Letteratura migrante al femminile: Scritture Irregolari al Sisma

La felice anomalia della letteratura migrante al femminile.

Dall’inizio degli anni Novanta soggetti meticci, nomadi, migranti hanno aperto nuovi orizzonti di senso nel settore delle lettere offrendo numerose prove di scrittura in una lingua italiana ibridata con ritmi esotici e modellata sui temi dell’integrazione o dello scambio transculturale. Scrittori per caso o per vocazione, i figli e le figlie dei flussi migratori che hanno investito la penisola stanno infondendo nuova linfa vitale alla letteratura nostrana, svecchiandone i connotati e attualizzandone i contenuti.


Il database BASILI (Banca dati degli Scrittori Immigrati in Lingua Italiana) contava nel 2011, tra gli autori che hanno frequentato il panorama della letteratura italiana contemporanea, un totale di 481 voci migranti di prima o seconda generazione. Un gruppo cospicuo di narratori e poeti provenienti da 93 diversi paesi all’interno del quale la presenza femminile è maggioritaria: 270 sono le scrittrici recensite, a fronte di 211 scrittori.

Convinti che questa felice anomalia, prodottasi in seno a una cultura ancora fortemente patriarcale e xenofoba, sia un fenomeno da approfondire e da valorizzare, abbiamo deciso di discuterne con un ciclo di iniziative durante il quale incontreremo alcune delle protagoniste del filone. Se sessismo e razzismo si intersecano e, vicendevolmente, si alimentano nel riferimento costante a una logica binaria che crea rigide distinzioni e, sistematicamente, discrimina sulla base dell’alterità rispetto al genere sessuale o all’etnia egemone, la letteratura può aprire spazi di azione e di autodeterminazione per categorie sociali messe a margine.

Il progetto Scritture irregolari nasce con l’intenzione di dare continuità alle attività svolte da Ambasciata dei Diritti e Csa Sisma, associazioni che da anni a Macerata offrono sostegno sociale e legale a migranti e rifugiati.

Il fine ultimo di questo ciclo di incontri, composto da singole presentazioni e dibattiti con scrittrici “migranti” nate in Italia da figli di migranti o giunte autonomamente nel nostro paese, è quello di tornare a parlare, in un periodo storico così complesso e problematico, di migrazione come di un fenomeno dalla densa valenza culturale. Storie di vita, di lotta e di emancipazione, le narrazioni delle autrici invitate, soprattutto se analizzate tenendo conto di una prospettiva di genere, sono esempio e ricchezza per le protagoniste e i protagonisti dei flussi migratori, oltre che un invito necessario all’apertura per i cittadini che accolgono sul territorio queste soggettività.

SABATO 23 NOVEMBRE
SCRITTURE IRREGOLARI
La felice anomalia della letteratura migrante al femminile


– ORE 18,00:

PRESENTAZIONE DEL PROGETTO
E INCONTRO CON LA SCRITTRICE GABRIELLA KURUVILLA

– ORE 20,30:
CENA SOCIALE con prodotti della Fattoria Sociale “GUS Urbisaglia”


Gabriella Kuruvilla è nata a Milano nel 1969 da una famiglia meticcia costituita da madre italiana e padre indiano. Scrittrice di testi narrativi, ma anche giornalista e pittrice, Gabriella ha all’attivo collaborazioni con il Corriere della Sera, Cosmopolitan e Internazionale, nonché diverse mostre di suoi dipinti in Italia e fuori.

Come autrice ha esordito nel 2001, pubblicando con l’alter-ego Viola Chandra il romanzo Media chiara e noccioline. In corrispondenza del 2005 due suoi racconti sono stati inclusi nell’antologia Pecore nere, assieme a quelli delle scrittrici Ingy Mubiayi, Igiaba Scego e Laila Wadia. Al 2008 risale la raccolta E’ la vita, dolcezza, edito da Baldini Castoldi, un compendio di storie minime di esistenze che hanno come sfondo il tema della faticosa transizione verso la multiculturalità. Del 2011 è il libro per bambini Questa non è una baby-sitter, mentre nel 2012 è uscito per Laterza Milano, Fin qui tutto bene. 
Nell’opera di Gabriella, scrittrice peraltro sempre attenta alla questione femminile,  i temi dell’integrazione e del rapporto con il “diverso” si intersecano con quelli della riflessione sulle spinte globalizzanti attive nei contesti urbani dell’Italia settentrionale.


Durante la serata presentazione del reportage fotografico:
Refugees: Stranded in Italy di Luca Toffolon – Collettivo Fotosocial 
Hai un volto se in tasca hai un documento”: un progetto fotografico rivolto agli italiani che descrive il cinico procedimento burocratico a cui i rifugiati sono sottoposti per ottenere un permesso di soggiorno.


Per informazioni e prenotazioni: 347/9683449info@csasisma.org

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