Circo di Strada…ArteMigrante 2014

“Le uniche persone che esistono per me sono i pazzi, i pazzi di voglia di vivere, di parole, di salvezza, i pazzi del tutto e subito, quelli che non sbadigliano mai e non dicono mai banalità ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi d’artificio gialli che esplodono simili a ragni sopra le stelle e nel mezzo si vede scoppiare la luce azzurra e tutti fanno «Oooooh!»”

Jack Kerouac apostrofava cosi’ nelle “sue strade”, lo stesso si potrebbe dire per quanto fatto da Marco Cecchetti e Gabirella Ciarlantini, artefici della 15º edizione del festival “artemigrante” conclusasi pochi giorni fa e che ha visto come protagonista l’entusiasmo del circo di strada, con esibizioni di artisti di vario genere e il sorriso degli spettatori a far da cornice a quello che per 3 giorni ha illuminato le vie e le piazze del centro storico di Macerata.

Nato dall’idea dell’associazione culturale “I Beneandanti”, formata da un gruppo di ragazzi tra cui giocolieri, acrobati, e studenti  con la voglia di promuovere la diffusione di una portando il teatro di strada, organizzando corsi, laboratori e workshop nelle scuole e collaborando con altre realtà locali.

Un appuntamento consolidato che segna la conclusione di questa estate, dopo la fiera di San Giuliano, assistita dal bel tempo e dalla numerosa partecipazione dopo i malumori suscitati dalle cattive condizioni metereologi, le polemiche della chiusura al traffico del centro storico e l’estenuante crisi del lavoro, nutrendo un malcontento generale.

Basti considerare lo sviluppo in crescendo negli anni di questo festival che ha origini tra piazza Mazzini e “la cuculla” fino ad oggi che vede riempire le principali piazze suscitando l’interesse sempre maggiore dei cittadini.

Un bilancio positivo di questo evento, in una realtà dove spesso e volentieri la vita mondana ruota dietro il consumo di alcool, sottolineando la precarietà e la scarsa predisposizione verso eventi di sfondo culturale, considerando anche le difficoltà organizzative dovute alla scarsa disponibilità di risorse con la quale oggi vede sempre più problematico la programmazione di tali avvenimenti.

 Equilibristi, giocolieri, musicisti, clown, attori, tram polisti e ballerini, molti gli ospiti che hanno partecipato al festival ad aver coinvolto ogni fascia d’età, dai bambini ai più scettici del settore.

Un attenzione particolare meritano gli “artisti di strada”, un profilo che non ha mai ricevuto la giusta considerazione, sebbene non possa considerarsi una figura professionale a tutti gli effetti ma che può essere definito un intrattenimento culturale, vivacizzando il contesto territoriale contribuendo a smuovere l’economia di paese. Economia sottovalutata e poco supportata dalle attività commerciali, come precisa il sindaco Romano Carancini, invitando i gestori delle diverse attività a fornire sostegno per la pianificazione delle prossime manifestazioni.

Ci piace ancora pensare l’arte come qualcosa di superiore, che l’artista di strada mette in atto, in modo continuamente creativo ed innovativo.

E’ così che concludo, portando questa ulteriore citazione, nella speranza che ognuno di noi non dimentichi mai l’artista che ha in sé (tratto da “era meglio morire da piccoli?” di Paolo Rossi).

CLOWN DI STRADA

Un numero per racimolar sorrisi e applausi
un altro…per riempir la scucita tasca di pochi spiccioli,
alzi il cappello e t’inchini al tuo pubblico
congedandoti fino all’indomani…

E giunge il momento di tornare a casa…
e struccare quel beffardo viso
per potersi riconoscere
nel riflesso spaccato dello specchio,
clown di strada vestito di triste giovialità
a celare il magone d’un nodo in gola…

Dipingi il tuo cammino da perfetto viandante
rallegrando chi incontri per caso
e i bimbi le guance ti vogliono baciare
seppure impiastrate d’un cerone troppo spesso…
una carezza per tutti, una smorfia stretta fra le labbra…
serrata come un pugno chiuso,
dentro te una muta recita sui prosceni di verità.

Acrobata è la vita sull’altalena dei pensieri
dondolando su una nuvola,
oltre un ignoto orizzonte
ci sveliamo senza mai conoscer chi siamo …
sfaccettati in identità mascheranti realtà.

 di Marco Ricotta

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