Intervista ad Alberto Cicarè su Centro storico Smart

Il Coordinamento delle associazioni per il centro storico nasce dall’impegno comune di cittadini impegnati nei vari campi dell’associazionismo che vedono nel centro storico un possibile modello per una città che deve cambiare per essere al passo con i tempi. Opporsi al degrado, proporre nuove pratiche, aumentare la consapevolezza del valore unico di questo luogo. Intervistiamo Alberto Cicarè rappresentante del Coordinamento.

1) Cos’è per te il centro storico?

Il centro storico è per definizione il bene comune della città, il luogo che ne definisce l’identità principale. E’ lo specchio di come una comunità intende il proprio senso di appartenenza. Le piazze, le vie, i palazzi che si sono stratificati nei secoli ne sono l’espressione più chiara. Sta a noi tutelarli e valorizzarli per farne uno strumento di sviluppo per la città.

2) Quali pensi siano gli effetti della riduzione della viabilità per le attività commerciali?

Non parlerei di viabilità ma di accessibilità: una piazza piena di auto disposte in modo disordinato non è accessibile se non ai più furbi o arroganti. Il cittadino deve poter contare su un accesso e una sosta comodi e sicuri. I parcheggi che oggi contornano il centro consentono in pochi minuti di arrivare dentro le mura. Se a questo si affiancasse un servizio di trasporto pubblico efficiente avremmo una accessibilità assolutamente idonea a sostenere le attività commerciali. Senza pensare a nuove grandi opere, occorre utilizzare al meglio le risorse esistenti e inventare nuove modalità di accesso più favorevoli per gli utenti deboli della strada (pedoni, ciclisti) che sono i primi clienti dei negozi di vicinato.

3) Perchè allora tutto questo malcontento?

Le dimensioni ridotte e un benessere piuttosto diffuso hanno ingenerato una pericolosa tendenza alla conservazione. Ma i tempi cambiano troppo rapidamente per poter rimanere fermi. Non è possibile pensare che 30 o 50 posti auto in piazza ci consentano di uscire da una crisi che è di identità, prima che economica. Capisco chi vede ridursi il ritorno economico della propria attività, ma occorre rendersi conto che sono gli anni di immobilismo hanno portato a questa situazione: quante attività hanno chiuso, quanti residenti sono fuggiti? Eppure il traffico dentro il centro storico è stato ed è continuo.

4) In molte città la pedonalizzazione del centro storico è realtà da molti anniCos’ha Macerata di diverso?

Cos’ha Macerata di diverso? Come sopra: ci siamo abituati a pensare che in fondo le cose andavano bene così, abbiamo abituato i nostri concittadini a pensare la mobilità solo con la lente deformante dell’automobile. Da qui le difficoltà per gli utenti deboli della strada, la clamorosa sottoutilizzazione del trasporto pubblico, le strade invase dalle auto. Le pendenze, che condividiamo con molte altre città, non possono essere una scusa per non pensare e attuare un modello di mobilità più moderna e giusta per tutti.

Comments

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *