Doppio Titolo a Oviedo – Michele Priore

Oviedo è il capoluogo del Principato delle Asturie, nel nord-ovest della Spagna, una città di circa 225 mila abitanti. Ogni anno ospita il premio principe delle Asturie che si tiene nel teatro Campoamor e la sua Università attrae molti studiosi da tutto il mondo.
La vicinanza con il porto atlantico di Gijón ne favorisce la comunicazione e il commercio.
Fondata da due monaci nel 761, la città, insieme al Principato, costituisce l’unica regione spagnola a non essere  mai stata sotto il dominio straniero, e per questo gli asturiani considerano la propria regione come il vero cuore della nazione.
Michele Priore, studente di Scienze del Turismo, ha trascorso dieci mesi in questa città spagnola grazie al progetto Doppio Titolo. Durante la nostra chiacchierata gli ho chiesto prima di tutto..

…che cos’è il Doppio Titolo?

è un progetto che ti permette di frequentare la specialistica un anno in Italia e un anno all’estero, e al termine degli studi consegui una laurea che è valida in entrambi i paesi. La mia tesi sarà in parte in spagnolo tant’è che al momento della discussione sarà presente anche una commissione spagnola in videoconferenza. Ho scelto Oviedo perché era una delle mete in cui c’era la possibilità di fare il Doppio Titolo.

Quindi immagino che tu sapessi lo spagnolo già prima di partire…

In effetti no, per niente. Non sapevo una parola e all’inizio ho riscontrato qualche difficoltà, ma poi ho avuto la fortuna di condividere un appartamento con due ragazzi spagnoli che mi hanno insegnato la lingua.

Ti hanno insegnato lo spagnolo o l’asturiano?

Hanno cercato di insegnarmi lo spagnolo proprio per evitare che imparassi il dialetto asturiano! E grazie a loro dopo qualche tempo non ho avuto più problemi. Anche quando andavo in giro per la città, o nei negozi, parlavo castigliano e mi rispondevano in castigliano.

Quindi sei riuscito ad imparare la lingua anche senza un vero e proprio corso universitario?

Esatto. L’ho imparata interagendo quotidianamente con le persone, e poi l’Università mi ha dato l’opportunità di fare due tirocini, uno all’Ufficio del Turismo e uno in un hotel, entrambe esperienze che mi hanno permesso di praticare e migliorare molto il mio spagnolo, tanto che alla fine dell’anno accademico l’Università ci ha rilasciato un attestato di lingua, livello C1.

Che Università frequentavi?

Un ramo privato dell’Università di Oviedo, che si chiama Universidad de Turismo de Asturias. Essendo una scuola privata, eravamo pochi studenti in ogni classe, e questo ovviamente ci ha facilitato molto le cose.

Hai riscontrato delle differenze rilevanti tra il sistema di studio spagnolo e il nostro?

La differenza sostanziale nel metodo di studio sta nel fatto che in Italia si usano principalmente i manuali, mentre in Spagna si basano più che altro sulle dispense o slides date a lezione. Anche la ripartizione del carico di studio è molto più equa perché hanno dei controlli e dei lavori da consegnare ogni settimana, e questo fa si che lo studente studi un po’ durante tutto l’anno e non solo alla fine. All’inizio i professori mi hanno aiutato un po’, ma alla fine non ho avuto nessuna agevolazione per il fatto di essere straniero, ero trattato come tutti gli altri.

Le cose che è imprescindibile vedere o fare a Oviedo.

Non si può stare a Oviedo senza provare la sidra! E poi bisogna visitare tutta la regione, perché ci sono posti fantastici, pieni di storia e natura, come ad esempio Gijón: è una località costiera da non perdere! Nel tempo libero, oltre che rilassarmi o uscire con gli amici, andavo spesso in giro a scattare fotografie. La fotografia è una mia grande passione, e sicuramente Oviedo è uno scenario perfetto!

Sembra che in Spagna il costo della vita sia piuttosto contenuto.

 Si, è un po’ più basso rispetto all’Italia, soprattutto per quanto riguarda i beni di prima necessità. Ma comunque la borsa di studio non è sufficiente per vivere.

Mi dicono tutti che il clima di Oviedo è, come dire… “londinese”.

 Si, è vero, a Oviedo domina la pioggia. Pioggia 5 giorni su 7, titolava un giorno un quotidiano locale. Ma una volta che ci hai fatto l’abitudine non è così terribile.

Che cosa ha significato per te questa esperienza?

 È stata un’esperienza importantissima, che mi ha insegnato a vivere autonomamente in un paese straniero e a conoscere una nuova lingua. Mi ha formato anche aprendo la mia mentalità, e mi ha fornito delle conoscenze utilissime: se un giorno volessi andare a lavorare in Spagna mi troverei in vantaggio, perché conosco già  il loro sistema.

Sei partito da solo all’avventura o con qualcuno?

Sono partito con delle mie colleghe che venivano da diverse parti d’Italia, anche loro per il progetto del Doppio Titolo. Mi sono trovato bene, perché all’inizio ho avuto sempre un punto di riferimento e di appoggio, ma penso che anche partire da soli sia stimolante.

Cosa diresti agli studenti che valutano la possibilità di partire?

Di partecipare assolutamente ad una esperienza all’estero, perché ti forma e ti aiuta ad aprire la tua mente!

Ho anche realizzato un video insieme ai miei colleghi, non perdetelo! 

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