Generazione Erasmus

Buone notizie per la Generazione Erasmus! Da  Bruxelles sono arrivati, in data 22 settembre, i risultati di uno studio condotto dalla Commissione Europea circa l’impatto dell’Erasmus  sulle prospettive occupazionali per gli universitari che vi hanno aderito. Lo studio, ideato dalla commissaria europea all’Istruzione e la Cultura Androulla Vassiliou,  che ha intervistato 80 mila persone, tra cui ex studenti e datori di lavoro provenienti da 34 paesi, rivela che a cinque anni dalla laurea, il tasso di disoccupazione degli studenti Erasmus è inferiore del 23%. La commissaria ha sottolineato come l’incidenza della disoccupazione a lungo termine sia dimezzata, e a cinque anni dalla laurea il tasso di disoccupazione di chi ha studiato all’estero in una parte del proprio percorso universitario sia inferiore del 23% rispetto agli altri. Chi studia o si forma anche all’estero, secondo lo studio,  “migliora le proprie prospettive lavorative: non acquisisce solo conoscenze in discipline specifiche, ma consolida anche le competenze trasversali fondamentali”. Cifre alla mano, il 40% di chi ha vissuto questa esperienza si è trasferito in un altro Paese dopo la laurea, quasi il doppio di quel 23% che invece non ha seguito questo programma. Infine, il 93% dei ragazzi Erasmus si immagina un futuro all’estero, 20% in più rispetto a chi non ha mai studiato fuori.

I  risultati di questo studio circa l’impatto di Erasmus sono estremamente significativi.
L’esperienza di studio all’estero è giudicata positivamente anche dai datori di lavoro: il 64% ritiene che l’Erasmus sia una qualità in più che aumenta la possibilità di essere assunti. Seguire i corsi universitari all’estero è ritenuto uno stimolo per la curiosità, per aumentare la sicurezza di sé e la capacità di risolvere problemi. Secondo lo studio, la maggioranza dei datori di lavoro cerca nei futuri dipendenti tratti della personalità come tolleranza, fiducia in se stessi, curiosità, risolutezza, conoscenza dei propri punti di forza e di debolezza: tutti elementi potenziati da un’esperienza internazionale, si sottolinea a Bruxelles.

Ma i benefici di questo progetto di mobilità internazionale non sembrano riversarsi solo sul piano lavorativo: circa il 33% degli ex studenti Erasmus ha un partner fisso di un’altra nazionalità e addirittura il 27%, cioè più di uno studente su quattro, ha incontrato il proprio compagno durante il suo soggiorno di studio all’estero. Non solo si incontra l’anima gemella: si stima che sin dall’esordio di questo fortunato programma, nel 1987, sono nati circa un milione di bambini da coppie «erasmiane».
Il programma Erasmus ha sempre ottenuto un’ottima risposta da parte degli studenti: dall’anno del suo varo ne hanno beneficiato in oltre tre milioni, di cui 270 mila solo nell’anno accademico 2012/2013. L’Italia è al quinto posto nella classifica delle destinazioni preferite e ospita in media 20 mila studenti all’anno, mentre sono 25.800 gli studenti italiani che partono.

Ciò nonostante, il progetto è minacciato ogni anno dai tagli di budget. Vassiliou osserva che si tratta di un “problema costante, generale che coinvolge tutti. L’abbiamo vissuto due anni fa in modo grave, l’anno scorso in misura minore e ora si ripropone. Tuttavia confidiamo di farcela. Quanto a me ho fatto di tutto per ricordare ai governi l’importanza del programma: tre mesi fa ho scritto a tutti i ministri della Cultura europei perché spingano i rispettivi Paesi a evitare questi tagli”. Accanto al programma tradizionale – ricorda la Commissaria – esordisce il nuovo Erasmus Plus che offrirà sovvenzioni Ue a quattro milioni di giovani entro il 2020, dando loro la possibilità di sperimentare la vita in un altro paese con studi, formazione, insegnamento o volontariato».

E sembra che l’appello della commissaria europea stia iniziando a dare i suoi frutti: pochi giorni dopo la pubblicazione di questi dati, infatti, il sottosegretario all’economia Enrico Zanetti ha affermato, in una nota pubblicata sul sito della presidenza italiana della UE, che “Le risorse destinate al programma Erasmus e ad altre importanti attività concernenti le politiche sulla coesione, l’immigrazione e l’asilo verranno mantenute. L’Italia farà del suo meglio per trovare il giusto equilibrio tra le diverse posizioni per raggiungere un buon accordo sia sul livello dei pagamenti del bilancio del 2014 sia sul bilancio complessivo del 2015. Abbiamo preso debitamente nota delle difficoltà segnalate dalla Commissione sul livello dei pagamenti per l’anno 2014, e siamo convinti che solo attraverso una discussione costruttiva tra Parlamento e Consiglio sarà possibile trovare una soluzione equilibrata date le difficoltà attuali”.

 

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