Settembre di eventi “accoglienti” in città

Con la complicità di serate ancora gradevoli, è bello passeggiare per le vie del centro quando sono così vive, piene di gente e di cose da vedere.
I primi quindici giorni di settembre, infatti, hanno ospitato Artemigrante e Macerata Ospitale, due tra le rassegne più longeve, che da diversi anni fanno tappa nel maceratese.

Artemigrante , fra i pochi del suo genere, è un festival dedicato all’arte di strada e al circo contemporaneo: organizzato dall’associazione I Benandanti, accende un faro sull’arte circense, spesso del tutto ignorato o comunque malamente inteso: nessun animale maltrattato, figurarsi, ma grandi giocolieri, mimi, attori, funamboli e clown. Fil rouge della manifestazione l’assenza quasi totale di sovrastrutture e accessori stabili: un tendone o un angolino riservato, assieme ad una valigia contenente il necessaire, sono gli unici ingredienti che, uniti al talento degli artisti, danno vita allo spettacolo.
I due chapiteau, i tradizionali tendoni da circo, sono stati per quattro giorni l’anima pulsante della manifestazione: il primo, in piazza della Libertà, ha visto le esibizioni di oltre  80 compagnie di artisti; il secondo, ai Giardini Diaz, ha ospitato invece AfterMigrante, un animato dopofestival per far festa e conoscere gli artisti dalla mezzanotte all’alba, unendo la voglia di divertirsi alle necessità dei sonnacchiosi abitanti del centro storico grazie ad una sede appena più dislocata.

La festa continua con la rassegna Macerata Ospitale, festival che, giunto alla sua quarta edizione, celebra la cultura e ciò che ci gira attorno, riempiendo gli spazi cittadini di incontri dedicati alla letteratura, arte, filosofia, fotografia, musica e teatro. Per la prima volta, poi, l’ospitalità non è tutta per Macerata, ma è stata allargata anche ai comuni vicini come Civitanova, Recanati, Tolentino e Penna San Giovanni.  Dal 6 al 29 settembre, un ricco parterre di ospiti e incontri saranno ospitati, appunto, in prestigiose sedi cittadine come auditorium, biblioteche e teatri.

Arte e cultura che vengono ospitati, mentre nel primo festival, Artemigrante, migrano. Migrare e ospitare: due termini che, in altri contesti, raccontano di storie di viaggio, di fughe, di speranza per una nuova vita. Storie che, spesso, parlano di diritti negati, marginalità, discriminazione e criminalità, sulle quali a breve, passato stallo estivo, i media torneranno a mettere l’accento, più o meno dignitosamente.
Ci auguriamo che due festival del genere rappresentino davvero una strada ed un auspicio per rendere Macerata accogliente per tutti (per natura, come dice lo spot delle Marche, e per vocazione), non solo per i turisti ma anche per coloro che ci vivono, maceratesi, studenti, gente di passaggio: quando tutti saranno coinvolti dalle feste di piazza e potranno godere degli intrattenimenti, sarà un bel passo di civiltà.

Comments

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *