Spunti e riflessioni sull’immigrazione: intervista a Gruca Onlus.

Questa settimana, Via Libera offre una riflessione sulle comunità straniere che animano il nostro territorio: a partire dall’iniziativa Melting Pot Cafè,  organizzata dall’associazione Gruca Onlus svoltasi venerdì scorso presso la biblioteca Mozzi Borgetti, cerchiamo di capire come la comunità romena, rappresentata soprattutto da donne, interagisca con la realtà locale e cosa ci sia dietro una scelta così radicale come quella di abbandonare le proprie famiglie per svolgere in Italia la professione di badante.
A questo scopo, abbiamo posto qualche domanda al vice-presidente di Gruca Onlus, Nicola Pallotto, che gentilmente ha accettato di prestarsi a questa intervista.

Com’è nata l’idea dell’incontro con la comunità romena a Macerata e quali effetti pensate abbia sul territorio?

Il progetto Melting Pot Cafè è stato inserito negli eventi di Lost in Library ed è nato con l’idea di organizzare una serie di appuntamenti per fare avvicinare la cittadinanza alle comunità di migranti presenti sul territorio. Si è cercato di rendere gli spazi della biblioteca Mozzi Borgetti veicolo di nuovi incontri, che possano offrire occasione di conoscenza e dialogo tra cittadini che si trovano a condividere gli stessi spazi ma che, troppo spesso, non sanno niente dei loro nuovi vicini di casa.
Per cercare di raggiungere un più ampio target di pubblico possibile, abbiamo pensato di avvalerci di varie modalità di approccio alle tematiche affrontate, spaziando dalle proiezioni cinematografiche alla presentazione di libri, dalle testimonianze di esperienze dirette alla degustazione di cibi etnici.

Raccontaci dell’esperienza di venerdì: quali sono stati, secondo te, i momenti più significativi?

Venerdì abbiamo affrontato soprattutto il discorso delle donne romene che scelgono di emigrare in Italia per svolgere quello che comunemente chiamiamo il lavoro delle badanti. Anche se a prima vista può sembrare un discorso banale, abbiamo visto che cercare di capirne le dinamiche e le motivazioni può dare anche a noi italiani tanti spunti di riflessione per ripensare il nostro paese.
Così gli interventi di un’antropologa e di una donna romena che, oltre ad essere una mediatrice interculturale ha svolto per anni e continua a svolgere questo lavoro, ci hanno aiutato a comprendere le ragioni e le difficoltà che stanno dietro alla decisione di così tante donne di  lasciare le proprie case e le proprie famiglie per prendersi cura delle nostre.
Ci ha fatto molto piacere in quest’occasione notare la partecipazione di molte donne est-europee, che si sono sentite chiamate a partecipare ad un incontro pubblico in cui abbiamo affrontato una tematica che di solito si lascia confinata all’interno degli spazi domestici. Grazie all’aiuto di un nostro collega videomaker che per alcuni giorni ha ascoltato i racconti di vita e seguito le abitudini quotidiane di alcune di queste donne, abbiamo anche proiettato un breve documentario in cui sono emerse esperienze diverse e complesse, ma tutte ugualmente interessanti.

Dai contatti e dagli scambi con la comunità romena, immagino, siano scaturite anche riflessioni sulla condizione degli stranieri in Italia. Come definiresti la situazione di Macerata?

Macerata offre un buon tessuto sociale ed economico per l’inserimento di cittadini stranieri rispetto a tante altre realtà italiane, per questo continua ad essere una meta attrattiva per chi decide di emigrare nel nostro paese. Dopo Ancona, infatti, nelle Marche Macerata è la seconda provincia con il più alto tasso di immigrazione. Anche se i dati statistici non mostrano realtà di forte disagio, sappiamo che purtroppo esistono ugualmente situazioni di ghettizzazione e stigmatizzazione, come ad esempio il notissimo caso di Porto Recanati e dell’Hotel House. Ovviamente i nostri incontri non pretendono assolutamente di essere risolutivi rispetto a queste situazioni, però vogliono mantenere viva l’attenzione su alcune tematiche ed offrire momenti di incontro e di scambio tra le comunità straniere e la cittadinanza maceratese.

L’arricchimento culturale fornito da esperienze come questa di certo merita di essere coltivato. Gruca intende proseguire su questa linea, magari coinvolgendo le altre comunità straniere presenti in città?

Speriamo di poter ripetere anche in futuro iniziative di questo genere che coinvolgano le comunità straniere presenti sul nostro territorio. Per il momento aspettiamo tutta la cittadinanza per il prossimo incontro con la comunità Senegalese, nel quale speriamo di poter ripetere la stessa elevata partecipazione degli precedenti incontri.

Ringraziamo Nicola Pallotto per la gentile collaborazione, con la promessa di tenere alta l’attenzione su questa importante iniziativa e sui suoi protagonisti, in particolare sul prossimo incontro con la comunità senegalese.

Di seguito, alcune immagini dell’incontro di venerdì 24 gennaio.

 

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