La finanziaria possibile

TINA. There is no alternative.

Quante volte, ancora oggi, ci viene ripetuto lo slogan coniato da Margaret Thatcher, per indicarci come non ci siano alternative alle politiche ed alle scelte che, ad ogni livello, vengono compiute?

Il risultato è un dibattito monco, dove le voci dissenzienti vengono derubricate al disfattismo di chi non avrebbe a cuore il destino dell’Italia.

È davvero così? Davvero non ci sono alternative a quello che, quotidianamente, viviamo? E davvero le voci fuori dal coro sono le voci di chi gioca allo sfascio?

In questi giorni il Parlamento sta analizzando la legge di stabilità. Votata dal Senato lo scorso 26 novembre, ora la discussione si è spostata alla Camera.

Non mancano, come sempre, le polemiche e le discussioni relative agli effetti che tale legge produrrà una volta che sarà approvata: basti citare la confusione che regna in materia di imposizione immobiliare comunale. Che ne sarà dell’IMU? E della TARES?

Come molto spesso è avvenuto negli ultimi tempi, la politica scarica le colpe della sua incapacità di decidere e di prendere una direzione chiara sui cittadini.

Questa volta, però, un’alternativa esiste.

Il merito va attribuito alla campagna Sbilanciamoci! che – si legge nel sito – si impegna “a favore di un’economia di giustizia e di un nuovo modello di sviluppo fondato sui diritti, l’ambiente, la pace”. Ogni anno, in questo senso, viene pubblicato il Rapporto Sbilanciamoci! come usare la spesa pubblica per i diritti, la pace, l’ambiente, anche noto come ControFinanziaria. Si tratta, di fatto, di una legge finanziaria altra e diversa rispetto a quella votata dalle Camere, ispirata ai valori propri della campagna Sbilanciamoci!.

Lo scorso 28 novembre è stata presentata l’edizione 2014 del rapporto. Si tratta della ControFinanziaria numero quindici. Una contromanovra che affonda le sue radici in una critica forte e radicale alle politiche che l’Unione Europea sta imponendo e che gli stati membri stanno adottando senza colpo ferire.

Si diceva che l’austerità fosse la strada maestra per uscire dalla crisi. In realtà, questi anni di tagli e sacrifici stanno aggravando la situazione, ed all’orizzonte, nonostante tante belle parole, non si vedono miglioramenti.

La gestione di alcuni capitoli di spesa, tra l’altro, era stata anticipata dal libro “Sbilanciamo l’economia. Una via d’uscita dalla crisi”, scritto a quattro mani da Giulio Marcon (già coordinatore della campagna Sbilanciamoci!, oggi deputato eletto nelle liste di Sinistra Ecologia Libertà) e Mario Pianta (docente di Politica economica all’Università di Urbino e fondatore, insieme ad altri, della campagna Sbilanciamoci!).

Il testo, molto interessante e dettagliato, si sofferma sulle criticità che sta vivendo il sistema economico attuale e propone sette strade da intraprendere per uscire dalla crisi: dal superamento del PIL alla necessità di rimodulare la spesa pubblica, da una tassazione più equa ad uno sviluppo equo e sostenibile, fino ad arrivare alla valorizzazione dei beni comuni.

Sbilanciamoci!, allora, con la sua ControFinanziaria (disponibile a questo link) ci spiega come non sia affatto vero che non vi siano alternative alle politiche economiche in corso.

Le alternative esistono, e sono molto più fattibili e concrete di quanto, a volte, si possa pensare.

D’altro canto, chi ha stabilito che gli F35 siano una priorità di questo paese, a discapito – ad esempio – della messa in sicurezza del territorio?

Comments

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *