Erasmus a Bruxelles – Intervista a Martina Cafarella

Bruxelles  è la capitale del Belgio. Amministrativamente costituisce uno dei 19 comuni della regione di Bruxelles-Capitale. La città ha il suo centro nel cosiddetto Pentagone ed è considerata capitale dell’Unione Europea poichè è sede di importanti istituzioni dell’Unione. La città sorge su sette colli: St. Michielsberg, Koudenberg, Warmoesberg, Kruidtuin, Kunstberg, Zavel e St.Pietersberg. Il nome Bruxelles deriva da Bruocsella o Brucsella, che significa “casa (sel) nella palude (broek). Abbiamo fatto qualche domanda alla studentessa, nonché nostra collaboratrice, Martina Cafarella, a proposito del suo Erasmus in questa capitale

Cara Martina, la scelta di questa cittá era premeditata oppure è stata una meta che ti è stata assegnata? 

A dire la verità, la mia prima scelta era caduta su un’altra città della Norvegia, ma per colpa di alcuni disguidi  non sono più potuta partire. Bruxelles era la mia seconda scelta; non che l’avessi scelta a caso, comunque, è stata una decisione premeditata per la sua posizione geografica: volevo sapere come si vive in un Paese davvero a nord!

Come ti sei trovata con il francese? Hai avuto difficoltà nell’impararlo? Come comunicavi con gli altri studenti?

La lingua è stato un po’ uno scoglio: io sono una fan dell’inglese  e quindi quando ho saputo che la mia meta sarebbe stata quella, diciamo che non ho fatto esattamente i salti di gioia! Tuttavia non ho avuto grosse difficoltà ad apprenderla né a parlarla: sfruttavo quel che mi ricordavo dei miei studi di francese alle scuole medie, anche se spesso non era sufficiente per capire le lezioni; per la fine dell’anno, comunque, avevo acquistato una certa scioltezza e ho imparato addirittura ad apprezzarla. Se è la lingua che vi spaventa, non preoccupatevi: conosco persone che non avevano mai studiato francese che con un po’ d’impegno e parlandolo sempre, hanno raggiunto buonissimi risultati.

Come è stato l’impatto iniziale con questa realtà? Quali sono le principali difficoltà che si incontrano all’inizio recandosi in questa città e come le hai risolte?

Forse la difficoltà maggiore è stata quella di vivere da sola. Io non avevo mai vissuto per conto mio. È stata dura non tanto perché dovevo badare a me stessa, ma forse perché non avevo più i punti di riferimento che avevo a casa: amici, luoghi di ritrovo, affetti… Un altro problema è stato rendermi conto che dovevo essere più sveglia: mi hanno rubato una  borsa mentre ero lassù. In una grande città è bene avere gli occhi sempre aperti, lo sapevo, ma non essendo quasi mai uscita dall’Italia per periodi molto lunghi, questa massima non mi si era impressa bene. Con questo non voglio dire che sia piena di vita criminale, c’è solo da stare attenti. Per il resto, la città è davvero bella, gli abitanti sono in genere educati e cordiali, e hanno la fama di essere un po’ freddi rispetto a noi; ma non credo sia del tutto vero, è che noi italiani siamo estremamente socievoli! Loro, probabilmente, sono solo un po’ più riservati.

Parliamo un po’ dell’Università: Come ti sei trovata con il loro sistema universitario? Sei stato agevolato dai professori per il fatto di essere uno studente straniero? Si riesce a conciliare lo studio con il divertimento?

Frequentavo la ULB – Université Libre de Bruxelles (per info http://www.ulb.ac.be/). In Belgio sono fuori di testa per quanto riguarda il sistema universitario. Hanno le nostre stesse distinzioni per quanto riguarda i corsi di studio il (bachelier, la nostra triennale, il master, che per loro è la magistrale), ma gli insegnamenti sono “diluiti” negli anni, nel senso: spesso e volentieri per le materie principali non hanno un unico esame da 12 cfu come accade da noi, ma tre esami in ognuno di questi tre anni di 5 cfu. E non solo: la stragrande maggioranza degli esami sono da 5 cfu, ma il totale da raggiungere è uguale al nostro, 180 cfu alla fine dei tre anni. Risultato? Gli studenti belgi si trovano con dieci esami e più da dare ad ogni sessione. E non è finita qui, perché la sufficienza è 10/20, ma alla fine devono avere una media di almeno 12, altrimenti ripetono l’anno. Ci sono tre sessioni in tutto l’anno e un unico appello per sessione. È estenuante. Tuttavia, per gli studenti Erasmus è molto più tranquilla la situazione: in teoria si devono dare 30 cfu per semestre, ma se una persona non ne ha bisogno, non è necessario, a patto di avere il benestare del CRI (e si ha sempre). La sufficienza si raggiunge con il 10, e NON c’è da raggiungere la media del 12. Io ho dato quattro esami e la cosa più difficile da affrontare era il fatto che erano tutti nel giro di una settimana o poco più. Nonostante questo, sono riuscita a passarli tutti (con voti più o meno alti) e divertendomi nei primi mesi, e la stessa cosa vale per i miei amici di lassù. Quindi, don’t worry!

Come hai fatto a trovare un alloggio? In che quartiere vivevi e in che quartiere consiglieresti di vivere?

