Quale centro storico? Sinistra Ecologia Libertà chiede la pedonalizzazione, migliore trasporto pubblico e valorizzazione del ParkSì

Sinistra Ecologia Libertà si esprime sulla questione centro storico. Lo fa tramite il documento (pubblicato di seguito) che Maria Teresa Carloni e Lorenzo Marconi hanno scritto per conto del circolo cittadino.

Parcheggi (Garibaldi e Sferisterio) aperti tutto il giorno con sosta gratuita di notte e ascensori di collegamento funzionanti 24 su 24.

Bene!

Un modo per permettere a tutte le persone che vogliono venire in Centro per assistere all’“estate” maceratese o semplicemente per godere delle sue bellezze di farlo più agevolmente.

Un buon inizio che speriamo annunci l’avvio di un piano organico d’intervento che si ponga l’obiettivo di ottenere in tempi brevi un significativo alleggerimento della pressione veicolare su un Centro che, è più che evidente, non riesce a sopportarla, basta vedere il degrado delle strade, buche ed avvallamenti, con auto parcheggiate ovunque.

È ora

  • di pedonalizzare il Centro, di trovare un accordo con il gestore del parcheggio di via Armaroli perché faccia come l’APM e renda fruibile l’ascensore anche di notte e perché si possa parcheggiare gratis la prima mezz’ora per poi graduare il costo in base al tempo di sosta
  • di prevedere la sosta gratuita lungo le mura urbiche dalle ore 19 invece che dalle 20,
  • di utilizzare i due autobus nuovi, di cui ha parlato l’APM come navetta di collegamento tra i parcheggi più lontani e il Centro con cadenze non superiori ai 10-15 minuti,
  • di rivedere i criteri per i permessi brevi di accesso, limitando e controllando il tempo di sosta che non deve superare le due ore, la sosta deve avvenire esclusivamente negli appositi spazi.

Perché dopo tanti anni di inerzia della proprietà non chiedere al gestore del ParkSi di individuare modalità per valorizzare quella struttura?

Sono misure che, fra l’altro, supportano i commercianti che scontano una crisi che dipende dall’espansione sconsiderata dei centri commerciali che uccidono il commercio di prossimità.

È sempre più chiaro, infatti, che sono le scelte di chi ritiene di poter guadagnare montagne di soldi con
la grande distribuzione invece di investire risorse in servizi ed attività produttive che generano la crisi e producono disoccupazione e miseria , non certo la “chiusura” alle auto del Centro storico.

Tutto questo può essere fatto subito o al massimo entro l’anno e finalmente Piazza della Libertà potrà ripresentarsi in tutta la sua bellezza ed unicità (una delle poche piazze in salita) avvalendosi anche di un arredo urbano di cui da anni si è persa traccia.

Non è più rinviabile la presentazione da parte dell’Amministrazione comunale di un piano complessivo per il centro che individui fasi ed obiettivi precisi anche nel tempo di realizzazione, che incominci a delineare una politica per l’incentivazione della residenza, che faciliti le ristrutturazioni, che promuova servizi innovativi, che coinvolgano e si rivolgano agli anziani, che attivino convenzioni con i negozi, che favorisca l’insediamento di attività artigianali e di piccola manutenzione, che promuova la sosta dei residenti nei parcheggi coperti.

È importante conoscere quanti immobili di proprietà pubblica ci sono e se sono utilizzati, avviare un piano di utilizzo di quelli sottoutilizzati : per es. destinarli ad attività culturali, sociali, di volontariato, artigianali, espositive, alla creazione di spazi per l’utenza scolastica ed universitaria sia di tipo ludico-culturale che di studio.

Occorre disincentivare in modo significativo la non utilizzazione di immobili privati e calmierare gli affitti delle attività commerciali e degli appartamenti degli studenti.

Il centro, come ogni luogo, è vivo se ci sono cittadini che vi abitano, studenti che vi studiano, cittadini e turisti che vengono per le iniziative culturali, ricreative, commerciali o semplicemente per godere delle bellezze architettoniche, storiche ed artistiche.

Non partiamo da zero soprattutto per quanto attiene le numerose e pregevoli iniziative culturali, ricreative e commerciali che già ci sono e che vanno sempre più qualificate ed istituzionalizzate per farne un appuntamento fisso come già avviene per Musicultura, la stagione lirica, Macerata Racconta, Libriamoci e le innumerevoli altre iniziative capaci di estendere l’attrattiva ben al di là del territorio cittadino e provinciale, oltre alle eccellenze di carattere nazionale.

Proporre una politica complessiva per il Centro storico, proporre una visione del vivere che stimoli l’incontro, la socialità, un po’ di lentezza non è solo una politica parziale per i pochi (sempre meno) residenti ma valorizzare al massimo uno spazio irrIpetibile carico di storia e di cultura, il solo in grado di essere tutta la città, un luogo in cui sperimentare la condivisione collettiva, un modo di stare insieme che abbia come collante non il consumo, ma la gratuità, lo scambio.

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