Bici da Indossare: l’arte del riCICLO

Immaginate di avere una vecchia bicicletta che non potete più usare … che cosa ne fareste?! Certo la  risposta più immediata sarebbe abbandonarla di fianco a un cassonetto (nella migliore delle ipotesi), ma c’è una possibilità meno inquinante e di certo più originale: ricavarne  accessori da indossare!

È questa l’idea che è venuta a Laura, una ragazza creativa, animalista vegana, da sempre sensibile alle questioni sociali e ambientali. È nata a Genova, ha vissuto e lavorato a Torino, ma da tre anni abita nella campagna maceratese. L’ispirazione, mi racconta con entusiasmo, le è venuta dopo aver notato, in una vetrina a Torino, cinture fatte coi copertoni: perché non riprodurle e anzi inventarsi altri oggetti per “dare nuova vita” a copertoni e camere d’aria delle biciclette inutilizzate, producendo accessori vegan? Ci ha provato con la sua e da lì non ha più smesso di sperimentare!

A portare avanti questo progetto con lei c’è Robert, un ragazzo ghanese, arrivato a Macerata nel 2012 nell’ambito dell’emergenza Nord Africa.

Robert e altri suoi connazionali lavoravano in Libia come muratori, allo scoppio della guerra però sono stati dapprima rinchiusi nei campi di concentramento del paese e poi mandati in Italia, insieme a tanti altri, sui tristemente famosi “barconi”. Dopo un anno al CARA (Centro Accoglienza Richiedenti Asilo) di Foggia, nel 2012 sono stati affidati al GUS (Gruppo Umana Solidarietà) di Macerata ed è qui che Laura li ha conosciuti, lavorando con loro come operatore sociale e svolgendo insieme un laboratorio di teatro-terapia da cui è nato uno spettacolo teatrale, “Dwo Boye!”, che in ghanese significa “Forza!”, in cui si raccontano – attraverso il percorso teatrale svolto – pezzi delle loro storie. Una volta terminato questo primo progetto, Laura ha pensato di coinvolgerli anche nella sua nuova avventura. Così i ragazzi, che al momento vivono in campagna a Porto Recanati, hanno iniziato a cimentarsi in queste creazioni e a venderle con Laura nei vari mercatini della zona.

Il processo, più o meno, è questo: Laura chiede alle ciclofficine di darle vecchi copertoni e camere d’aria da smaltire e poi insieme a Robert, che ormai è il suo socio nel progetto, crea cinture, collane, orecchini ed altri accessori, sperimentando di volta in volta nuove forme e nuove idee, arricchendo le collane con bottoni, perline di legno e vari materiali … tutti rigorosamente riciclati!

I motivi per cui apprezzare “Bici da Indossare” sono tanti: prima di tutto è un progetto ecologico, che permette di riutilizzare materiali che altrimenti sarebbero difficilmente smaltibili e altamente inquinanti (per il grave problema dello smaltimento dei pneumatici, leggete qui). È inoltre rispettoso degli animali: usando i copertoni delle due ruote, si avranno cinture carine ed eleganti senza usare la pelle. Ma soprattutto è frutto di un’amicizia e di un lavoro condiviso, un lavoro creativo e fatto a mano: cosa c’è di più bello e di più etico?!

 

Per guardare le collezioni e chiedere informazioni:

https://www.facebook.com/bicidaindossare

bicidaindossare@gmail.com

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