Grande successo della iniziativa del 3 novembre: “il cuore di Macerata batte ancora”

Ciclicamente dedichiamo articoli di analisi e approfondimento sulla questione del centro storico, partendo dalle lotte e dall’impegno che decine di cittadini dedicano nel Coordinamento per il Centro Storico, rete di associazioni e comitati che chiedono una nuova politica a partire dalla parte storica della città. Un’esperienza che coinvolge anche alcuni di noi direttamente, e che riteniamo sia una (se non LA) questione centrale nella città di Macerata, il punto di snodo di una serie di temi che abitano tutte le contraddizioni di questa città che tanto bella potrebbe essere, che invece attraversa un declino apparentemente inesorabile.

In questo quadro, impressiona lo splendido successo dell’iniziativa Il cuore di Macerata batte ancora di domenica pomeriggio: in una giornata in cui “il centro storico è stato invaso da centinaia di visitatori, dimostrando ancora una volta di poter essere un vivace contenitore di attrazioni culturali e commerciali, spicca l’appuntamento che il Coordinamento delle associazioni ha organizzato per accendere i riflettori sull’anima rinascimentale della città“, ci scrivono i cittadini del movimento. La professoressa Angela Montironi, studiosa della storia urbanistica di Macerata, ha affascinato ben più di cento partecipanti svelando i segni che il ‘500 ha lasciato su alcuni tra i palazzi più belli. “Al termine della visita il Coordinamento ha salutato i partecipanti con un brindisi pieno di speranza per il futuro della città, con la collaborazione del Forno di Matteo, di CaBarEt, dell’Osteria dei Fiori”. Interessante infatti il coinvolgimento di alcuni commercianti “illuminati”, che hanno riempito le pance dei tanti curiosi presenti sino all’arrivo al Cantiere Sociale.

Molto apprezzato l’intervento di Riccardo Picciafuoco, promotore della legge di iniziativa popolare regionale contro il consumo del territorio, così come ha colpito la mole di persone che ha sottoscritto il Patto per il Centro Storico, sostenendo la causa dei movimenti e rendendosi disponibile per rilanciare l’iniziativa.

Giornate come questa raccontano di una città che reagisce, che non accetta lo stato mortifero che abita la politica cittadina, che chiede (parecchi non hanno esitato a farlo presente) di tirar fuori il coraggio per presentare alle prossime elezioni comunali una lista di cittadinanza che faccia proprie queste istanze e lanci il guanto di sfida allo status quo. Non si può dire se quello di domenica sia stato un momento decisivo anche in questa direzione, sicuramente ha rappresentato un salto di qualità nella legittimazione politica di questo movimento sociale e politico di cittadini, le cui ragioni sono ormai poste sul tavolo della discussione maceratese.

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