Itis Galileo, lo spettacolo teatrale con Paolini approda a Recanati

A quasi quattrocento anni dalla sua morte, Galileo Galilei continua a far parlare di sè. Questa volta lo farà per mezzo dell’attore Marco Paolini, che porterà in scena il suo Itis Galileo giovedì 4 Aprile 2013, alle ore 21.00 al Teatro Persiani di Recanati.

Lo spettacolo, con il quale l’attore (e autore assieme a Francesco Niccolini) calca da anni i più importanti palcoscenici teatrali e televisivi italiani, è parte di un viaggio, guidato con sapienza e perizia narrativa, intorno ai massimi sistemi, quelli che regolano l’universo e che Galileo Galilei ha saputo scoprire e affermare con la forza dell’indagine empirica e del pensiero

Essere geniali, in circostanze difficili, può essere un  problema, per gli altri soprattutto: il padre della scienza moderna,  infatti, appare agli occhi dei contemporanei come un grande divulgatore  dei propri studi, ma soprattutto come una mente che rimane aperta al  dubbio fino alla fine, fino alla vecchiaia. Quando si parla di Galileo  si pensa sempre a un anziano venerando, sarà una questione di  iconografia, ma forse è anche perché si capisce che lo scienziato non si mette mai in pensione con la testa. Anzi, le scoperte più importanti le raggiunge dopo i 60 anni. Galileo vive quattrocento anni prima di noi,  in un’epoca governata da certezze e rigidità di pensiero, ma alcuni  elementi tornano oggi a riaprire il confronto con quel passato.

L’obiettivo di Marco Paolini con questo spettacolo teatrale è quello  di coinvolgere nel ragionare, non solo nel raccontare, arrivare a una  situazione in cui il pubblico non sia seduto tranquillo, sapendo di  dover fare lo spettatore e basta. Va in scena a teatro un dialogo, anche se non proprio sopra i massimi sistemi, ma almeno su di un “minimo comune e multiplo”

Leggiamo fra le note d’autore: “Viviamo in un tempo in cui la magia è tornata a governare il futuro. Sarà perché le leggi dell’economia non sono leggi matematiche e contengono una componente di caso molto rilevante, sta di fatto che il  nostro mondo cerca consolazione negli astri. E mi stupisce che, 400 anni dopo la consacrazione dell’universo post-rivoluzione copernicana, tutti i giorni molti tra noi consultino le previsioni dell’oroscopo che  utilizzano le stelle fisse di Tolomeo. Alla fine non importa se il cielo non è così, perché quello che conta è che ci piace. Galileo è usato spesso come simbolo della scienza libera contro la fede  integralista, ma in realtà è uno che per campare fa anche oroscopi.  Eppure ha la forza di guardare oltre. Per noi è facile irridere le  teorie del passato, quando finiscono le teorie fanno sempre ridere. Il  problema è che mentre ci sei dentro continui a pensare che non sia  teoria, ma spiegazione della realtà”.

Ecco allora gli interrogativi che sorgono nel chiamare in causa Galileo.
Forse la ragione ha perso appeal? La scienza ha deluso? Una morale laica non esiste?
Questo spettacolo non approfondisce la tradizionale dialettica fede-ragione, che ha segnato la storia dello scienziato e del Seicento,  ma piuttosto indaga sulla discussione a tre fra fede, ragione e  superstizione.
In fin dei conti, giocare al lotto è più facile che pensare o  guadagnarsi il paradiso onestamente, anche se il calcolo delle  probabilità non dovrebbe indurre nessuno a giocarci.

 

ITIS Galileo
con Marco Paolini
di Francesco Niccolini e Marco Paolini

consulenza scientifica: Stefano Gattei, consulenza storica: Giovanni  De Martis, elementi scenici Juri Pevere, consolle audio Gabriele  Turraassistenza tecnica  Graziano Pretto, Michele Mescalchin direzione  tecnica Marco Busetto illuminotecnica e fonica: Ombre Rosse produzione  Michela Signori, Jolefilm.

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