Mutuo soccorso futuribile e resistenze

“Gente che si unisce formando un unico individuo, che avanza spalla a spalla e si sostiene l’un l’altro.

Ha tanti nomi. Marcia del Popolo, Mischia Ordinata, Rivoluzione Contadina, Falange Macedone.

Qui lo chiamano Mutuo Soccorso”

 (Mirko Montesissa per Soms150)

Le origini del mutualismo ovvero Da dove veniamo?

Mutuo soccorso è un’espressione antica, che racconta oltre due secoli di storia europea e che ha saputo declinarsi nell’Italia risorgimentale in strutture associative, contribuendo all’affermarsi dei principi di solidarietà e sussidiarietà, il cui senso compiuto si ebbe con la nascita delle prime leghe e delle prime camere del lavoro.

Anche a Pausula, oggi Corridonia, alcune eminenti personalità – tra le quali ci piace citare Concetto Procaccini, fervente repubblicano e intimo corrispondente di Giuseppe Mazzini – il 18 gennaio1863, fondarono la Società Operaia di Mutuo Soccorso, successivamente intitolata a Eugenio Niccolai, giovane intellettuale morto nel primo conflitto mondiale.

L’impegno e l’attenzione nei confronti della situazione sociale unì all’epoca giovani intellettuali, professionisti e maestri d’arte nel segno del mutualismo, contribuendo – qui come altrove – al sostegno morale ed economico nei confronti degli aderenti al sodalizio, con uno sguardo rivolto anche alla cittadinanza intera.

Resistenze e neomutualismo

Medesimo spirito ha animato negli anni Settanta coloro che decisero di impegnarsi per ottenere una sede più dignitosa, che è poi quella attuale. Negli anni Novanta, un rinnovato spirito di appartenenza ai principi di mutualità ritrova nel ‘comandante’ Sesto Luciani nuova determinazione e volontà per il ripristino dei valori originari del sodalizio.

Quell’impegno e quella combattività hanno poi caratterizzato l’avventura di chi con lui ha traghettato la Soms di Corridonia dagli anni Zero agli anni Dieci del Terzo Millennio seguendo un percorso a ritroso verso le origini, carichi di un peso identitario e forti dell’appartenenza a principi e valori di socialità e condivisione che non conoscono tempo.

In questo contesto, avviene l’incontro con Sciarada, collettivo antifascista e antirazzista corridoniano, che pone le basi per una commistione di intenti e ricchezza di stimoli legati alla contemporaneità ed alla realtà territoriale, prospettando nuove risorse e confluenze socio-culturali.

Quale futuro per il mutualismo? 

Oggi, la Società Operaia di Mutuo Soccorso di Corridonia – circa 500 soci (operai, precari, studenti, freelance, cognitariato, partite Iva e ‘capillune rumpacazze’) che lo scorso anno ha festeggiato nel migliore dei modi il 150esimo dalla fondazione – si presenta come un contenitore di idee, aspirazioni, interessi, voglia di fare, dire e di essere protagonisti di una concreta partecipazione attiva condivisa .

Da qui, la tentazione di lanciare un percorso assembleare, che ha visto nell’organizzazione della festa della Liberazione, l’occasione di una compartecipazione corale all’affermazione e l’attualizzazione dei valori della resistenza e dell’autodeterminazione civile.

E’ un punto di partenza, un inizio, un avvio di un percorso di crescita comune da cui ciascuno, ed insieme, possa trarre indicazioni, sostegno e stimoli per una più forte consapevolezza sociale.

Alla prima assemblea e alle successive riunioni hanno aderito in tanti: oltre ogni aspettativa realtà associative diverse e variegate, accomunate da affinità elettive, si ritrovano oggi nel tentativo di animare ed alimentare uno spazio aperto, comune e libero.

E poi? Perché ci sarà sempre un poi…

E poi la strada è da percorrere.

Con nemmeno troppa immaginazione, pensiamo a percorsi condivisi in cui associazioni che si battono per la riqualificazione e il recupero degli spazi urbani e non, fisici o culturali, si ritrovino fianco a fianco, nell’organizzazione di eventi di promozione sociale che possano dar voce ad intenti ed esigenze comuni.

…ci piace pensare che insieme si può (forse si deve), questa la nostra idea di mutualismo.

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