Verso l’assemblea nazionale della Tavola della Pace

L’esperienza della Tavola della Pace trova le sue radici nell’insegnamento di Aldo Capitini, nella cultura e nella pratica della nonviolenza, quale strumento e metodo di lotta, di protesta e di soluzione contro le guerre. Ha rappresentato per molti anni il punto d’incontro, delle diverse culture, della societa italiana che si e data appuntamento, per camminare insieme, da Perugia ad Assisi, rinnovando il messaggio e l’impegno per la pace avviato da Aldo Capitini, con la prima Marcia del 1961.

Un impegno che trova il suo naturale riferimento culturale nell’impianto costituzionale della nostra repubblica, che riconosce la centralità del lavoro, il ripudio alla guerra, i diritti politici, civili, sociali ed economici senza discriminazione alcuna. Ed e grazie a questo “patto sociale” che la nostra comunita ha realizzato conquiste fondamentali per la crescita economica coniugata con distribuzione della ricchezza e la universalizzazione del diritto alla salute, all’educazione, alla pensione, alle liberta di associazione e di espressione. Diritti e doveri conquistati negli anni della ricostruzione e del cosiddetto boom economico, ma che nel tempo non siamo riusciti a consolidare ed a proteggere, rischiando così di dover consegnare alle generazioni future una societa in declino. Un declino misurabile sul piano economico e dell’occupazione, come su quello culturale e sociale, con la crescita delle poverta e dell’esclusione sociale, del degrado ambientale, della corruzione e dell’illegalita , passando, infine, dall’emancipazione all’emarginazione di ampi strati sociali.

Una crisi che viene da lontano e che non e congiunturale o di breve periodo, ma e di sistema e culturale, tale da imporre una profonda rilettura delle relazioni sociali e del modello di sviluppo presente, dalla dimensione locale a quella globale, superando i confini nazionali, per acquisire, finalmente e nella sua piena complessità , la dimensione Europea e quella della cittadinanza globale.

La posta in palio e chiaramente la convivenza pacifica, l’accesso ai diritti fondamentali, il benessere e benestare dell’intera umanità per le future generazioni. Non capire, non voler vedere, non voler affrontare questa sfida, significa entrare nel circolo vizioso della difesa delle proprie conquiste, in contrapposizione con le povertà e con le guerre degli altri.

La Tavola prende forma nel 1996, ad Assisi, quindi l’anno seguente si dota di un Direttivo, composto dal Sacro Convento di Assisi, da associazioni, sindacati ed Enti Locali. In tutti questi anni ha promosso i più importanti appuntamenti del movimento nonviolento e della pace italiano: la Marcia Perugia – Assisi, l’Onu dei Popoli, i Seminari di formazione, i viaggi in Palestina, le campagne per il Disarmo e contro il Nucleare, l’ONU dei Giovani, le mobilitazioni contro le guerre in Iraq, in Kosovo, in Afghanistan, ed altre ancora nei tanti territori, regioni, province, citta che hanno riprodotto in forma autonoma iniziative ed impegno.

Un’esperienza che, nel corso degli anni, ha coinvolto ogni strato sociale e ogni generazione della nostra società , seminando una proposta ed un modello culturale, politico e di società ideale, spesso scontratasi con la realtà delle scelte politiche e dei comportamenti sociali di opposta direzione e, a mo’ di autocritica, senza riuscire ad incidere profondamente, come desiderato, nei cambiamenti culturali, dalle pratiche quotidiane individuali e collettive, indispensabili per procedere nella direzione di una società più giusta, non più ideale ma vera, vissuta.

Ne consegue una riflessione: occorre fare di più . Che la crisi e culturale prima ancora che politica ed economica. Che tutti ne siamo coinvolti, movimento per la pace compreso. E che ognuno, inteso come individuo o soggetto organizzato, ha una propria responsabilità , in quanto portatore di diritti/doveri, impegnandosi e partecipando alla costruzione del cambiamento per il rilancio della nostra società.

Ed e per rispondere a questa sfida che il movimento per la pace si deve rinnovare attraverso una lettura critica ma costruttiva, con un orizzonte di futuro ideale, coerente con i valori ed i principi che si rifanno al sistema delle libertà e dei diritti umani universali, faticosamente costruito nel corso dell’ultimo secolo, non senza difficoltà e lotte. Un sistema che riconosce nell’universalità , indivisibilità , e inderogabilità di quel sistema la via maestra che ogni comunità e stato debbono seguire.

La proposta e quindi quella di lavorare insieme, in modo aperto, democratico, trasparente, a rete, concordando un minimo di regole per poter conoscere chi e come prendere le decisioni, trovando un equilibrio sui criteri di rappresentanza tra grandi e piccoli, affinché nessuno si possa sentire escluso, valorizzando e recuperando le realtà , le iniziative, le aggregazioni che già esistono e già operano, mettendole insieme, in rete.

L’invito è lanciato ed e rivolto a tutte le realtà che si riconoscono in questa riflessione e che vogliono contribuire al rilancio dell’azione della Tavola della Pace.

Partecipa all’Assemblea del 6-7 Dicembre 2013 che si terra a Perugia, presso il Palazzo della Provincia.

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