Ficana diventa terra di semina culturale e sociale

Si è chiuso poche settimane fa il concorso di idee Villa Ficana: proposte progettuali per lo svolgimento di iniziative culturali negli spazi della villa Ficana, proposto dall’assessorato alla cultura di Macerata. Un passo decisivo nel recupero di un’area abbandonata per anni, che dal 2005 ha potuto essere riqualificata con l’utilizzo di finanziamenti comunitari e che adesso può essere rilanciata a pieno grazie ai 4 progetti delle 17 associazioni che hanno partecipato al concorso [1].

Un progetto estremamente interessante, sbloccatosi anche grazie alla pressione del mondo associativo consapevole dell’esistenza di nove case ristrutturate e agibili, cui mancava la destinazione d’uso; situate nel borgo storico di Ficana (dietro Santa Croce), che si compone di una cinquantina di case a schiera, la cui peculiarità è di presentare numerosi setti portanti realizzati in terra cruda. “E’ questo uno dei pochi esempi giunti fino ad oggi dei borghi di braccianti che sorsero nella seconda metà del XIX secolo non lontano dai centri urbani” ci racconta in esclusiva Alessandro Battoni, responsabile della Onlus Gruca, tra i principali promotori dell’iniziativa. Proprio questa associazione, in collaborazione con Amanuartes, Oz, Legambiente, Città della Terra Cruda, Forza di Sci e Fabulae Noctis, gestirà le case a uso foresteria, che potranno ospitare gratuitamente ospiti per gli eventi culturali e sociali della città, ma anche volontari stranieri nella cornice del programma europeo “Youth in Action”.

Questo weekend, per dare inizio ai progetti, il borgo è stato quindi inaugurato con la seconda edizione del Piccolo festival di sensibilità urbana, organizzato da Gruca: per tre  giorni le piccole casette di Ficana hanno ospitato mostre e laboratori di antichi mestieri e artigianato, dalle tessiture alle ceramiche, passando per le manifatture dei cestai e per l’esposizione di peperoncini ed erbe aromatiche. Molto interessante anche la sezione dedicata alla storia del borgo: le foto d’epoca e i documenti esposti ne ripercorrono le vicissitudini. 

Villa Ficana rappresenta un modello completamente nuovo di gestione delle strutture pubbliche della città, in quanto risponde all’assenza di fondi da investire con un surplus di partecipazione e coinvolgimento delle realtà associative del territorio, che mettendosi in rete possono recuperare uno spazio all’uso e alla proprietà comune. Anzi, riapre la questione, già denunciata dai movimenti del Coordinamento per il centro storico [2], di recuperare gli spazi abbandonati e riqualificarli dandoli in gestione condivisa ai cittadini… E qualcuno già chiede informazioni sull’Ex Mattatoio, altra struttura semi-abbandonata di cui si parla da anni, invano.

Ma è davvero tutto rose e fiori? Qualche perplessità ha destato l’uscita del bando in piena estate (8 luglio) con scadenza il 5 agosto, ma come segnala Alessandro Battoni, “il progetto è un work in progress, non essendoci fondi da utilizzare e lasciando tutto nelle mani dell’autofinanziamento delle associazioni è garantita la libertà di modificar

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