Scia-ra-da: antirazzismo, spazi sociali e Resistenza

Rivalutare e riqualificare uno dei parchi più belli del maceratese (Villa Fermani) e destinarlo ad attività ricreative e culturali. Questo è un tema che sta a cuore alla comunità che ruota attorno a Via Libera.
Abbiamo intervistato un membro dell’Associazione Sciarada di Corridonia per parlarci del loro impegno riguardo la Villa Fermani e delle altre attività che i numerosi associati svolgono nel territorio corridoniano.

Ciao e grazie per la vostra disponibilità. Voi siete ragazzi giovani, con diverse esperienze culturali alle spalle: diteci che cosa è Sciarada?

Sciarada è la condensazione di molteplici idee che nascono dal bisogno di aggregare giovani corridoniani e non solo. Siamo partiti dal costruire un luogo digitale di riflessione, il nostro http://sciaradacorridonia.blogspot.it/, e dal ripopolare il Bene Comune Villa Fermani negli anni lasciato ad uno stato di abbandono. In cinque anni di vita ci siamo interessati ai temi dell’integrazione ed antirazzismo, abbiamo organizzato i festeggiamenti della giornata della Resistenza ed abbiamo felicemente partecipato alla grande mobilitazione referendaria sull’Acqua Pubblica. L’associazione è collettivo, in continuo cambiamento, con lo sguardo rivolto ai valori tenuti alti durante la nostra breve storia.

Come mai avete scelto la bellissima ambientazione di Villa Fermani a Corridonia? Cosa vi ha spinto a rilanciare quel posto?

La Villa è lo spazio naturale in cui molti di noi hanno gioito le proprie adolescenze. Rappresenta una sorta di culla sociale, impressa nei nostri ricordi, da conservare e da ricostruire, al tempo stesso, per le generazioni venture. Ora per noi ha acquistato un nota aggiuntiva, essendo il luogo cittadino principe dove poter comunicare le tematiche a noi care ed interagire con le reti sociali cittadine.

Avete una sede in Via Cavour a Corridonia, ovvero appena dentro le mura del centro storico. Come siete riusciti ad ottenere quello spazio? E cosa ne avete fatto e cosa farete nel futuro a breve?

Abbiamo una piccola sede dalle grande ambizioni in quanto l’abbiamo trasformata in stanza-biblioteca-cineteca. Essa rappresenta il salotto comune, la Piccola biblioteca di Siarada (in via di trasferimento verso lidi amici) e cineteca dove i soci possono liberamente vedere video, film e quant’altro il proiettore spari nella bianca parete. L’abbiamo ottenuta, dopo aver richiesto invano una stanza nella Villa, dall’Amministrazione Comunale di Corridonia. Per il momento è stata la casa temporanea di alcuni di noi, una cucina volante, luogo di aperitivi pirata e feste neanche troppo a sorpresa, sede di corsi d’autoformazione e cineforum. Da poco l’abbiamo resa più accogliente, trasformando semplici bancali di legno in ampi divani dal basso profilo, in vista delle prossime proiezioni di documentari.

Vostri valori sono anti-razzismo e anti-fascismo. Corridonia, con la forte comunità di lavoratori stranieri asiatici, è un bell’esempio di comunità d’accoglienza. Tuttavia, trovandoci nel cuore della provincia maceratese, non mancano episodi di razzismo spicciolo, da bar. Qual è la situazione in città? Come pensate di influire in tema?

L’integrazione sociale dei migranti è un processo che viaggia nel tempo e si sedimenta nelle pratiche quotidiano grazie anche alla significativa presenza delle seconde generazioni. La xenofobia corre tuttavia di pari passo, alimentata dalle crescenti difficoltà occupazionali lasciateci dai sette anni di crisi economica. Far prevalere la prima e togliere il lento ma inesorabile fuoco della seconda, implica una volontà politica, culturale e sociale che non è sotto gli occhi di tutti. Forse non si vede perché proprio non c’è, ma non vogliamo perdere tempo a lagnarci di tale mancanza e ci preoccupiamo di riempire dei piccoli spazi al fine di dare un contributo all’opera comune. Sciarada già da più di due anni è impegnata nell’organizzazione di eventi culturali in favore dell’integrazione degli immigrati di Corridonia, in quanto crede che la reciproca conoscenza e solidarietà tra culture diverse, sia un percorso essenziale per garantire una serena convivialità nella nostra società ormai sempre più multietnica.
Nel Marzo 2010, si è organizzato un sit-in di protesta ai giardini pubblici di Corridonia, per contestare l’affissione di un manifesto della Lega che identificava l’immigrato come colui che “ruba” le priorità su scuola, casa e lavoro alla popolazione italiana.  Nel Settembre 2010, in collaborazione con altre associazioni, abbiamo costruito il “Rajudu Multietnico”, definizione che richiama il reciproco aiuto e solidarietà tra le diverse etnie (in quanto “rajudu” è un termine del dialetto maceratese che indica il reciproco sostegno tra vicinati, parenti, amici per far fronte ai bisogni e le fatiche della dura vita di campagna). Un evento che ha portato alla Villa Fermani numerose persone locali e diverse etnie di immigrati del territorio, in un clima di festa arricchito dall’assortimento di pietanze, musiche e danze.
Infine, nell’estate del 2012, abbiamo aperto il “Progetto dello Sportello Immigrati” per creare non solo un sostegno alla popolazione immigrata, ma anche un canale di comunicazione tra popolazione immigrata, popolazione locale ed istituzioni locali.

La festa della Resistenza, 25 Aprile. Cosa rappresenta per voi? Potete illustrarci le vostre idee per quest’anno?

Il 25 aprile è per noi La festa più importante della collettività italiana. Il momento nel quale sono nate le istituzioni odierne e sono stati espressi i principi e i valori del nostro vivere comune. Una festa da celebrare e dal quale far ripartire il dibattito pubblico. Vogliamo per questo parlare quest’anno di “Spazi liberati”: Strade, terre, muri. Corpi, parole, musiche. E reti sociali che abbracciano il tutto, persone col sorriso sulle labbra che cantano: <<M il fascismo! W la resistenza!>>.

In ultimo: dall’assemblea del 16 gennaio sul neo-mutualismo e spazi liberati alla SOMS è emerso che le associazioni, quelle più piccole soprattutto, riscontrano durante il ciclo di vita alti a bassi a livello di presenze degli associati. Voi avete questo problema? Nel senso, come vi regolate per la partecipazione attiva della gente?

La partecipazione è una delle più grandi sfide per ogni associazione. Dare voce e spazio a coloro che vogliono tuffarsi nella vita associativa è sicuramente uno dei modi migliori per fare partecipazione. Per questo anche quest’anno abbiamo aperto il consiglio direttivo a nuovi soci attivi. Ora stiamo sperimentando una strana orgia d’idee e pratiche che mira ad un tentativo di fusione con l’associazione amica SOMS. Gli esiti di tale unione di forze e pensieri non sono scontati, ma di sicuro si percepisce la goduria.

Vi ringraziamo della disponibilità, un grande in bocca al lupo ragazzi!

Viva il lupo, abbasso le greggi.

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