La passione per le arti: La Bottega di Hamlin

Nata nel Novembre del 2011, La Bottega di Hamlin (http://www.labottegadihamlin.it/) è uno stimolante spazio online in cui si incrociano musica, letteratura e cinema. Un webzine che, seppur molto giovane, ha già raggiunto la maggiore età, grazie alla passione e alla volontà del gruppo di giovani maceratesi che la animano. Infatti, la Bottega ha organizzato l’Hamlin Fest – festa che vuole dare voce alla musica indipendente italiana e che si svolgerà il 22/23 Maggio a Macerata ed il 24/25 dello stesso mese a San Ginesio – uscendo, così, dalla rete per rendere molto più tangibile la propria attività. Un festa che, intanto,  sta già muovendo i primi passi e sta offrendo una serie di eventi molto importanti, in questo scorcio di autunno.

Così come scritto nel loro sito (http://www.labottegadihamlin.it/news/5571-hamlin-fest-il-cartellone-e-la-raccolta-fondi-su-musicraiser.html), lo scopo del Festival sarà quello di unire qualità, novità e trasversalità della proposta musicale odierna, una proposta che non vuole rimanere confinata all’interno di uno steccato autoimposto ma aprirsi ai contribuiti del territorio. Di questo e di altro ne parliamo con il presidente dell’associazione La bottega di Hamlin, Marco Loprete 

1) Ciao Marco. Innanzitutto ti ringraziamo per questa intervista che ci concedi e, per prima cosa, vorrei farti una domanda “genealogica”: come è nata la Bottega di Hamlin? Cosa ti ha spinto nel 2011 ad organizzare uno spazio di questo genere?

Ciao Giorgio, e grazie a voi per questo spazio. Anzitutto, la passione. Da sempre sono un appassionato di musica, cinema e libri, e soprattutto mi è sempre piaciuto scriverne. Prima di creare La Bottega di Hamlin collaboravo con un’altra webzine, Kathodik (www.kathodik.it), e in seguito ho scritto anche per Ondarock, dunque mi ha sempre molto interessato “riflettere” sui miei ascolti, le mie letture e i film che vedevo al cinema. Ad un tratto, però, ho pensato: perché non raccogliere in un unico portale tutto quello che ho prodotto su questi argomenti? E da lì è nata la prima versione della Bottega, che era però molto amatoriale, un gioco. Dal gennaio di quest’anno è diventata una realtà più professionale, con i contributi di svariati redattori e, soprattutto, un investimento costante per far crescere il progetto sempre di più.

2) Sul vostro sito ospitare recensioni di testi, di album musicali e di film, ma anche di molto altro. Una molteplicità di aspetti che, ovviamente, devono essere sorretti da un certo modo di intendere e vivere le arti. Quale è quello di Hamlin?

Ci interessa parlare di musica, cinema e libri in modo non accademico ma neppure superficiale. “Professionale” è la parola chiave. Per me e gli altri redattori che scrivono sulla Bottega, musica, cinema e libri sono, da un lato, tre espressioni artistiche da godere come appassionati, e dall’altro tre prodotti culturali da affrontare in maniera “seria”, cogliendone anche le interconnessioni reciproche e i legami con il clima sociale, politico, culturale circostante. Ci interessa guardare al presente della cultura “alta” e “pop”, senza steccati, e cercare di decifrare quello che sarà il futuro. Stare al passo con i tempi senza farci prendere dalla nostalgia, da questo ritorno al passato che oggi blocca un po’ tutti i campi della nostra vita (il “vintage”, per esempio), senza essere ossessionati dalle mode, e anzi affrontandole in maniera anche critica. Soprattutto, vogliamo “sporcarci” le mani, non starcene semplicemente in cattedra, a scrivere “questo è bello, questo è brutto” o a dar voti, ma fare concretamente: ed è qui che è nato il progetto dell’Hamlin Fest.

3) Nel nostro articolo abbiamo accennato all’Hamiln Fest di Maggio ma sappiamo che in questi giorni c’è un ricco cartellone di eventi, sempre legato alla festa. Puoi dirci più in dettaglio di cosa si tratta?

Si tratta di una prima propaggine del festival, un mini-cartellone di sei eventi tra dj-set, degustazioni, presentazioni e, ovviamente, musica live. I prossimi appuntamenti sono giovedì 24 ottobre, con un dj set da Kitchen Art, a Macerata, con i due birrifici artigianali partner del festival (Il Mastio e MC77), il concerto dei Giardini di Mirò del 9 novembre all’Auditorium Sant’Agostino di San Ginesio, quello dei Sunday Morning alla SOMS di Corridonia il 16 novembre, e per finire il reading di Emidio Clementi dei Massimo Volume del 24 novembre, di nuovo all’Auditorium di San Ginesio. Ho detto “per finire”, ma non è vero: ci sarà una sorpresa in conclusione di raccolta fondi… Da febbraio, la programmazione riprenderà per poi approdare “naturalmente” agli eventi di maggio.

4) Una domanda che mi sono fatto guardando le vostre attività: in questi tempi di crisi, come sappiamo, non sempre è facile accedere a dei finanziamenti, figurarsi poi per organizzare eventi di musica alternativa. Voi come riuscite a fare tutto questo?

Ricaviamo qualcosa dalla vendita del merchandising ufficiale della Bottega di Hamlin, e poi ovviamente c’è il supporto dei comuni di Macerata e San Ginesio in termini di logistica. In generale, puntiamo sul coinvolgimento di artisti interessati ad un progetto culturale più che al proprio cachet; insomma, cerchiamo di ottimizzare le entrate e ridurre al minimo i costi e le spese. Non è facile per niente, ma finora ci siamo riusciti e contiamo di farcela anche nelle prossime tappe. L’idea della raccolta fondi nasce anche dal fatto di non disporre di grossi budget, ovviamente: per questo, darci una mano è importante (e si può farlo tramite Musicraiser all’indirizzo http://musicraiser.com/projects/1624-hamlin-fest, ndr).

5) Hai parlato del Hamlin Fest come fosse un progetto “Open Source”, in grado di far entrare in sinergia positiva i vari attori presenti nel territorio. Puoi spiegarci meglio cosa significa questa apertura ed in che modo la state realizzando?

Ci piace l’idea di un festival aperto a contributi diversi, in cui ciascuno dei partecipanti (dagli enti patrocinatori ai ragazzi che poi il festival lo vedranno effettivamente a vedere) porti un po’ di sé. Intorno al progetto abbiamo creato una rete con una decina di soggetti tra enti pubblici, negozi, imprese, media, associazioni, e ciascuno di questi fornirà un contributo al festival, in termini di spazi o strutture (vedi i Comuni, per esempio), o dell’organizzazione di eventi veri e propri. Per quanto riguarda i cittadini, ovvero coloro i quali effettivamente il festival lo vivranno da utenti, abbiamo attivato la raccolta fondi anche per offrire l’opportunità di “costruire” l’Hamlin Fest assieme: non a caso, non ci limitiamo a chiedere solo soldi, in cambio doniamo anche ricompense come il poster ufficiale della rassegna, la compilation ufficiale e persino una menzione nei titoli di coda del documentario sul festival. Nei prossimi mesi, lanceremo inoltre dei bandi che coinvolgeranno ancor più direttamente chiunque voglia partecipare con le proprie forze e le proprie idee all’Hamlin Fest.

6) Infine, un’ultima domanda. Quali sono i propositi per il futuro della vostra associazione, oltre, ovviamente, alla festa di Maggio?

In primis, ora c’è il festival: vogliamo organizzare una rassegna di qualità, gestirla in modo professionale, e soprattutto lavorare sin da subito per consolidarla e trasformarla in un appuntamento stabile. Certo, La Bottega di Hamlin non esaurirà qui le sue iniziative: anzi, nei prossimi mesi sentirete parecchio parlare di noi!

Comments

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *