Tracce ad Alta Tensione

Ci sono vari modi per partecipare ad un evento di natura sociale. Vari modi per dare il proprio contributo civico, spesso particolari, variegati, ma sempre molto forti. Ecco allora l’esempio di Marco Totti, quarantatrenne marchigiano, che ha deciso di “camminare” per protestare in modo pacifico e innovativo contro l’Elettrodotto Terna Fano-Teramo. Il suo percorso è andato da Morro d’Alba, paese dove il fratello ha un’azienda biologica, fino a Gualdo di Macerata. Lo abbiamo intervistato per divulgare questa  iniziativa decisamente interessante.

– Allora Marco, raccontaci qualcosa su questo viaggio…

Ho 43 Anni, una compagna e lavoro come visual merchandiser per un’azienda  di prodotti di consumo. Sono attento alle questioni ambientali ed apprezzo le politiche e le tecnologie  volte al sostegno ed al miglioramento della condizione umana. Desideravo fare qualcosa per rendermi utile  e mi è venuta in mente quest’idea: camminare. Ho deciso di partire dalla Chiesa di S. Amico,  immersa tra i vigneti della Lacrima, luoghi il cui panorama, stupendo, rischierà di essere deturpato da una serie di tralicci da 380 KV, necessari per la realizzazione del corridoio di passaggio della Fano-Teramo. Seguendo la logica del minor impatto sui centri abitati, come è capitato in questo caso, paradisi incontaminati del nostro patrimonio rurale e artistico saranno compromessi per sempre. Nella fattispecie, la società Terna vorrebbe impiantare un elettrodotto lungo 150 km circa, in una vasta porzione di territorio verde che si dispiega da Fano a Teramo. Come si può intuire, dunque, questo progetto attraversa drasticamente tutte le Marche, rovinando l’interno di ben quattro province.

– Credi che si tratti di problemi meramente culturali e naturalistici?

Assolutamente no, anzi. L’elettrodotto, che non si vuol far passare sotto terra, come in molti avevano invece suggerito, creerebbe molti problemi alle abitazioni e ai terreni nei pressi dei tralicci. La salute sarebbe a rischio, un grave rischio. Moltissime famiglie hanno deciso di vivere la loro vita in questi posti meravigliosi e di investire, di conseguenza, su un territorio ancora intatto. Tantissimi stranieri, poi, hanno aperto B&B. Altrettanti abitanti, però, sono anche stremati, frustrati, perché  hanno già dovuto fare i conti con la realizzazione di altre opere devastanti. Centrali turbogas, campi fotovoltaici, discariche, urbanizzazione selvaggia. Eugenio, per farti un’esempio, ha un’azienda agricola tra Filottrano e Cingoli, vista mare. Lì passa la vecchia linea elettrica che potrebbe essere  raddoppiata. La moglie ha un tumore all’ascella e la vicina di casa è da poco morta di cancro. Nessuno potrà mai dargli una verità assoluta, ma naturalmente è preoccupato ed adirato per ciò che potrebbe succedere.

  Questa situazione può essere estesa anche al resto del territorio che sarà occupato dal futuro elettrodotto?

Si, certamente. Ci sono situazioni del genere distribuite su tutto il territorio. Il caso ha voluto che  sia passato per l’abbazia di Rambona, verso Pollenza, dove sono conservate le reliquie di quel  Sant’ Amico (lo stesso di Morro d’Alba), ricordato e venerato il 25 Aprile dalla popolazione locale. Quel giorno di Liberazione è anche il mio onomastico. Ecco che il viaggio assume, allora, una portata spirituale. In fondo, credo che niente accada per caso. Anche quella stupenda cattedrale, infatti, rischierà di essere “protetta” da Terna e dal suo elettrodotto.

-Il tuo progetto si chiama Tracce ad alta Tensione. Vorresti spiegarcelo brevemente?

In un’assemblea pubblica, il sindaco di uno dei paesi interessati chiese che gli si fosse offerto un motivo valido per non far passare di lì l’elettrodotto, più precisamente a Morro D’Alba . Più che un motivo volevo offrirgli uno spunto creativo, un progetto sul territorio e per il territorio, un pensiero profondo, un sorriso felice. Tracce ad Alta Tensione risponde, quindi, proprio all’esigenza di non dimenticare cosa c’è nel nostro territorio, quali sono le nostre tracce. Il progetto unisce fatica, contemplazione ed informazione e per questo, ho creato anche una pagina Facebook.

– Immagino quindi che l’iniziativa sia stata seguita e sostenuta da molti, lungo il tragitto?

Si, ho avuto tantissima ospitalità da parte delle persone, sia per dormire che per rifocillarmi. La sensibilità si dimostra anche così. Qualcuno si è anche unito a me per un pezzo del traggitto. Poi, all’arrivo, domenica 5 Maggio, mi hanno accolto tanti comitati “No Elettrodotto” di province diverse: una bella emozione. Non so ancora come finirà questa battaglia, ma desidererei con tutto il cuore che essa possa rappresentare  uno stimolo per altre iniziative creative o uno spunto per riflessioni serie e progetti sostenibili e comuni. Tracce ad Alta Tensione vorrei diventasse un diario di viaggio con foto ed appunti sui vari luoghi visitati.

Bene, sei stato chiarissimo e a nome della Redazione di Via Libera, ti facciamo i complimenti per questa bellissima iniziativa, nuova e coraggiosa, che speriamo non sia l’unica.

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4 pensieri su “Tracce ad Alta Tensione

  1. Il sindaco che ha posto la questione non è di Cingoli ma di Morro d’Alba. Sottolineo come ho già detto all’arrivo a Gualdo che ho una casa che potrebbe essere interessata dall’opera di Terna

  2. Complimenti per la bella e significativa intervista.
    Il territorio (paesaggio, natura, arte, cultura) è la nostra più grande risorsa e l’unica che nessuno, neanche i cinesi, possono copiarci.
    Per garantire un futuro all’Italia e alle nostre Marche dobbiamo tutelare il nostro paesaggio collinare e la bellezza dei nostri paesi.
    Solo così potremo contare su turismo, su agricoltura e su uno sviluppo industriale ecosostenibile.

    1. I complimenti vanno girati in primis a Marco Totti, autore di questa fantastica iniziativa. In secondo luogo, siamo completamente d’accordo con te Paolo: il territorio e tutto ciò che ruota intorno ad esso, sono un valore aggiunto da proteggere e preservare. Grazie per il commento e continua a seguirci.
      Marco Squarcia

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