Il mio alloggio l’ho trovato grazie alla ragazza con cui sono partita, che aveva un contatto affidabile in precedenza. Comunque le bacheche dell’ULB sono piene di gente che offre casa. In situazioni estreme, anche l’Office des Logements dà una mano, ma solo in caso di difficoltà (l’anno scorso addirittura avevano “chiuso” i collegi agli Erasmus, soprattutto a quelli che rimanevano solo sei mesi; l’importante, in questi casi, è insistere!). Le zone più vicine all’università sono Ixelles, soprattutto la zona del Cimitière e limitrofe. Altrimenti, bisogna buttarsi sulle aree “battute” dal 71, l’autobus che collega il centro storico all’università: quindi Boulevard Géneral Jacques, Avenue Buyl, fino a Place Flagey. Trovare casa in centro è scomodo, perché c’è il rischio di trovare traffico, quindi meglio evitare di allontanarsi troppo. Io abitavo in un altro comune, chiamato Saint Gilles, a mezz’ora di distanza, ma non era un problema raggiungere l’università (tranne nell’ora di punta, potevo rimanere un sacco di tempo ad aspettare che il traffico diminuisse!).

Parlaci della vita in cittá.

Il costo della vita è un tasto dolente: un affitto basso varia dai 300 ai 400 euro. I prezzi per i generi alimentari sono ugualmente alti: il trucco, per le verdure, è fare spesa al mercato di Gare du Midi la domenica mattina, la verdura costa davvero poco. Il clima è quello che è: molto variabile, spesso piovoso, anche se ogni tanto decide di dare una tregua e offrire anche una settimana di sole talmente splendido da far invidia al nostro Paese. Il consiglio, comunque, è quello di portare sempre l’ombrello. A meno che non vi stufiate, come gli “autoctoni” belgi e vi accontentiate del cappuccio del vostro cappotto. Per l’intrattenimento non c’è di cui lamentarsi: concerti, manifestazioni, festival… se proprio non c’è nulla, ci sono sempre i cari e vecchi pub. Consigliatissimi Le Courbeau, dove si può ballare sui tavoli (!!!), il Delirium, il più famoso della città, su tre piani e con una varietà immensa di birre, e Le Cercueil, il pub delle bare, come lo chiamavamo noi! Un locale dall’atmosfera un po’ gotica, un po’ Halloween, un po’ rock, davvero particolare!

Turisticamente, sono da visitare assolutamente la Grand Place, che è bellissima, l’Atomium, fuori città, il Parlamento Europeo, cosa che ogni cittadino europeo dovrebbe fare, il Parc du Cinquantenaire con l’Arc de Triomphe, il Bois de la Cambre, vicino l’ULB. I trasporti vi porteranno ovunque voi vogliate, guasti e ritardi a parte (che non sono frequentissimi) sono molto efficienti. Anche per andare fuori città non ci sono problemi: andate assolutamente a vedere Gand, è una città stupenda! Anche Bruges merita molto. E se siete curiosi di vedere il Mare del Nord, fatevi un giro ad Ostenda. Non mancano i luoghi da visitare, anche perché ci sono i Paesi Bassi lì dietro l’angolo, Parigi è a quattro ore, Londra è poco più lontano… what else?

Alcuni studenti si chiedono: se dovessi scegliere tra partire il primo o il secondo semestre, cosa sarebbe meglio scegliere per godere al meglio della cittá?

Bruxelles è meravigliosa sempre. D’inverno è molto freddo, ma c’è il Natale, e tutti sanno come si preparano al Natale al Nord Europa: mercatini di Natale, luminarie, alberi di Natale giganteschi, presepi nella Grand Place, stupendo! Inoltre la Grand Place offre una sorpresa, la sera, ai coraggiosi che si avventurano fuori casa: un carillon all’aperto, con incluso spettacolo di luci sugli edifici della piazza! In primavera, la città smette i panni grigi e piovosi e si riempie di luci, calore e fiori. Io non l’ho vissuta direttamente, me l’hanno raccontata, ma posso assicurare che è uno spettacolo. Se dovessi scegliere ora, non saprei cosa fare!

Alcuni studenti sono intimoriti dal fatto di passare molto tempo lontani da casa, dalla famiglia, dagli amici. Tu come hai vissuto questo distacco?

Sono stata sempre piuttosto indipendente dalla mia famiglia, ma sento molto la mancanza dei miei amici, come ho scritto sopra. Ma si può fare, non è impossibile. Mai precludersi qualcosa di nuovo per mantenere le vecchie sicurezze.

Ci sono aspetti negativi della vita erasmus?

Sì, il principale è che bisogna tornare!  A parte questo, quando sei all’estero, a volte, ti viene da pensare che alla fine non sia nulla di speciale. E da una parte è così, perché passato il primo periodo di novità continue, il fatto di abitare in un paese straniero entra a far parte della quotidianità. Ma quando torni e ripensi a quello che hai vissuto… no, lo rifarei mille volte.

È stata un’esperienza positiva? Se si, che cosa l’ha resa speciale?

Ogni cosa nuova. Le persone che erano lì con me, le esperienze vissute, il fatto che per me era la prima volta che mi staccavo da casa, la prima volta che mi trovavo in un paese straniero, da sola, per così tanto tempo… troppo lungo da elencare.

Ti sentiresti di consigliare la tua come possibile meta agli studenti che fanno domanda Erasmus?

Assolutamente sì. Bruxelles è nel cuore dell’Europa e questo è uno di quei posti in cui si respira fortemente quest’aria “europea”, non solo in senso retorico. A Bruxelles vedi fattivamente cosa hanno costruito coloro che volevano un’Europa unita e rimane molto difficile non crederci.

Come si arriva a Bruxelles:

C’è la tratta Ancona-Charleroi e poi si prende la navetta dall’aeroporto. Vi conviene prenotarla qualche mese prima, risparmiate moltissimo ( per info http://www.brussels-city-shuttle.com/it/)

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