Il Castello della Rancia si veste reggae

di Gabriele Mastroleo

Nel percorso di partecipazione e condivisione di #SpaziLiberati e dell’assemblea itinerante “Mutualismo, socialità e rivalutazione degli spazi urbani”, meritano particolare attenzione cantieri ‘pionieristici’ come quello di “Castello Dub”, il festival di musica reggae giunto alla sua quarta edizione, che dal 2011 raduna giovani da diverse località delle Marche, ma non solo, nella cornice unica del Castello della Rancia di Tolentino. Via Libera ha voluto incontrare alcuni degli organizzatori per capire da cosa siano mossi nel proseguire, anno dopo anno, questa avventura.

Spazi condivisi, sound system culture, riappropriazione dei beni storici del territorio, cultura dal basso: questi i contenuti che fanno da cornice a “Castello Dub”, evento all’insegna di un genere musicale che, come ricorda Simone Chiaraluce, tra i fondatori di ‘Sottoradice’, una delle realtà attive nel percorso di #SpaziLiberati, oltre che tra gli organizzatori della serata, “ci insegna come ogni uomo, ovunque sia, condivide un’eredità culturale e ha la responsabilità di tenerla in vita come potente forza unificatrice”. Negli anni, sul prato del Castello della Rancia si sono alternati artisti di fama nazionale e internazionale, a partire da Dubble Track, Sankara Warriors, Dubass Sound System, provenienti da Roma, 48 Roots da Bologna, i milanesi Jah Lion e i “nostrani” Natural Dub Cluster e Bass Unity, fino alla terza edizione che ha visto la partecipazione di uno dei padri fondatori della Sound System Culture, Mighty Jah Observer (Giamaica/Regno Unito).

Protagonisti dell’edizione di quest’anno, che si svolgerà sabato 7 giugno, i Bush Chemists, storica formazione dub inglese, fondata ai primi anni Novanta da Dougie Wardrop, pietra miliare del reggae d’Oltremanica. Ad affiancare due tra i primi ad aderire alla formazione inglese, King General e Chazbo, ci sarà Danny Red, voce molto conosciuta nella reggae music britannica. Fra i primi produttori di dub ‘made in UK’, i Bush Chemists hanno fondato una propria etichetta, la Conscious Sounds, attiva da oltre vent’anni. La serata sarà amplificata da Kunta Kinte, sound system maceratese con la passione per il roots e il dub. I selector propongono esclusivamente musica reggae in vinile, ricercando brani carichi “di amore,pace,rispetto e unità, prediligendo il messaggio conscious e rifiutando ogni forma di razzismo, omofobia, violenza e schiavitù, fisica e mentale”.

L’idea di Castello Dub nasce dal loro incontro con Marco Quacquarini, meglio conosciuto come Fantarasta. “Il Castello Dub nasce dall’incontro tra un gruppo di amici con la passione comune per la musica reggae” – spiega Michele Calamanti, componente dei Kunta Kinte Sound – “Da tempo, pensavamo all’organizzazione di un evento che accostasse le sonorità a noi più vicine con la magia di un edificio storico che facesse da sfondo e da palcoscenico alla realtà della sound system culture”.

Per sound system culture, Kunta Kinte intende “la spontanea aggregazione di persone in un contesto in cui la musica veicola un messaggio di uguaglianza, solidarietà e unione fra le culture, il tutto amplificato da un impianto audio totalmente autocostruito”. Da una passione comune per la musica reggae, oltre che per la riqualificazione del territorio, nasce la collaborazione con ‘Sottoradice’. “Non è una questione di soldi, questo è un evento creato per tenere vivo lo spirito. Per questo supportiamo e partecipiamo alla manifestazione”, spiega Simone, che ricorda anche come uno degli obiettivi dell’associazione sia “la difesa e la promozione del territorio, il recupero e il riutilizzo di spazi urbani dismessi e il continuo confronto con la diversità culturale”. Michele, da parte sua, insiste sulla valenza artistica della serata: “Avendo assunto il Castello Dub una risonanza nazionale, l’evento permette anche a molte persone che vengono da fuori Regione di scoprire la bellezza di un monumento come il Castello della Rancia, totalmente immerso nella natura”.

A questa volontà comune, si aggiungono quelle che sono le prerogative del modo di fare associazionismo di ‘Sottoradice’, che – come rivela Simone – ha gli obiettivi ben chiari per il futuro: “I prossimi obiettivi saranno la creazione di un sito web partecipativo dove poter mappare gli edifici degradati, un’idea che nasce all’interno delle discussioni nelle assemblee aperte e della quale vogliamo farci, in qualche modo capofila; collegata a questo anche la costruzione di un progetto modulare: un ‘piccolo’ sound system autocostruito con materiali di riuso, sedute, tavoli, coperture e attrezzature varie, materiale di ‘guerriglia’ da trasportare nei luoghi ‘mappati’ per poter creare manifestazioni temporanee allo scopo di far conoscere e al contempo invogliare le persone al recupero del luogo stesso”. A incorniciare questi eventi, conclude Simone, “la continua ricerca di una sostenibilità ambientale, tramite l’educazione alimentare in prima linea e una riscoperta delle tradizioni popolari”.

All’interno del parco intorno al Castello, anche quest’anno, saranno organizzati mercatini, oltre a un bar, un punto ristoro con alternativa vegetariana – a cura dell’associazione ‘Tuttinsieme’ di Corridonia, partnership che rappresenta una delle novità di quest’anno – e un’area free camping. L’evento vuole rimanere una festa popolare a ingresso gratuito aperta a tutti coloro che vogliono prenderne parte, con la possibilità, facoltativa, di poter contribuire attraverso una piccola donazione; “E’ un sostegno minimo che chiediamo, per poter continuare a far vivere quest’evento anche in prospettiva futura”, concludono gli organizzatori.

La scorsa edizione: http://vimeo.com/71884810

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