“Nello strazio di una giovane” di Donatella Donati

Questa sera, giovedì 28 Febbraio, presso la Biblioteca Comunale Mozzi-Borgetti (Sala Castiglioni), Piazza Vittorio Veneto 2, Macerata verrà messo in scena lo spettacolo teatrale “NELLO STRAZIO DI UNA GIOVANE” di Donatella Donati. Una canzone di G. Leopardi censurata e mai inserita nei Canti, narrata e sceneggiata sulla base di documenti editi e inediti. Di seguito la trama:

Febbraio 1819. Viene dissotterrato dalla tomba nel cimitero del Duomo di Pesaro il corpo della ventitreenne Virginia del Mazzo, una giovane sposa il cui marito è lontano, morta in una notte di dolore e di sangue per l’aborto procuratole dal chirurgo Angelo Lorenzini ( si scoprirà poi essere anche il suo corruttore) in maniera frettolosa e violenta.
Con varie complicità l’ha fatta sotterrare nella notte stessa con la diagnosi di febbre infiammatoria.
Ma la cameriera, che ha sentito urla disperate e ha dovuto vuotare tre bacinelle di sangue, vince la paura e denuncia il misfatto al Procuratore fiscale: le severe leggi papali condannano severamente l’effettuazione di aborti.
Il giovane Giacomo, non ancora ventunenne, resta sconvolto dalla notizia e durante una notte insonne scrive l’abbozzo in
prosa di una canzone che, qualche giorno dopo, stende con passione dandole un titolo sconvolgente, “Nello strazio di una giovane fatta trucidare col suo portato dal corruttore per mano ed arte di un chirurgo”.
Si prepara intanto alla fuga da Recanati, divenutagli intollerabile, e invia la canzone a Pietro Brighenti, editore e faccendiere, perché la pubblichi.
Il padre scopre il tentativo di fuga e, da una lettera del Brighenti con annessa canzone, viene a conoscenza di quella che considera un’opera indegna e licenziosa.
Nei tre processi che seguono, uno che subisce Giacomo in casa, gli altri due fatti al Lorenzini, in assise a Pesaro e in appello a Macerata, si assiste alla sconfitta della verità e al disprezzo della giovinezza e delle speranze.
La canzone è salva perché Giacomo l’affida a Napoli ad Antonio Ranieri, una vita parallela a quella dell’amico, il quale la nasconde nel fondo di una cesta di biancheria da dove decine di anni dopo sarà dissotterrata.

Sarà una lettura in forma semiscenica a cura del laboratorio STUDIOTEATRO, promosso dall’ERSU dell’Università di Macerata e coordinato dal regista Rodolfo Craia.
Partecipano: Benjamin Bahauman, Michele Biondini, Claudia Caruso, Pamela Olivieri, Carlo Rogante, Martina Sulpizi e Fabio Capponi (intervento musicale).

 

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