Elettrodotto Fano-Teramo, capitolo finale.

Forse non tutti sanno com’è andata a finire la “telenovela” che ha caratterizzato il dibattito ambientale (e non solo) degli ultimi due anni nella nostra Regione. Stiamo parlando dell’Elettrodotto Fano-Teramo, progettato dalla Terna S.p.A. Ripercorriamo allora insieme, le tappe di questa vicenda, che nel bene o nel male ha interessato gran parte delle Marche, ivi compresa quindi, la Provincia di  Macerata, con ben 12 comuni coinvolti nel progetto.

Le Tappe:

L’inizio:

  • Il progetto venne approvato dalla Regione Marche e da Terna nel 2007, come illustrato nella delibera della Giunta numero 689 del 25 Giugno 2007. Si chiedeva al gestore di fornire una valutazione d’impatto ambientale e di monitorare l’effetto dell’eventuale elettromagnetismo sul territorio. E’ stato fatto, ma i danni calcolati non sfioravano decisamente la realtà delle cose, né tenevano conto della salute dei cittadini stessi e nemmeno della natura circostante. L’attività implicava una concertazione delle scelte con gli enti locali per la localizzazione e costruzione delle strutture, da tradurre in accordi di programma. La Regione ha dato seguito agli impegni, adottando la deliberazione della giunta n. 689 del 2007, contenente la declinazione della metodologia e dei criteri per la perimetrazione dei siti. Le determinazioni sono state quindi oggetto di tavoli di coordinamento provinciale con gli enti locali per cercare soluzioni condivise con la comunità.  Nel 2007 Terna e Regione Marche raggiunsero un accordo per la costruzione di un impianto da 380 kV che collegasse Fano a Teramo con la popolazione locale venuta a conoscenza del progetto grazie all’attivismo degli oppositori che hanno denunciato il silenzio di alcuni amministratori.  Gli obiettivi dell’opera, così come confermato dal progetto stilato dalla Terna S.p.a, contemplavano, l’aumento della magliatura della rete a 380 kV, il miglioramento della sicurezza e la continuità di alimentazione del carico elettrico della Regione Marche. Noi avevamo seguito la vicenda con questi articoli: http://www.vialiberamc.it/2013/04/10/elettrodotto-terna-a-che-punto-siamo/ ,
    http://www.vialiberamc.it/2013/05/25/lettera-aperta-ai-parlamentari-eletti-nelle-marche/

Lo Sviluppo:

L’opposizione nei confronti di quest’opera è  stata subito forte e netta ed ha visto l’interessamento anche di politici locali impegnati almeno a“modificare” quanto emerso dai tavoli tecnici istituiti da Terna con Marche, Abruzzo e provincia di Teramo dal 2008 al 2010. Iniziano così nel 2011 e continueranno per tutto il 2012, incontri, riunioni, dibattiti, da parte soprattutto dei comitati che via via si son venuti costituendo, per opporsi al progetto. In tutte le province, sotto il coordinamento del Comitato No Elettrodotto, si svolgono a tappe, incontri coi cittadini e con i politici, per sensibilizzare soprattutto quei territori interessati direttamente. Si instaurano proteste, marce simboliche e si avviano richieste esplicite agli organi politici competenti, in primis la Regione Marche;

L’Epilogo:

Lo scorso 9 luglio, a riguardo, il presidente Spacca dichiarava alla stampa locale, qual’era la decisione quasi obbligata, che la Giunta Regionale si è trovata a prendere: “Non sarà possibile concludere l’accordo di programma con il gruppo Terna spa per la realizzazione delle infrastrutture per la nuova linea elettrica Fano-Teramo da 380 KV. La motivazione del diniego è stata oggi oggetto di una comunicazione del presidente della giunta regionale delle Marche, Gian Mario Spacca che, sulla base del dissenso manifestato dagli enti  locali interessati dall’ubicazione degli impianti nei loro territori, ha informato i colleghi di giunta della necessità di  chiudere il procedimento avviato sei anni fa. Ora gli enti locali dovranno essere convocati per esprimere ufficialmente il loro dissenso per poi formalizzare gli atti di competenza della Regione”.

Riportiamo, infine, il commento tratto dal sito www.noelettrodotto.it, dei Comitati oppositori al Progetto.

Esprimiamo soddisfazione per tale pronunciamento, frutto della azione responsabile e sinergica di tanti cittadini (perché dimenticati nel comunicato emanato dalla regione?) e dell’efficace cooinvolgimento che hanno saputo operare nei confronti di esponenti politici e soprattutto dei propri amministratori locali. A maggior ragione proseguiamo nella richiesta di revoca della DGRM 689/2007 istitutiva del procedimento, quale consequenziale atto amministrativo che depauperi quanto avviato a suo tempo, in considerazione anche dei presupposti di illegittimità che gravano sulla procedura avviata dalla delibera in questione.”

Vittoria? Per ora sembrerebbe di sì, ma i comitati  sono sempre sull’attenti, quando di mezzo ci sono interessi multipli. Difatti essi esprimono soddisfazione per il risultato raggiunto, affinché eventi di questo genere non si ripetano più. Nello stesso momento però, si stanno già mobilitando  da questo mese (Settembre), per il ritiro del DGRM 689/2007, che potrebbe far ricominciare tutto da capo, inserendo l’iter procedurale nel corretto percorso normativo. Con gratitudine per l’impegno con cui hanno portato avanti le proteste, elenchiamo di seguito i comitati marchigiani protagonisti del fronte duro “No Elettrodotto Fano-Teramo”:

  • Comitato Territorio Sostenibile (AN)
  • Comitato Territorio Attivo (PU)
  • Comitato S’Amico Morro d’Alba (AN)
  • Comitato per la Salvaguardia di Belforte (Mc)
  • Comitato i Lupi dei Sibillini (MC)
  • Comitato Alta Val Fiastrella (MC)
  • Comitato Intercomunale Territorio Attivo Provincia di Macerata (MC)
  • Comitato Alta Val Tenna (FM e AP)
  • Comitato No Ele.Fan.Te – San Ginesio (MC)
  • Comitato spontaneo no elettrodotto Cingoli
  • Comitati in Rete

Marco Squarcia

                                                                                                                                                                                                                                                       Via Libera MC

Comments

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *