Erasmus a Falun- Intervista a Elena Giammaria

Falun è una città della Svezia centrale di 36.447 abitanti, centro della municipalità omonima (55.267 abitanti). La città è anche capoluogo della contea della Dalarna.

Nei pressi di questa cittadina si estraevano un tempo i due terzi del rame di tutto il mondo. Da qui la sua eccezionale importanza e la ricchezza che ne deriva. Stazione sciistica, Falun ha ospitato i Campionati mondiali di biathlon nel 1986 e i Campionati mondiali di sci nordico nel 1954, nel 1974, nel 1980 (parzialmente) e nel 1993 e li ospiterà nuovamente nel 2015.

Ho fatto due chiacchiere con la mia cara amica Elena Giammaria, studentessa di Scienze Politiche, e mi sono fatta raccontare qualcosa del suo erasmus a Falun.

 

Cara Elena, la scelta di Falun era premeditata oppure è stata una meta che ti è stata assegnata? Se l’hai scelta tu, perché hai scelto proprio questa meta?

Falun era la mia prima scelta fra le mete proposte dall’ateneo di Macerata. Ho da sempre nutrito una grande curiosità per i paesi del nord Europa, in particolare quelli scandinavi, così lontani e diversi dal nostro paese e dal nostro modo di vivere.

Come ti sei trovata con la lingua locale? Hai avuto difficoltà nell’impararla? Come comunicavi con gli altri studenti?

Nel mio caso avrei dovuto imparare a parlare in svedese, ma in realtà non ne ho avuto bisogno (né voglia) dal momento che tutti parlano perfettamente l’inglese sia dentro che fuori dall’università e dallo studentato. Per chi volesse comunque imparare la lingua ci sono moltissimi corsi da poter frequentare all’università, e opportunità create dall’organizzazione studentesca, come i language cafè, dove gli studenti si ritrovano a far pratica di qualsiasi lingua si voglia imparare/migliorare.

Come è stato l’impatto iniziale con questa realtà? Quali sono le principali difficoltà che si incontrano all’inizio recandosi in questa cittadina e come le hai risolte?

Non ho avuto nessun tipo di problema, né per quanto riguarda il primo impatto con la Svezia, né con la cittadina di Falun in particolare. Gli svedesi sono un popolo molto ospitale e gentile, quindi per qualsiasi necessità ci sono persone pronte ad aiutarti o a darti un consiglio. Sia allo studentato che all’università sono stati tutti molto disponibili. Bastava chiedere e tutto veniva spiegato o risolto. Inoltre le strutture che ospitano gli studenti favoriscono sin da subito la conoscenza degli altri studenti, attraverso l’organizzazione di feste ed eventi fin dai primi giorni dell’arrivo degli erasmus.

Che Universitá hai frequentato? Come ti sei trovata con il loro sistema universitario? In cosa si differenzia dal nostro? Sei stato agevolato dai professori per il fatto di essere uno studente straniero? Quanti esami sei riuscita a dare? Si riesce a conciliare lo studio con il divertimento?

Il nome dell’università è Högskolan Dalarna/Dalarna University ( per info http://www.du.se/en) ed è una piccola struttura molto moderna che offre moltissimi servizi a prezzi veramente bassissimi o addirittura in alcuni casi gratuiti, come la palestra, la piscina, la mensa, ecc. Rispetto al nostro sistema universitario sicuramente viene richiesta una maggiore presenza e un impegno molto più costante, dal momento che solitamente ogni settimana si svolgono seminari con frequenza obbligatoria durante i quali i docenti valutano gli studenti, aprendo dibattiti e discussioni con loro al fine di formulare un giudizio che poi costituirà parte rilevante del voto finale. D’altro canto però il rapporto che si viene a creare con i professori è molto poco rigido e formale, anzi piuttosto amichevole e collaborativo. Non capita di rado che si finisca la lezione e si vada a bere un caffè tutti insieme con il relativo docente. Gli esami non sono difficili ma di sicuro non ci sono facilitazioni per gli erasmus, per il semplice motivo che, come detto prima, il giudizio viene costruito non solo sulla base della prova finale, ma sulla partecipazione attiva (e pertinente) degli studenti durante tutto l’arco del corso. Io personalmente ho dato 4 esami perché purtroppo ne me ne sarebbero stati riconosciuti di più dall’ateneo di Macerata, ma alcuni miei compagni sono riusciti a dare molti più esami e con profitto. Considerato comunque che i 4 esami che ho dato sono stati tutti al primo semestre, periodo in cui ho comunque viaggiato e avuto tempo libero da dedicare al divertimento, direi che non è difficile conciliare le esigenze dello studio a quelle di svago.

Come hai fatto a trovare un alloggio? In che quartiere vivevi e in che quartiere consiglieresti di vivere?

L’alloggio lo si può comodamente prenotare dall’Italia prima di partire, attraverso il sito dell’agenzia comunale onnipresente nella vita degli svedesi: il Kopparstaden (http://www.kopparstaden.se/) . Gli studenti vivono o negli appartamenti del quartiere di Bojsenburg o nel Britsen, cioè lo studentato dove ho vissuto io e che consiglio calorosamente a tutti perché si sta benissimo e ci si diverte.

Parlaci della vita in cittá.

La città è piccola ma offre molte opportunità di divertimento: pub, discoteche, ristoranti, ecc… tutti luoghi molto carini e frequentati soprattutto da studenti, sia svedesi che erasmus. Ci si può eventualmente spostare nella vicina Bolrlenge la sera attraverso bus o treni (sempre precisissimi e poco costosi).Un posto che raccomando assolutamente di visitare durante la permanenza è la miniera di rame di Falun, un posto veramente molto particolare e di grande impatto. La vita in generale è un po’ più costosa che in Italia ma con il tempo si impara a fare spesa e shopping in maniera oculata e nei posti più “cheap”.

Alcuni studenti si chiedono: se dovessi scegliere tra partire il primo o il secondo semestre, cosa sarebbe meglio scegliere per godere al meglio della cittá

Non c’è differenza. Sarebbe meglio restare un anno per godere e sperimentare sia l’estate che l’inverno nella penisola scandinava.

Alcuni studenti sono intimoriti dal fatto di passare molto tempo lontani da casa, dalla famiglia, dagli amici. Tu come hai vissuto questo distacco?

Si soffre un po’ la prima settimana ma si riesce fin da subito a fare amicizia con il resto degli erasmus, i quali sono nelle stesse identiche condizioni di smarrimento all’inizio, e si ricrea così in men che non si dica un ambiente amichevole e familiare che sarà difficile da dimenticare una volta tornati nelle rispettive nazioni.

Ci sono aspetti negativi della vita erasmus?

Onestamente non me ne viene in mente nemmeno uno….forse qualche conseguenza negativa c’è, ma per il fegato (si festeggia molto spesso)!!

È stata un’esperienza positiva? Se si, che cosa l’ha resa speciale?

Assolutamente si. Non c’è un motivo particolare, è l’insieme delle nuove esperienze e delle nuove persone che la rende un’avventura fantastica.

Ti sentiresti di consigliare Falun come possibile meta agli studenti che fanno domanda Erasmus?

Certo, se vogliono passare un anno indimenticabile.

Come si arriva a Falun:

con Ryanair si arriva all’aeroporto di Skavsta e da lì in navetta a Stoccolma. Una volta giunti a Stoccolma centrale si prende il treno e in due ore si giunge a Falun.

 

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