Macerata vista attraverso gli occhi di un giovane studente



Radioattivi è un progetto della Provincia di Macerata dedicato ai giovani. Si tratta di uno strumento multimediale che ha l’obiettivo di dare voce ai giovani e di colmare la distanza tra loro e le istituzioni.

In quest’ottica mi è stato chiesto di contribuire alla rubrica che dà spazio agli apprendisti scrittori e di scrivere un articolo su Macerata. E mi è stato chiesto di osservarla con gli occhi di uno studente che vuole vivere la sua città a trecentosessanta gradi, ma che, troppe volte, non ce la fa.

Di seguito trovate il pezzo, disponibile anche qui.

Macerata è la mia città, il luogo in cui vivo, studio, dove ho costruito relazioni umane e socialie al tempo stesso in cui sono attivo insieme ad altri giovani,  con spirito positivo, nell’individuare ciò che potrebbe essere migliorato, dopo aver analizzato la dimensione ‘giovane’ di altre città italiane ed europee. Molti si chiedono che cosa può fare la città per i giovani;  io mi chiedo che cosa possono fare i giovani per la città. Macerata in qualità di città universitaria dovrebbe essere una Città dei Giovani, impegnata a 360°, occupandosi di notti bianche, di convegni sui problemi giovanili, di occasioni di incontro con il mondo del lavoro, di campagne a tema sociale e di molte altre attività rivolte proprio ai ragazzi, siano essi studenti o lavoratori. Le politiche giovanili del nostro territorio dovrebbero fondarsi su un’efficace progettualità che ci porterebbe ad essere attivi non solo nel campo del divertimento, ma anche nella cultura, nell’arte, nell’orientamento e nel lavoro, nel volontariato e nella prevenzione.  Ovvero creare un modello sperimentale per rendere – ad esempio,  il centro urbano – più a misura di ragazzi e giovani. Per farlo, bisogna credere nei giovani. Allora si, che Macerata sarebbe “L’altra città”. Oggi purtroppo Macerata non si laurea a pieni voti. I giudizi sono bassi sopratutto per i servizi. Macerata non offre abbastanza nella gestione dei trasporti, della cultura e del tempo libero. Non va dimenticato inoltre che Macerata è stata guardata dalla lente d’ingrandimento dei “fuori sede”, ossia giovani che spesso provengono da una realtà più svantaggiata, con uno spirito più pronto all’entusiasmo. L’obiettivo dell’amministrazione pubblica e dell’università deve essere quello di rendere i ragazzi protagonisti, combattere il disagio prevenendolo, sollecitare e sviluppare il senso di appartenenza degli abitanti alla comunità, al territorio. La motivazione di chi opera nell’ambito delle politiche giovanili, enti, associazioni studentesche, sindacati, servizi sociali, deve essere l’integrazione di genere e culturale, attraverso lo sviluppo di legami affettivi e sociali, la costruzione di reti, attraverso il “ripopolamento” di spazi pubblici e collettivi, cioè andando a ri-costruire il senso di appartenenza e di responsabilità alla propria comunità e alla propria città. Noi giovani dobbiamo batterci ed impegnarci per il benessere della nostra comunità.  L’università rappresenta una finestra aperta sul mondo ed è questo il tipo di università che vogliamo noi studenti. Macerata deve imparare ad essere una città universitaria e non una città che più semplicemente ospita al suo interno l’università. Il vero obiettivo consiste non nell’organizzare iniziative estemporanee, ma nel creare una mentalità e un clima realmente universitario. Affinché ciò avvenga c’è bisogno di un lavoro sinergico fra noi studenti e i vertici dell’Ateneo, del Comune e della Provincia. Il punto fondamentale da cui partire è la consapevolezza che quasi sempre un passo vantaggioso per una componente costituisce un vantaggio anche per le altre, e viceversa.

Comments

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *