MACLIFE, UN CONCORSO DI POCHE IDEE. I Giovani Architetti Maceratesi si fanno sentire

 

Il 21 Dicembre scorso è stato presentato a Macerata  MAClife, vivere e abitare la città di Macerata, un concorso di idee sulla riqualificazione del centro storico promosso da Rotary Club di Macerata Matteo Ricci con la collaborazione dell’Università degli Studi di Camerino e il Comune di Macerata. Il bando è riservato agli studenti e ai giovani laureati (da non più di 36 mesi) della scuola di Architettura e Design Eduardo Vittoria di Camerino.
Riportiamo di seguito un comunicato inviato da un gruppo di giovani studenti e architetti maceratesi, anche non esclusi dal bando, che chiedono la possibilità di estendere a tutti la possibilità di dimostrare la propria creatività, dialogando con l’amministrazione e gli organizzatori su un tema sensibile come la valorizzazione del centro storico.

Sono passati alcuni giorni dall’uscita del nostro comunicato, sul Resto del Carlino in data 24/12/2013 (consultabile nella versione integrale qui ), in cui si evidenziava una certa delusione per le modalità di ammissione alla partecipazione del concorso d’idee MAClife vivere ed abitare la città di Macerata. Ci sembra necessario tornare sull’argomento. Va chiarito che non è nostra intenzione montare una polemica infinita, inutile,  anzi  vorremmo che si venga a creare un clima di massima serenità, trasparenza e collaborazione. Ma i presupposti perché questo clima si generi devono essere gettati in primo luogo dalla politica, da chi deve tutelare i diritti di tutti i cittadini.

I giovani, che amano in maniera sincera e profonda questa professione, sono disposti a dar vita ad un vero e proprio cambio di rotta rispetto al passato, soprattutto a Macerata, e chiedono di interloquire su tematiche riguardanti la città in maniera chiara, chiedendo un dibattito serio. Non vogliono canali privilegiati, al fine di avere maggiori opportunità professionali, ma di poter intervenire, TUTTI, attraverso le proprie idee per il bene di Macerata.
Il concorso di idee bandito dal Comune non va verso questa direzione.
E’ capitato spesso nella nostra città di trovarsi di fronte ad edilizia che deturpa, massacra il territorio, che nulla ha a che vedere con l’architettura. I giovani architetti si sono sempre sentiti impotenti di fronte a ciò. Non è stata mai chiesta una loro opinione, anche in passato, sul come pensare la città del domani, quella che LORO vivranno. Hanno solo potuto osservare da spettatori l’involuzione da un punto di vista architettonico ed urbanistico che la città subisce, da anni.
Ora l’ennesimo schiaffo, un concorso d’idee per giovani architetti, che non permette a tutti i giovani professionisti maceratesi la partecipazione. Un atteggiamento di questo genere rischia di screditare Macerata e di offendere la professionalità di tutti gli architetti, anche dei meno giovani.
La rivitalizzazione del centro storico è inoltre questione sentita e di estrema necessità. E’ riduttivo limitare il confronto all’interno di una singola Facoltà. Non importa chi sia l’ente che finanzia: Unicam o Rotary.  Non è questo il nocciolo della questione. E’ l’amministrazione che deve garantire tutti i suoi cittadini.

Ciò che noi ci auguriamo è che il bando, così come elaborato, nasca semplicemente da un disguido.
Speriamo in un’immediata correzione dei suoi punti più critici, ovvero che venga presentato in una forma più idonea e professionale, e soprattutto che sia garantita la possibilità di partecipazione agli studenti e laureati in architettura di tutte le Facoltà d’Italia, maceratesi e non. Solo l’ampia partecipazione può garantire al Comune idee veramente valide e di conseguenza la riuscita del concorso.
Infine ci sembra naturale che un membro della commissione giudicante sia nominato dall’Ordine degli Architetti di Macerata, ente che, da statuto, non ha la finalità di tutelare il professionista, bensì il committente, in questo caso la cittadinanza.

La stagione che ci apprestiamo a vivere, è ricca di tematiche irrisolte per la nostra città. Ci sono temi che devono essere affrontati con estrema serietà e trasparenza, su tutti il recupero del centro storico, dei quartieri popolari ex Peep e dell’area delle Casermette. Ci vorranno scelte condivise da tutta la cittadinanza. Non si pensi poi che interventi di questo genere, centralità urbane di notevole impatto, potranno essere gestite da un unico progettista o studio professionale, come in passato a Macerata. I migliori esempi progettuali italiani, in tal senso, nascono dalla collaborazione di più professionisti provenienti da diverse esperienze, anche su di un unico progetto.  Questo oggi, di fronte ad una crisi senza precedenti, è più che mai necessario. Scelte per la città, diverse da quelle qui auspicate, ci devono chiamare a giudicare in maniera inflessibile. Non solo noi architetti, ma tutta la cittadinanza.

 

GiovaniArchitetti(e studenti di architettura e design)Maceratesi

Jessica Branchesi (UNICAM), Enrico Castelli (UNIFE), Paolo Junior Castelli (UNICH), Simone Chiaraluce (UNIROMA3), Andrea  Cippitelli (UNIFE), Alice Clementi (UNIFE), Francesca Eugenia Damiano (UNIFE), Valentina Di Mascio (UNIFE), Andrea Filipponi (UNICAM), Jonatahan Galli (UNICAM), Giulia Gatti (UNIFE), Leonardo Gatti (POLIMI), Marco Marcelletti  (UNIFE), Krizia Mariani (UNICAM), Ambra Migliorisi (UNIFE),Viviana Muzi (UNIROMA1), Carlo Ottaviani (UNIFE), Leonardo Ottaviani  (UNIVPM), Francesco Pallotto   (UNICAM), Alessio Paolucci (UNICAM), Patrassi Mattia  (UNIVPM), Carlo Massimo Pettinari (UNIFE), Marco Quagliatini (UNICAM), Laura Ricca (UNICAM), Benedetta Rosetti (UNICAM), Cinzia Rinaldesi (UNIFE), Marco Maria Sancricca (IUAV), Michele Schiavoni (UNIROMA1), Jonathan Sileoni (UNICAM), Federico Tiburzi (UNIFE), Francesco Tonnarelli (UNIFE), Fabio Varelli (UNICAM)

 

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