Consiglio comunale aperto sul centro storico: l’intervento dei movimenti

Riportiamo in anteprima l’intervento appena fatto al Consiglio Comunale aperto da Patrizia Sagretti, rappresentante del Coordinamento delle associazioni per Centro Storico che merita di essere riproposto per intero.

 

Buonasera a tutti i cittadini e le cittadine qui presenti, ai consiglieri alla giunta e al sindaco.
Sono Patrizia Sagretti, residente in Centro Storico da anni, facente parte dell’associazione La Grondaia. Questa sera non intervengo a nome della mia associazione, bensì in rappresentanza dell’intero Coordinamento per il Centro Storico, dei tanti cittadini e delle associazioni che vi fanno parte.
A questa straordinaria esperienza che è il Coordinamento per il Centro Storico prendono parte liberi cittadini, residenti, giovani, commercianti, associazioni ambientaliste e importanti realtà del territorio maceratese.
Il Coordinamento rappresenta quindi tanti soggetti che vivono il Centro storico per residenza, studio, lavoro, tempo libero, socializzazione. Il Coordinamento ha ricevuto ulteriore legittimità nelle assemblee pubbliche promosse, su tutte quella del 4 Marzo al Cinema Italia, alla presenza di 250 cittadini.
Proprio in quanto rappresentante di un percorso ampio e partecipato, leggerò l’intervento in quanto espressione di tutte le persone che partecipano e si impegnano per rendere migliore questa zona della città.
Ci presentiamo all’appuntamento di oggi con un documento di 15 pagine, il “Patto di cittadinanza”, frutto del lavoro, della competenza e dell’impegno di tanti cittadini. Un documento che mi auguro abbiano letto attentamente i nostri Consiglieri Comunali.
Un documento importante che proverò a riassumere in questi pochissimi minuti, sebbene tante delle proposte avanzate siano già circolate nel vivace dibattito di questi mesi sul futuro del Centro Storico. Vogliamo parlare di contenuti. Vogliamo condividere con chi ci ascolta qui o ci segue da casa la nostra idea di Centro Storico.
Ci dissociamo da qualunque contrapposizione che vuole i residenti opposti ai commercianti sul traffico, gli studenti ai residenti sulla vita notturna e così via… Pensiamo infatti che il Centro Storico possa essere pensato come un bene di tutti i cittadini solo se è partecipato, abitato, ricco di iniziative culturali e sociali; se è in grado di prendersi cura del patrimonio artistico e del paesaggio; se è in grado di dare lavoro e assicurare reddito.
Rifiutiamo qualunque discussione fondata su slogan o stupide contrapposizioni. Tuttavia dobbiamo ammettere che le passate Amministrazioni hanno fatto danni. Se oggi (speriamo!) cominciamo con anni di ritardo una discussione complessiva sul centro storico è perché le ultime amministrazioni hanno sempre preso decisioni a metà, incapaci di pensare in maniera organica e partecipata, di elaborare proposte intelligenti. Non è un caso che ci sia voluto un direttore artistico milanese per abbattere i costi dello Sferisterio o pensare iniziative meritorie come la Notte dell’Opera.
I problemi attuali, che sono sotto gli occhi di tutti e che nessuno ha ormai più il coraggio di negare, vengono da lontano e sono figli di scelte scriteriate anche in altri ambiti: la politica urbanistica degli ultimi decenni ha infatti privilegiato nuove edificazioni residenziali e commerciali che hanno disperso il tessuto cittadino e fatto un favore ai soliti noti costruttori.
Pensare il centro storico come un bene comune è possibile solo con una visione olistica e integrata dell’intera città: una parte all’interno di un tessuto urbano vasto, capace di rispondere ai problemi e (perchè no?) ai sogni dei cittadini in ogni quartiere in maniera differente e adeguata.
Ecco perché la nostra idea di centro storico si articola sotto il nome di “Patto di cittadinanza”: perché vuole rispondere ai bisogni e desideri di tutti i cittadini maceratesi, sia che vivano nel centro sia che vogliano attraversarlo per divertirsi, consumare, studiare, lavorare. Recuperare il centro storico significa anche allargare la cittadinanza di questa città: recuperare un quartiere vuol dire allargare le possibilità per tutti.
Quali sono le nostre proposte?
Partiamo dalla convinzione che un centro è un luogo vitale se ci si abita bene, se si ha voglia di venirci, se ci sono interessi, servizi, iniziative, bellezze. Se è possibile arrivarci con facilità.
1. PARTECIPAZIONE: chiediamo che venga definito immediatamente un luogo permanente dove coinvolgere la cittadinanza attiva nelle decisioni sul Centro Storico. Un organo che abbia parere consultivo obbligatorio.

