Un successo la partecipazione dei ragazzi del GUS dai Mondiali Antirazzisti 2013

“Un milione di bambini in Italia subiscono, anche nello sport, discriminazioni e non hanno diritto al gioco”. Parte da qui la riflessione della ministra all’integrazione Cécile Kyenge Kashetu, intervenuta al dibattito “Sport  di cittadinanza, cittadinanza sportiva” che si è svolto nel parco di Bosco Albergati a Castelfranco Emilia (Mo) – alla presenza di oltre 200 persone –  all’interno dei Mondiali Antirazzisti, la festa Uisp “Unione Italiana Sport per Tutti” che torna ogni luglio per combattere le discriminazioni attraverso sport, musica e cultura. “Il primo punto – ha affermato la ministra – è lo ius soli. E mai come oggi si è visto un paese mobilitato su un tema simile con così tanta attenzione. C’è un cammino da fare insieme per rispondere con linguaggio non violento a tutti i discorsi razzisti. Questo paese è pieno di buone pratiche, tiriamole fuori. Facciamo vedere che l’Italia è altro partendo anche dai Mondiali Antirazzisti, che sono un esempio d’integrazione attraverso lo sport“.

Anche Il GUS Gruppo Umana Solidarietà “G. Puletti”, attraverso una compagine esigua ma forte di operatori e giocatori, ha partecipato alla manifestazione. Calcisticamente parlando tante sorprese. I ragazzi, tutti beneficiari di progetti SPRAR (Sistema di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati) nelle varie sedi dell’associazione sparse a Jesi, Macerata e Grottammare, sono stati superlativi. Da soli hanno partorito una creatura dalla quale non ci si poteva aspettare di meglio. Sorriso, attitudine, coinvolgimento, voglia di vincere, spirito di partecipazione, frustrazione e solidarietà, di per sé bastano per sentirci soddisfatti.

Chi si è tenuto aggiornato sa come è andata (usciti ai quarti di finale, 4 a 3 ai rigori, ndr). Bisogna sapere che il Mondiale Antirazzista è pensato così: per evitare che la passione si accenda eccessivamente, dai quarti alla finale si decide tutto dal dischetto. Allora è successo che, manco il tempo di salutarli, che gli avversari ci hanno ipnotizzati. Gli attimi subito dopo i fatali rigori, è stata GIOIA a 360°. Abbracci, foto, pagelle, video…rimarranno nella mente, indelebili.

Per il resto la manifestazione si è rivelata un vero è proprio calderone di facce ed emozioni.
Ci sono tanti teams formati da richiedenti asilo, ragazzi fortissimi e bravissimi che avrebbero tanta voglia di dare il loro meglio in mezzo al campo, ma non possono durante l’anno perché la Lega glielo vieta per improbabili ragioni burocratiche; abbiamo avuto il piacere di ascoltare le parole del figlio di uno dei fratelli Cervi, Adelmo, intervenire al concerto dei 99 Posse; si ricordano le cene sotto il mega tendone allietate perennemente dai cori dei ragazzi tedeschi, a qualsiasi ora sommersi da fiumi di birra; o anche le tende, i camper e le docce all’aperto.
Quel che è certo che quanto descritto apporta un’idea di SPORT capace di sovrastare quell’onda razzista e sessista che sommerge il mondo di oggi corrotto e malato che ci vuole sempre più uno contro l’altro e non al fianco, uniti a lottare affinché il bene di tutti venga prima del proprio.

Complimenti vanno fatti all’UISP e ai tanti volontari per tutto ciò che hanno messo in piedi e che rischia di non rifarsi per mancanza di fondi. A tutti coloro che hanno portato la propria bicicletta percorrendo lunghe distanze. A tutti coloro che per poco stavano facendo goal da centrocampo al volo. A tutti quegli ottomila che sono accorsi, liberi nella mente e un po’ LIBERI NANTES, ovvero vincitori della competizione.

Perché un altro mondo è possibile e un altro torneo è possibile.

I MONDIALI ANTIRAZZISTI sono e resteranno NOSTRI. W LO SPORT, LA MESCOLANZA E L’INTEGRAZIONE.

 

 

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