Laboratorio Teatro Sociale: un’esperienza formativa

Lunedì 23 dicembre al Teatro Don Bosco di Macerata si terrà la rappresentazione teatrale “Su-per-l’Io”, frutto del lavoro di un gruppo di studenti universitari e prodotto finale del Laboratorio di teatro sociale. Un’ iniziativa appoggiata dall’associazione di promozione sociale Praxis, che fa parte del più ampio progetto regionale “Tempo Giovani 2013”ed è rivolta a ragazzi dai 19 ai 29 anni.

Il teatro sociale si propone come azione di socialità e di comunità e si definisce per lo stretto rapporto tra individuo e gruppo, tra teatro e sociale. Esso abbina al teatro tradizionale le idee, le emozioni e i vissuti di ogni persona e si differenzia da quest’ultimo per il fatto che i partecipanti sono interpreti e autori di una storia che è l’esito del contributo di ogni attore. La scrittura scenica nasce quindi dal basso, dalle prove ed improvvisazioni del laboratorio, dall’immaginazione di chi ne prende parte. Il nodo centrale del teatro sociale è quindi il gruppo: le decisioni che riguardano la sceneggiatura e la regia devono essere discusse, elaborate e prese dall’inizio alla fine dai suoi membri. Ciò implica la necessità di collaborare con spirito di intraprendenza e senso di responsabilità al fine di trovare una via comune. Il tutto avviene attraverso lo spettacolo che, nel teatro sociale, è il risultato di un processo dell’individuo e del gruppo.

Il laboratorio, conclusosi in questi giorni, ha avuto inizio lo scorso maggio presso la sede Praxis di Macerata e ha visto la partecipazione di una decina di studenti universitari, guidati dalle responsabili del progetto, le dottoresse Annalisa Bellesi e Roberta Mancini. Nonostante un unico appuntamento settimanale, i ragazzi hanno avuto l’opportunità di acquisire tecniche di base del teatro, apprendere linguaggi artistici, potenziare le capacità intellettive, creative ed emozionali. Nella prima fase del laboratorio, le coordinatrici hanno incentrato il lavoro sullo studio del corpo come canale comunicativo ed espressivo, attraverso alcune esercitazioni, tra cui il training sensoriale, l’ allenamento sulla percezione di altri corpi, che avviene sia attraverso la comunicazione verbale che non verbale e la segmentazione di azioni che danno rilevanza alle varie parti. In seguito, si è passati ad un lavoro sulle emozioni: gli attori sociali servendosi della propria immaginazione e fantasia, hanno messo in scena piccoli sketch in cui esprimevano le diverse sensazioni. Via via che gli incontri si sono succeduti, si è scelto poi il tema oggetto della rappresentazione finale, quello dell’identità, collante attorno al quale è stato possibile collegare le improvvisazioni fatte in precedenza e aggiungerne di nuove, fino alla definizione di un vero e proprio spettacolo.

L’ attenzione si è focalizzata sul tema dell’identità perché ogni partecipante ha sperimentato, in prima persona, i disagi di una società conservatrice come la nostra, che lascia poco spazio alle aspirazioni naturali del singolo a tal punto da fargli perdere di vista la sua vera essenza e da renderlo alienato. La rappresentazione che andrà in scena il prossimo lunedì, sarà appunto incentrata sull’angoscia esistenziale di un ragazzo comune, combattuto tra il dover essere e l’essere, un conflitto in cui le imposizioni sociali sembrano essere preponderanti. Protagonisti della serata saranno anche il Presidente dell’associazione Praxis, Paolo Scapellato, che parlerà di tutte le iniziative del progetto “Tempo Giovani 2013” e l’attore regista Davide Quintili, il quale presenterà “il valore educativo del teatro”.

Il teatro, quello sociale in particolare, è una palestra efficace perché permette di scoprire le tante altre parti che si possono recitare, aiuta a capire che cambiare ed essere altro è possibile. Insomma, è una disciplina che dovrebbe meritare una maggiore attenzione sociale e istituzionale, per la sua capacità di sviluppare delle attitudini richieste all’uomo d’oggi quali il controllo e l’espressione delle emozioni, lo spirito di iniziativa e di creatività, la capacità di agire e di cooperare con gli altri nelle situazioni più disparate.

Cristina Borgogna.

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