Intervista ad Alessandro Battoni di “Gruca” su Centro storico Smart

Gru.C.A., che sta per Gruppo Cittadinanza Attiva, è una O.N.L.U.S. (organizzazione non lucrativa di utilità sociale) che crede nella sostenibilità e in particolare propone la difesa dell’ambiente e della biodiversità da tutti i degradi, la promozione di una società impegnata in un consumo responsabile, la promozione di una cultura della sostenibilità ambientale e forme di partecipazione attiva e volontariato. Via Libera ha itervistato Alessandro Battoni, presidente dell’associazione.

1) Cos’è per te il centro storico?

Io credo che il centro storico rappresenti una risorsa importante per la nostra città, una risorsa che dobbiamo valorizzare attraverso un’attenta pianificazione e attraverso scelte nette, le uniche che possono garantire dei risultati concreti nel lungo periodo.

2) Quali pensi siano gli effetti della riduzione della viabilità per le attività commerciali?

La riduzione della viabilità e conseguentemente la pedonalizzazione del centro seguono una logica di valorizzazione degli spazi pubblici, una maggiore fruibilità delle vie del centro e dunque un luogo di aggregazione più bello e vivibile. Questo non può che giovare a tutti, attività commerciali comprese. E non dimentichiamoci dell’incremento del turismo, che potrebbe diventare molto importante per le attività commerciali del centro storico.

3) Perché allora tutto questo malcontento?

Sta qui il punto della discussione che ho già accennato nella prima risposta. Una politica efficace ha bisogno di tempo per poter dare dei risultati concreti. Non si possono accettare più compromessi o interventi isolati: il centro storico non può competere con i centri commerciali periferici a livello di comodità e accessibilità, anche se puoi parcheggiare in piazza i posti sono limitati e le strade in cui fare manovra strette, questo è un dato di fatto che deve essere preso per assodato. Se vogliamo che i cittadini preferiscano spendere il proprio tempo libero in centro storico rispetto ai comodi centri commerciali dobbiamo evidenziarne le peculiarità, le bellezze e tipicità. Sfido chiunque di voi a trovare una cartolina di Piazza della Libertà con le sue logge dei mercanti senza che sia “rovinata” dal parcheggio selvaggio di auto: non esiste ed è la piazza più importante della città.
A partire dagli anni del dopoguerra le piccole città dell’entroterra toscano e umbro hanno investito molto sulla promozione delle loro tipicità e delle loro risorse architettoniche ed i risultati si sono visti a distanza di decine di anni. Ora i borghi come Volterra e San Gimignano o città come Lucca hanno dei centri storici totalmente pedonalizzati frequentatissimi, un afflusso turistico importante e sono dei piccoli gioiellini italiani di cui andare orgogliosi. Macerata non ha mai pensato a valorizzare le proprie risorse con politiche nette di lungo periodo ma soltanto con piccole iniziative discontinue e frammentarie. Abbiamo delle rovine romane a Villa Potenza, palazzi meravigliosi nel centro storico come la sala degli specchi della biblioteca Mozzi Borgetti (che scommetto più della metà dei maceratesi non ha mai visitato) o Villa Ficana, un borgo di terra risalente ai primi dell’ottocento. E nonostante tutto il problema della valorizzazione ci sembra sia legato alla possibilità di poter avere a disposizione trenta parcheggi nella piazza principale. È dunque molto importante cambiare punto di vista e abitudini.

4) In molte città la pedonalizzazione del centro storico è realtà da molti anni. Cos’ha Macerata di diverso?

Proprio niente, a parte “i maceratesi”. Siamo noi che abbiamo completamente perso il concetto di qualità della vita. Parliamo continuamente di salute e alimentazione, paghiamo in termini di tempo e denaro per avere un fisico scolpito nelle palestre e non riusciamo a rinunciare alla macchina e camminare per dieci minuti a piedi. Un’ora del tuo tempo passato in palestra corrisponde a una passeggiata dal Sasso d’Italia fino alla chiesa delle Vergini. E camminare giornalmente anche mezz’ora è salutare almeno quanto avere un personal trainer, oltre a farti vedere la città in cui vivi sotto un’altra ottica. Molti si opporranno con il motto “i cittadini hanno necessità di accedere con velocità e tempismo ai servizi che risiedono nel centro storico altrimenti il commercio muore”, ma io credo sia solo nascondersi dietro un dito: se la strategia di rilancio dei commercianti del centro storico si basa solo su trenta posti auto quanto credete che possa essere efficace?
Ma non voglio sostenere che andare a piedi sia l’unica soluzione per raggiungere un centro storico pedonalizzato, nonostante sia la più sostenibile: l’accessibilità per tutti viene garantita dagli ascensori presenti nei parcheggi fuori le mura: Parcheggio Garibaldi, Rampa Zara-Armaroli e Parksì dei giardini Diaz. Quest’ultimo, costruito con soldi pubblici per garantire l’accesso dei cittadini al centro, non riesce a riempire mai tutti i posti a disposizione nonostante colleghi tramite ascensore a via Crescimbeni. La proposta del Comune, oltre a pedonalizzare il centro, prevede l’ampliamento degli orari di apertura dei parcheggi coperti e la riduzione della fascia oraria a pagamento per i parcheggi esterni con le “linee blu”. Infine per i casi eccezionali rimane comunque la possibilità di pagare a Rampa Zara per ottenere il permesso di accesso temporaneo al centro. Il piano di pedonalizzazione proposto dall’attuale amministrazione può essere senz’altro migliorabile ma senza dubbio rappresenta un importante passo avanti per avere un centro più bello e senza smog che valorizzi le proprie tradizioni e sia polo di cultura, arte e commercio di qualità.

 

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