Banche, quali rischi per i risparmatori

Proponiamo qui di seguito un articolo di Gianni Dragoni (ospite al Festival Altrevisioni domenica 12 aprile) in risposta al quesito della lettrice Antonella Tessarin, che sollecita ad approfondire quali siano i reali rischi che corre un risparmiatore lasciando i suoi risparmi presso una banca.

I depositi bancari sono garantiti per legge fino all’importo massimo di 100.000 euro (centomila) per ogni depositante per ogni banca, in caso di insolvenza, cioè liquidazione o fallimento della banca.
Nel caso ad esempio un risparmiatore abbia due conti presso due banche diverse, ciascun conto gode della garanzia fino a 100.000 euro della somma depositata (quindi fino a un massimo potenziale di 200.000 euro); se invece lo stesso risparmiatore ha due conti presso la stessa banca, la garanzia vale nel limite di 100.000 euro complessivi. Per i conti cointestati, il limite si applica per ciascun intestatario, per esempio su un conto con due intestatari c’è la garanzia di 100.000 euro a persona (fino a un massimo potenziale, quindi, di 200.000 euro).
L’organo che deve intervenire per il rimborso dei depositi in caso di insolvenza è il Fondo interbancario di tutela dei depositi, il rimborso deve avvenire entro venti giorni lavorativi, dalla data in cui si producono gli effetti del provvedimento di liquidazione coatta amministrativa (i riferimenti normativi si trovano sul sito del Fondo).

Il principio della garanzia fino a 100.000 euro vale in tutti i paesi dell’Unione europea, almeno in teoria. Nel senso che la garanzia e il rimborso diventano effettivi dopo la liquidazione della banca; se per altre ragioni la banca rimanesse chiusa (come avvenuto in questi giorni a Cipro) o si prolungasse la crisi finanziaria, i termini per il rimborso potrebbero essere molto più lunghi dei venti giorni fissati dalla legge. Inoltre in caso di collasso del sistema bancario dubito che la copertura potrebbe essere sufficiente.
La garanzia non impedisce che i fondi depositati vengano sottoposti a una tassa, come il prelievo forzoso imposto in questi giorni a Cipro come sacrificio per il prestito concesso dall’Europa. Una tassa sui conti correnti, detta minipatrimoniale, c’è anche in Italia, quest’anno è pari allo 0,15% su tutti depositi bancari sopra i 22.800 euro: il prelievo colpisce sia le somme giacenti sul conto sia quanto è investito in titoli, azioni, obbligazioni. Insomma, se lo Stato o le autorità europee decidono di colpire i risparmiatori, i soldi non sono al sicuro nemmeno in banca.

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