2. VOGLIAMO INTERVENTI SULLA RESIDENZIALITA’: troppe abitazioni sono sfitte o in pessime condizioni, con la conseguenza che famiglie e giovani coppie cercano casa altrove e gli studenti si ritrovano a vivere in condizioni disagevoli a prezzi sproporzionati. Tramite scelte politiche volte al risparmio energetico e alla riduzione delle emissioni vogliamo incentivi alla ristrutturazione degli immobili e affitti a prezzi calmierati, tramite sgravi fiscali. Prendiamo il caso anziani: molti hanno appartamenti grandi ma fatiscenti che potrebbero essere risistemati anche al fine di affittarne una parte.
3. GLI SPAZI: il discorso fatto per le abitazioni vale anche per gli stabili atti a uso commerciale e culturale. Troppi spazi pubblici e privati risultano abbandonati. Ne elenchiamo alcuni: il Cinema Corso, l’Ex Upim, l’Ex Oviesse, la rotonda dei Giardini Diaz, il Giardino di via Illuminati (nel quale abbiamo fatto una significativa iniziativa a febbraio) e poi molti altri piccoli locali. Il complesso immobiliare, sia esso pubblico o privato, è patrimonio di tutta la cittadinanza: un cinema chiuso significa impossibilità per i cittadini di fruire della cultura. Vogliamo un censimento degli stabili non utilizzati al fine di recuperarli a uso culturale, sociale, commerciale e ricreativo. Vogliamo una razionalizzazione e riqualificazione dei mercati, così come il recupero in collaborazione con l’Università del Giardino di via Illuminati, da restituire come parco alla cittadinanza.

4. CULTURA: iniziative come Unifestival, Festa dell’Europa, Notte dell’Opera hanno dimostrato che quando si organizzano iniziative la cittadinanza risponde e Macerata diventa riferimento culturale per la provincia intera. Vogliamo che l’organizzazione delle iniziative culturali commerciali e ricreative sia coordinata e partecipata, così da distribuirla durante tutto l’anno. Così come proponiamo di definire un Piano di comunicazione integrata, capace di far arrivare a chiunque le notizie e iniziative della città. Inoltre, proponiamo una gestione partecipata del Cinema Italia, al fine di valorizzarlo e renderne strategico l’utilizzo.

5. MIGLIORARE IL DECORO URBANO: abbiamo accennato alla possibilità di risparmiare risorse attraverso l’illuminazione a basso consumo energetico. Chiediamo anche di ottimizzare la gestione dei rifiuti e il rifecimento della segnaletica e della pavimentazione.

6. MOBILITA’, ACCESSIBILITA’ E PEDONALIZZAZIONE: questo tema indica la direzione dell’agire complessivo. Abbiamo elaborato un piano complessivo che potete trovare nel documento “Patto di cittadinanza”, per cui qui citiamo solo alcune piccole cose, che molti dimenticano o fingono di non vedere: la pedonalizzazione del Centro Storico è legata all’utilizzo dei parcheggi, che ora sono in parte vuoti. Proponiamo di aprire parcheggi e ascensori nel weekend e dopo cena, e il Comune deve intercedere anche con i proprietari dei parcheggi privati, regalati con disinvoltura. Utilizzare a pieno i parcheggi è quindi fondamentale.
Per rendere possibile l’accesso breve in centro, proponiamo di rendere gratuita la sosta in via Armaroli la prima mezz’ora, così chi deve fare una commissione può venire, prendere il ticket, fare la commissione, e dopo mezz’ora restituire il ticket gratuitamente. Proponiamo di rendere gratuita la sosta lungo le mura dalle 19.00 e non più dalle 20.00. La pedonalizzazione sarebbe cosi ulteriormente valorizzata con la definizione di una navetta che conduca in P.zza della Libertà e di una linea bus circolare ad alta frequenza di collegamento tra i parcheggi e il centro.
Come potete facilmente capire, vi sono molte proposte a costo zero che si possono attuare immediatamente. Altre necessitano di una visione d’insieme che diventi progetto di medio periodo, che tenga insieme il rilancio culturale con l’accessibilità al centro, l’investimento nel trasporto pubblico, una riforma dei parcheggi e la progressiva pedonalizzazione.
Solo lavorando ad una visione d’insieme possiamo arrestare la crisi del Centro Storico e di questa città. Altrimenti, sarà il declino definitivo. Scapperanno i commercianti ed emigreranno i giovani, si trasferiranno i residenti e ci eviteranno gli universitari.
Noi stiamo facendo la nostra parte con impegno, idee e competenze. E crediamo che se siamo qui a discutere pubblicamente il merito sia anche nostro.
Il futuro del Centro Storico e della città è nelle nostre mani.
Con intelligenza, prendiamocene cura.
Grazie.

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