Centro storico e Sferisterio: il contributo di Mauricio Pasquali

Davvero meritoria ed interessante l’iniziativa intrapresa da molti cittadini (leggi “La crisi di Macerata nella crisi degli spazi“) per quello che riguarda il recupero e la rivalutazione di spazi privati e pubblici che rimangono abbandonati e senza alcun utilizzo a Macerata . Oltre a quelli già elencati dal coordinamento promotore dell’iniziativa e per i quali sarebbe opportuno individuare una soluzione collettiva e condivisa dalla cittadinanza, sarebbe bene sottolineare lo scarso utilizzo del monumento simbolo della nostra città cioè dello Sferisterio. Questa splendida struttura dal punto di vista architettonico e che da altre parti di Italia in molti ci invidiano, viene utilizzato per offrire spettacoli di sicuro rilievo ma per poche giornate durante la stagione estiva, quando invece le potenzialità del Teatro sono di molto maggiori riguardo alla capacità di investimento politico, e culturale che ci sono state finora. Davvero è stata una bella notizia scoprire nei giorni passati dell’intenzione di aprire un percorso museale all’interno della Arena, nei molti spazi chiusi che questa offre e che è da molti anni una proposta di cittadini e lavoratori amanti dello Sferisterio che non concepiscono che questo rimanga chiuso alla cittadinanza per nove mesi l’anno. Una piccola cittadella della cultura da utilizzare e condividere per un periodo più lungo con mostre ,esposizioni, conferenze e piccoli spettacoli, iniziative che farebbero battere un pò il cuore di questa città spesso sonnolenta e che in un periodo di forte crisi offrirebbe anche ulteriori e migliori occasioni di lavoro per artisti locali e per gli operai dello spettacolo diventando a tutti gli effetti un bene di pubblica utilità. Forse il punto è propio questo lo Sferisterio per i maceratesi è o può diventare un bene di pubblica utilità?

Mauricio Pasquali, operaio dello spettacolo dal vivo

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2 pensieri su “Centro storico e Sferisterio: il contributo di Mauricio Pasquali

  1. Condivido pienamente l’articolo, auspicando che si rivaluti lo sferisterio, come molti altri spazi parzialmente o totalmente inutilizzati nella nostra città, per creare nuovi momenti di crescita e di incontro culturale e sociale, oltreché opportunità di lavoro per quanti lavorano nel mondo dello spettacolo e della cultura, un settore da sempre (e specie nei periodi di crisi) caratterizzato da una forte precarizzazione e discontinuità.
    Nei ricordi di chi ha qualche anno più di me, c’è un concerto di Miles Davis allo sferisterio, in una delle stagioni jazz che venivano organizzate a Macerata. Appuntamenti che potevano benissimo ambire al rango di festival internazionale, al pari di quello Umbro o Senese. E sono convinto che, restando ferma la convinzione che la cultura deve irrinunciabilmente essere incoraggiata dai finanziamenti pubblici, uno sviluppo in questo senso sarebbe un motore per l’economia cittadina, per gli esercizi del centro storico ormai “in via d’estinzione”: il turismo tutto l’anno, non solo per le tre settimane della stagione operistica.

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