Capire il diritto

A fronte del crescente bombardamento mediatico relativo alle notizie provenienti dal mondo politico e istituzionale, soprattutto su temi processual-penalistici e costituzionali, si rende necessaria una riflessione: quanti di noi, comuni fruitori di telegiornali e quotidiani, blog e magazine on-line, sono davvero in grado di comprendere appieno gli eventi attuali, propinati con abbondante farcitura di termini tecnico-giuridici dai professionisti della comunicazione? L’impressione generale che se ne ricava è che i fatti spesso vengono trattati come pillole da somministrare all’ascoltatore, così “a secco”, senza nemmeno un briciolo di spiegazione che funga da bicchiere d’acqua per agevolarne l’assunzione. Per questo motivo nasce “Le parole che non ti ho diritto”: in poche e semplici frasi, la sottoscritta tenterà umilmente di far luce nella giungla dei termini giuridici che, spesso infiocchettati da latinismi e antichi brocardi o coniati ex novo da giurisprudenza e dottrina e talvolta sconosciuti persino al legislatore, risultano di difficile comprensione ai non addetti ai lavori e, per questo, a forte rischio di manipolazione.

Non è raro, inoltre, che oltre alle difficoltà che il lettore non “giurista” incontra naturalmente per via della mancanza di formazione, si pongano ostacoli di altra natura, derivanti dalle storpiature più o meno consapevoli delle parole. In diritto ogni termine è associato ad un concetto ben preciso, ed uno soltanto. L’uso improprio, in senso estensivo o riduttivo, o addirittura manipolativo del termine, comporta automaticamente lo spostamento dal concetto originario verso altri significati e, di conseguenza, la mancata o errata comprensione da parte della maggioranza del pubblico. Come questo possa tradursi, spesso, in un vantaggio per alcuni (pochi) e in un deficit democratico per altri (molti), è sotto gli occhi di tutti.

Capire il diritto è un passo fondamentale per la comprensione della realtà attuale, dal funzionamento della politica e delle istituzioni all’acquisto di un aspirapolvere.  Lo scopo di questa rubrica, in primis, non è la mera spiegazione accademica (che pure è necessaria!) di un istituto giuridico, ma la creazione nel lettore di uno stimolo alla curiosità: curiosità di scoprire, di approfondire, di capire “che significa”  e come si evolve una materia così duttile e tentacolare nella realtà di tutti, tutti i giorni.

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Un pensiero su “Capire il diritto

  1. Brava Daniela, la chiarezza su questo tema è fondamentale anche perchè purtroppo noto un’ignoranza ed una superficialità dilagante.
    La manipolazione e strumentalizzazione di determinati concetti sono “la regola” dell’informazione contemporanea.
    Vorrei aggiungere, e suggerire se mi è permesso, che la tua rubrica dovrebbe iniziare dagli articoli e dai principi della Costituzione, che vengono ancora di più strumentalizzati e interpretati in modo fuorviante.
    Buon lavoro.

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