvare alcune aree intatte per il beneficio dell’uomo. Considera la Terra come la casa dell’uomo. In sostanza, tutto può andare avanti come prima, con qualche accorgimento tecnico e qualche depuratore.

 

L’ecologia profonda si basa su una visione sistemica-olistica del mondo, una filosofia non-dualista, il riconoscimento della sacralità della Terra e del diritto ad una vita degna per ogni essere senziente. In una visione olistica l’intero è più della somma delle sue parti. Si pone l’accento più sulle relazioni che sui singoli componenti.

In sintesi, l’Ecologia profonda cerca di portare avanti le seguenti idee:

–         La posizione dell’uomo in Natura come specie animale, parte di un Tutto, che è più della somma delle parti;

–         Il diritto ad una vita degna e all’autorealizzazione di tutti gli esseri senzienti (animali – piante – esseri collettivi – ecosistemi – Gaia);

–         La visione sistemica-olistica della Terra e di tutti i sottosistemi;

–         La spiritualità e sacralità della Natura.

 

Inoltre cerca di far prendere coscienza che:

–         Lo sviluppo economico è una grave patologia della Terra;

–         La situazione stazionaria è il modo di vivere del Pianeta. Tutti i processi devono essere ciclici e quindi non comportare il rilascio di “rifiuti”;

–         L’incremento indefinito dei beni materiali non è un desiderio naturale dell’uomo: ha portato anche malessere e gravi infelicità;

–         Lo sviluppo economico è un’anomalia nata solo in una cultura umana in un determinato momento della sua storia.

Il Movimento per l’Ecologia Profonda (IDEM)  è nato da poco tempo anche in Italia ed ha un suo sito internet:  www.ecologia-profonda.tk

 

5) Ci parla delle sue pubblicazioni?

Attualmente sono in commercio quattro libri, di cui riporto alcuni riferimenti.

  • L’ECOLOGIA PROFONDA – Lineamenti per una nuova visione del mondo

In questo libro vengono distinti per chiarezza due tipi di ecologia:

– una “ecologia di superficie” che recepisce le idee correnti in materia, cioè la necessità di evitare gli inquinamenti e salvare “ad isole” gli ecosistemi e le specie animali e vegetali, se utili all’uomo;

– una “ecologia profonda” che intacca le idee-guida della civiltà industriale, che hanno portato all’attuale modo di vivere e quindi alla distruzione del mondo naturale.

  • AMBIENTE: CODICE ROSSO

Questo libro presenta un panorama completo della situazione ambientale in Italia e nel mondo, con riferimento ai guasti provocati nell’ambiente naturale e alle cause culturali che li hanno preceduti. Una precisa analisi di tutti i problemi legati all’ecologia dimostra che l’eccesso di popolazione umana sulla Terra e l’attuale livello di consumi sono le cause della degradazione ambientale.

I dati che documentano la situazione italiana rendono evidente l’assoluta mancanza nel nostro Paese di quegli interventi che potevano almeno alleggerire la situazione. Il consumo di territorio, l’altissima concentrazione di automezzi, la carenza di informazioni e la mancanza di un dibattito sui principi di fondo vengono indicati come i mali più gravi.

  • GUIDA ALLA SOPRAVVIVENZA

Guida alla Sopravvivenza è un testo breve ed essenziale che offre i rudimenti per la sopravvivenza fisica in un mondo senza la tecnologia e getta le basi per una rinascita spirituale verso forme di pensiero diverse da quelle che hanno caratterizzato gli ultimi decenni della  civiltà occidentale.

  • Inversione di rotta. Un nuovo modello di sviluppo sostenibile

Ecosistemi naturali scomparsi, migliaia di specie estinte, atmosfera irrespirabile. Frutto di un paradigma cartesiano e poi illuminista, il sistema di vita che l’Occidente sta imponendo anche al resto del mondo trova il suo fondamento nell’opposizione tra uomo e natura, dove la seconda è considerata una mera risorsa da sfruttare fino all’esaurimento. Ciò che chiamiamo ‘sviluppo’ non è altro che una corsa verso la crescita senza fine, che può condurre all’esplosione del sistema e all’estinzione non solo della specie umana ma della vita sul Pianeta. È urgente quindi un’inversione

Ci sono infine,il primo libro (L’ultima scimmia – MEB, Torino, 1975) che si trova soltanto sui siti dei libri vecchi e il libro principale, in cui è contenuta la sostanza del mio pensiero, quello sull’Ecologia Profonda pubblicato nel 2011da Mimesis (e da Arianna in versione e-book).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                   gennaio 2013

Comments

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *