Erasmus a Cordoba – Ilaria Bravi

Cordoba è una delle città più belle dell’Andalusia, nel sud della Spagna. La sua storia, la sua gente, la cultura ne fanno un gioiello unico che dal 1984 è anche diventato patrimonio dell’UNESCO. Difatti la particolarità sta tutta nella vista dal lato del ponte romano, dove all’orizzonte scorgi la Moschea (Mezquita in castellano).
Ebbene sì, Cordoba, grazie alla sua particolare storia è l’unica città della penisola iberica ad avere, insieme, sia resti dell’Impero Romano che dell’invasione saracena.
Allo stesso tempo è una città frizzante, di 300 mila abitanti, piena di locali pronti ad uscire fuori i tavoli col caldo (che inizia ad Aprile e finisce ad Ottobre) ed offrirti le “tapas” fatte di tortilla patata, salmorejo e altre prelibatezze tipiche.

Oggi abbiamo il piacere di intervistare Ilaria Bravi che nella città andalusa sta svolgendo l’esperienza Erasmus studio.

M: Ciao Ilaria. Vorremo sapere, prima di tutto, come sei arrivata alla scelta di questa città. Magari è avvenuta per caso, oppure è stata riflettuta, lunga, estenuante. Raccontaci.

I: In realtà la mia scelta è avvenuta un po’ per esclusione. Io avrei voluto fare il mio Erasmus in Germania soprattutto per un fattore linguistico ma purtroppo per il corso di laurea in Scienze del Turismo non erano previsti accordi. Le sedi disponibili erano in maggioranza spagnole e quindi alla fine mi sono “buttata” sulla Spagna. Tra le città che c’erano ne ho cercata una non troppo grande e con una borsa di 10 mesi:  ecco come è uscita Cordoba.

M: Durante un mio lungo viaggio in Andalusia, sono passato per Cordoba. Mi ricordo il calore con cui la città e i suoi abitanti mi accolsero. Dico male? Ti chiedo come ti sei trovata all’inizio. Com’è stato l’impatto?

I: Sì, il calore lo ricordo anche io. A Settembre c’erano circa 40 gradi!
Scherzi a parte, è vero che la gente è molto tranquilla e disponibile. I primi giorni sono stati pesanti, avevo prenotato solo alcune notti in ostello decisa a cercare un appartamento sul posto. Come puoi immaginare quindi sono entrata in contatto con tantissime persone anche solo per cercare l’alloggio e tutto il resto. Tutti devo dire che sono stati gentilissimi e nonostante io non parlavo spagnolo tentavano con pazienza di aiutarmi.

M: Dacci un po’ di info pratiche sull’Università che hai frequentato e sugli alloggi. L’oficina de Relaciones Internacionales de la Universidad de Cordoba ti ha accolta come ti aspettavi?

I: Diciamo di sì! Il punto è che non sapevo cosa aspettarmi! Comunque posso dirti che è andato tutto bene, il mio coordinatore “spagnolo” mi ha spiegato già dal nostro primo incontro tutto quello che dovevo fare a livello burocratico tra Learning Agreement, Moduli di accettazione, Assicurazioni, etc.
E’ normale essere parecchio confusi all’inizio ma poi in realtà non è niente di possibile, basta organizzarsi un po’ ed il gioco è fatto. Per quanto riguarda l’alloggio l’ho cercato in maniera indipendente, tramite web, annunci in strada ecc. Ah, volendo l’Università mette a disposizione dei “Buddy” ossia dei ragazzi del posto che possono aiutarti nel periodo iniziale, io non li ho contattati perché conoscendo già alcune persone qua non ne avevo bisogno, però riconosco potrebbe essere utile a molti!

M: Riguardo al costo della vita del sud della Spagna, già sappiamo che è più accessibile di qualsiasi città del centro-nord d’Italia. Allora dicci cosa, a livello di servizi, miglioreresti di Cordoba e cosa, al contrario, “esporteresti”  da noi che hai visto del modello spagnolo.

I: Per esempio i trasporti sono qualcosa in cui penso siano migliori di noi. I treni sono puliti, puntuali e hanno delle buone frequenze. Lo stesso vale per gli autobus che sono tra l’altro molto economici. Altra cosa, qua di notte lavano le strade, capisci quindi che la città è molto pulita ed in ordine.
Una cosa che non mi piace invece sono gli orari dei negozi, dalle 13.30 fino alle 17.30 non c’è un negozio aperto.

M: Come ti accennavo sopra, io ho visitato quasi tutte le città più caratteristiche della regione più a Sud della Spagna. Per di più c’è il Marocco, che appartiene ad un altro continente, lì a due passi. Ci racconti quali viaggi hai effettuato. Quanto hai speso e quale meta ti è rimasta più impressa.

I: Oddio! Potrei scriverti un libro! Studio turismo, mi piace viaggiare e sto girando il più possibile. Qua in Spagna ho visitato Siviglia, Granada, Jaen, Cadiz, Madrid, Valencia, Barcellona. Tra le città andaluse credo Granada sia la più bella, ha l’Alhambra che è spettacolare, la zona del centro che è bellissima e la gente.
Tra le grandi città direi Barcellona ma solo perché ha il mare altrimenti Madrid tutta la vita, la sento più Spagna, non so come spiegarti!
Altre città: Lisbona e Sintra, la prima a mio parere stupenda. Un giro nel Bairro Alto o nei quartieri Belem e Alfama valgono già il viaggio. Poi li ho un’amica quindi il mio viaggio è stato ancora più facile e piacevole.
Poi sono stata in Marocco, a Fez, Rabat e Casablanca. Bello però penso che per assaporare al massimo un viaggio in questi posti sia necessario organizzarsi in piccoli gruppi e in maniera abbastanza indipendente. Io ho fatto il viaggio con un gruppo organizzato e sinceramente è stato un po’ deludente, forse le aspettative erano troppe!
Ho in programma altri viaggi, Ibiza e il nord della Spagna, (Cantabria, Asturie e Galicia): spero di riuscire ad andare prima del mio rientro in Italia.

M: Dicono che la Spagna è in crisi economica, politica, occupazionale. Forse al sud la cosa è più accentuata. Te come hai percepito la comunità spagnola in reazione a questo fenomeno globale? Gli spagnoli hanno realmente il morale a terra, o sanno comunque come riprendersi, sia moralmente (fiestaaaaaa) che economicamente (imprese, agricoltura, turismo).

I: E’ una domanda un po’ difficile da rispondere non conoscendo benissimo la situazione andalusa e soprattutto non avendo molte notizie riguardo ad eventuali misure adottate dal Governo per far fronte alla situazione.
Quello che posso dirti è che nonostante tutto la gente qua non mi sembra così “triste” e rassegnata. Sicuramente ci sono molti senza lavoro e purtroppo trovare un’occupazione non è facile. I giovani che conosco stanno pensando di spostarsi all’estero, soprattutto in Germania. La zona nella quale mi trovo vive principalmente di agricoltura e turismo, non ci sono grandi imprese e industrie.
Una cosa per esempio che non mi piace molto del loro modo di lavorare, se così posso dire, è la “rilassatezza”, a volte, secondo me, un poco esagerata. Nessuno ha mai fretta e questo da certi punti di vista può essere positivo ma a volte ti assicuro che è snervante. (Prima di arrivare qua ho vissuto in Austria per un periodo, capisci che tutto è completamente diverso). Nonostante tutto, dai giovani agli anziani, tutti trovano il tempo e la voglia di uscire per un cerveza e una tapa, la gente sembra sempre in “festa”.

M: Ritornando a Cordoba, la tua città. Consigliaci i locali più “giusti” nei quali andare a mangiare e divertirsi. Ovviamente cerchiamo i “low cost” che si sa, l’Erasmus non viaggia con tanti soldi.

I: Diciamo che ogni posto è buono, nel senso che per noi tutto è parecchio economico. Iniziando dai ristoranti o locali in cui mangiare qualcosa: il Moriles è il mio preferito, si mangia tantissimo e con bevande incluse non ho mai speso più di 10 euro a persona. Altri posti interessanti sono: Taberna la Cazuela, Taberna Rafalete, poi ci sono altri posticini lungo il fiume. Se poi parliamo di tapas: Caña de España, Tuerta, Delorean, tutti i localini in Piazza della Corredera … Per bere direi Banagher, che è un irish pub che di irish ha solo il nome, mettono in realtà musica commerciale in generale, altro posto potrebbe essere La Libra con birra a 1 Euro, ma in generale non ho mai pagato una birra più di 2 euro, quindi … a voi la scelta! Discoteche: Gongora, Babylonia, Palazzio però la verità è che non mi piacciono molto le discoteche con musica commerciale, reggaeton. Preferisco posti come il LongRock, La Comuna, il Jazz Cafè o circoli culturali come il Juan 23.

M: Infine, dacci dei consigli per raggiungere l’Andalusia con l’aereo o con la nave, se conviene.

I: Il modo migliore è l’aereo. Si può volare fino a Siviglia o Malaga e da queste due città è possibile raggiungere Cordoba in un’ora circa in treno o due ore e mezzo in bus. In realtà preferisco Siviglia, i treni per arrivarci sono più economici e più frequenti, però è vero che da Malaga ci sono molti più voli.
Altra possibilità potrebbe essere quella di arrivare a Madrid e poi da li prendere o il treno, che se prenotato in anticipo costa cifre accettabili e con circa 2 ore ti porta direttamente a Cordoba oppure prendere il bus (Socibus) che in 5 ore circa ti porta a destinazione per la modica cifra di 16,00 euro!

nome: Ilaria Bravi
facoltà: scienze del turismo
città: Cordoba
nazione: Spagna
anno: 2012/2013

Vi salutiamo e vi auguriamo di andare presto a Cordoba con un video di un gruppo indipendentista-folk del luogo

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