Officina Universitaria in campo nella giornata internazionale degli studenti

Dall’assemblea di Officina Universitaria. Riceviamo e pubblichiamo.

In occasione della giornata internazionale degli studenti, noi come Officina Universitaria abbiamo appeso uno striscione al Teatro Lauro Rossi con scritto “Nel rumore della retorica, la cultura è musica. Studiate un modo per farcela suonare.”
Abbiamo colto questa occasione per portare all’attenzione di tutta la cittadinanza maceratese il problema della mancanza di risorse sulla cultura. Abbiamo scritto volutamente “la cultura é musica” perché, secondo noi, cultura significa mettersi le cuffie e ascoltare una bella canzone, evadere per un attimo e ricaricare le forze, le energie.Ad oggi la situazione del Diritto allo Studio è questa: l’ultimo investimento è stato stanziato dal Governo Letta, 100 milioni destinati al Fondo Integrativo Statale, fondo che copre le borse di studio. Però non bastano, infatti quest’anno ci sarà un aumento di 25.000 studenti idonei non beneficiari, ossia studenti che dovrebbero ricevere la borsa di studio per diritto ma non la ottengono per un’inadempienza economica dello Stato.
La morale è che il 53% del finanziamento del Diritto allo Studio lo paghiamo noi studenti con la tassa regionale. Due facce della stessa medaglia insomma.
La situazione non migliora quando parliamo di trasporti o di mense: la media italiana per un abbonamento urbano si aggira intorno ai 200 euro, cifra molto gravosa per le tasche degli studenti. Per quanto riguarda le mense i numeri parlano chiaro: una mensa ogni 8.300 studenti. Questo non è un servizio, è una presa in giro.
Infine come viene accreditata l’Università? In parole parole, come riceve i fondi per il suo funzionamento?
Attraverso un meccanismo di autovalutazione e valutazione. Cosa significa? In altre parole noi studenti valutiamo i servizi, le strutture e tra le altre cose, la qualità della docenza della nostra Università che a sua volta viene valutata dall’ANVUR in base all’efficienza, alla sostenibilità economico-finanziaria delle attività e ai risultati conseguiti dalle singole università nell’ambito della didattica e della ricerca.
Il problema qual è? La logica del decreto che regola l’accreditamento delle Università, che si chiama AVA, è una logica punitiva per cui se rispetti determinati criteri sei finanziato e sopravvivi, se no addio. Una logica assolutamente sbagliata che porterà molte Università a ristrutturare la loro offerta didattica, spesso peggiorandola, e che porterà alla creazione di Università di serie A e Università di serie B.

Noi abbiamo ancora grande speranza che l’Italia possa cambiare e con questo gesto abbiamo cercato di coinvolgere tutta la cittadinanza e gli studenti maceratesi in questa lotta che portiamo avanti ogni giorno nelle Facoltà. Tutti insieme, a gran voce, dobbiamo chiedere a questo governo di cambiare strategia, ritornando a investire seriamente sulla Scuola e sull’Università.
E’ l’unico modo per uscire dal porto e navigare a gonfie vele.

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