Alluvione: il Gargano in ginocchio

Cinque giorni di pioggia flagellante su tutto il foggiano, che gli esperti hanno calcolato come quantità d’acqua che è solitamente distribuita in un anno intero, ha trasformato uno dei posti più belli della Puglia in una melma fangosa e piena di detriti.

E’ proprio Peschici, bellissima cittadina del Gargano famosa per le sue spiagge e le sua baie caratteristiche, a subirne le conseguenze peggiori. Spiagge inghiottite da un mare ormai marrone, residence e camping inesistenti, centinaia di feriti e due morti accertati, il 70enne di Peschici Vincenzo Blenx e il giovane agricoltore 24enne Antonio Facenna, che stava andando a lavorare nella masseria di famiglia.

Agghiaccianti le testimonianze dei campeggiatori che hanno visto i loro camper e le loro auto finire in mare, mentre altri sono riusciti a salvarsi perché intrappolati dagli alberi che hanno fermato la furia delle acque, e che altrimenti li avrebbero portati al largo. Molti i residenti e i turisti bloccati sui tetti delle case mentre i più fortunati sono riusciti a scappare via prima del crollo di alcuni ponti e del blocco delle strade.

Il disastro ha colpito inoltre Vieste,Rodi GarganicoSan Menaio e i vari paesi dell’entroterra quali San Marco in LamisCarpino e Vico del Gargano. Le autorità locali infatti hanno invitato i turisti e i cittadini a non mettersi in viaggio per eventuali rischi di frane nelle stradine e nei tornanti.

Altra vittima è l’agricoltura del Gargano, da sempre considerato l’agrumeto d’Italia, che ha messo in ginocchio contadini che hanno ormai perso tutto e aziende agricole che presto si ritroveranno costrette a chiudere i battenti.


La potenza dell’acqua è arrivata a valle tramite i canali Ulse e Kalena, dedicati al convogliamento delle acque, che già nel ’68 crearono disagi in queste aree. L’unica sostanziale differenza riguarda la gravità del disastro:nel ’68 infatti nessuno fu costretto a salire sui tetti per salvarsi.

Da qui numerose sono le critiche che coinvolgono la gente del posto la quale era perfettamente consapevole della funzione dei canali che associata a  una mancanza di manutenzione e alla costruzione al loro interno di numerosi camping e residence, ha portato a un disastro che molti hanno considerato “prevedibile”. Parte della responsabilità si considera attribuibile anche all’Autorità di Bacino e ai vari amministratori locali che avrebbero dovuto fermare sul nascere l’audacia di certi progetti  e a non autorizzare concessioni che hanno contribuito notevolmente al dissesto idrogeologico. Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia,conferma l’opinione generale affermando che “non si può maledire il cielo, quando è il cemento che blocca il decorso naturale dei corsi d’acqua”.

Il Gargano dunqueterra che seduce con la sua selvatica bellezza popolata da gente forte e coraggiosa, da oggi dovrà rimboccarsi nuovamente le maniche e ripulire dal fango ciò che è faticosamente riuscito a ricostruire dalla cenere del terribile incendio che quasi lo distrusse sette anni fa. Una ricostruzione ,questa volta, cosciente e consapevole, coerente con una natura che, se tanto generosamente ha elargito le sue meraviglie, ha dimostrato che ne rimane però l’assoluta padrona e capace, se offesa, di riprendersi con violenza quello che rimane suo.

Per chi volesse dare il suo sostegno alla popolazione del territorio,si può donare con versamento su Conto Corrente del Comune di Vico del Gargano:

  • Banca BANCAPULIA SPA
  • titolare del conto: Comune di Vico del Gargano
  • Iban: IT56X0578704020095570129290
  • BIC APULIT31XXX
  • Causale:”Gargano Alluvione”

 

O anche tramite Paypal per chi preferisce:

http://www.kapipal.com/82f14f00fa4741dc8b8e3113fcf44767

 

di Milena Cassano

 

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